AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

UN BANDO ALLO SBANDO

RASSEGNA STAMPA SUL BANDO PER L’AFFIDAMENTO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA A CASERTA

Il Mattino – 17/04/2008
Stipendi dei dipendenti «congelati» fin quando la Sace non incasserà i crediti
Del Rosso: solo ripicche
di Daniela Volpecina
Gestione dei rifiuti a Caserta, la Sace si tira fuori e mette in mora il Comune. La società, che attualmente gestisce il ciclo integrato in regime di proroga, ha deciso infatti di ritirare la propria offerta e quindi di non partecipare più al bando di gara in segno di protesta nei confronti dell’amministrazione Petteruti «colpevole – secondo i vertici Sace – di aver illegittimamente riaperto i termini dell’appalto per consentire ad una terza ditta di partecipare». Il chiacchierato bando per l’igiene urbana, scaduto lo scorso 27 marzo, (al quale la Sace aveva partecipato in Ati con la multinazionale spagnola Comsa e la Edilcava Santa la Bruna di Torre del Greco) è stato infatti riattivato (le ditte candidate potranno presentare i loro progetti entro il 21 aprile) su pressing di una concorrente che aveva denunciato irregolarità nell’iter adottato dal Comune. «Per evitare inutili strascichi giudiziari – aveva spiegato in quell’occasione l’assessore all’Ambiente, Luigi Del Rosso – abbiamo preferito riaprire i termini consapevoli del fatto che riusciremo ugualmente ad assegnare la gara entro il primo maggio così da scongiurare il rischio commissariamento». Una decisione che ha mandato su tutte le furie la Sace: «La legge vieta che si possa riaprire una gara già in via di espletamento – spiega il presidente della società, Antonio Francavilla – siamo di fronte a discutibili atti amministrativi per l’affidamento del servizio che ci spingono a rinunciare. Ciò non significa tuttavia che rinunceremo ad adire le vie legali per far valere i nostri diritti». Una decisione definitiva e irrevocabile determinata a quanto pare anche dalla notevole esposizione debitoria di Palazzo Castropignano: «La Sace – aggiunge il presidente – ha maturato nei confronti dell’Ente crediti per 16 milioni e mezzo di euro, che ci costringono a congelare le spettanze dei dipendenti, almeno fino a quando il Comune non avrà fatto fronte agli obblighi contrattuali che ha con questa azienda». Per i 175 dipendenti della Sace – che costano circa 340 mila euro al mese – sarebbero già pronte anche le lettere di licenziamento: «Un atto dovuto – chiarisce Francavilla – per consentire entro il primo maggio il passaggio di cantiere così come previsto dal nuovo bando di gara». «Garantiremo il regolare svolgimento delle attività fino al 30 aprile – conclude il presidente – poi toccherà alla nuova ditta occuparsi della gestione del ciclo». Un atteggiamento non condiviso dall’assessore Luigi Del Rosso, che parla di ripicche incomprensibili e poco dignitose e invita la Sace a guardarsi dall’interruzione di un pubblico servizio per non incappare in una diffida della Prefettura: «La ditta non può sospendere la raccolta fino a quando non sarà entrato a regime il nuovo sistema». E in relazione ai debiti maturati nei confronti della Sace aggiunge: «Stiamo provvedendo ma soddisferemo soltanto i crediti certi, per quelli ‘contestati’ occorrerà attendere l’iter giudiziario».
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Il Mattino 18/04/2008
Il sindaco: oggi i soldi. Primi preavvisi di licenziamento agli operai
di Daniela Volpecina

La questione rifiuti continua a monopolizzare l’attenzione dell’amministrazione comunale di Caserta. Tra debiti pregressi con la Sace e scontri sulla nuova gara di appalto per la gestione del ciclo integrato, il sindaco Nicodemo Petteruti ieri è riuscito persino a raggiungere a Napoli il prefetto Goffredo Sottile, commissario liquidatore per l’emergenza rifiuti in Campania, per una reunion sugli impianti da realizzare nella città della Reggia. «Ho registrato un’ampia disponibilità da parte del prefetto – ha dichiarato a margine dell’incontro il primo cittadino – sulla possibilità di intraprendere sul territorio casertano azioni autonome per la realizzazione di impianti di smaltimento finale. Naturalmente il dibattito è ancora in evoluzione, ma siamo più che ottimisti sull’esito delle trattative». Meno fiducia sembra infondergli invece la querelle Sace. La decisione dell’azienda, che gestisce in regime di proroga la raccolta rifiuti in città, di ritirarsi dalla nuova gara di appalto in segno di protesta nei confronti del Comune e di congelare gli stipendi dei lavoratori in attesa di incassare i canoni dovuti da Palazzo Castropignano, ha sollevato non poche polemiche in città. Lo stesso prefetto Ezio Monaco, al quale la Sace ha inoltrato una richiesta di incontro, ha convocato ieri pomeriggio il sindaco per avere lumi sulle intenzioni dell’Ente. Una tematica alla quale Petteruti ha garantito che dedicherà la massima attenzione: «Stiamo valutando il da farsi – ha spiegato al termine di una lunga riunione con il direttore generale e l’avvocato del Comune – nelle prossime ore potremo fornire risposte certe al riguardo». A far segnare un primo, seppur tiepido, passo in avanti potrebbe essere la decisione di fronteggiare i debiti maturati con la Sace. Questa mattina infatti il dirigente dell’ufficio Ragioneria emetterà i mandati per il pagamento del canone di dicembre per un totale di 650 mila euro. Un importo che consentirà all’azienda di far fronte (entro martedì prossimo) agli stipendi del mese di marzo e tranquillizzare così i 175 lavoratori da ieri in stato agitazione anche per l’imminente passaggio di cantiere. Stando a quanto previsto dal nuovo appalto infatti, a partire dal primo maggio il personale della Sace dovrebbe essere assunto dalla nuova ditta appaltatrice del servizio. Il preavviso di licenziamento, inviato ieri mattina dall’azienda, in alcuni casi è stato anche già recapitato con grande preoccupazione dei lavoratori che guardano con scetticismo a questa fase di transizione. Dalla Provincia intanto arriva l’appello agli agricoltori affinché non brucino il materiale in polistirolo (con conseguenti e nocivi effetti sul territorio) ma lo custodiscano in attesa dell’avvio del nuovo progetto di raccolta delle plastiche che l’Ente attuerà sul territorio con la collaborazione dei Comuni di Macerata Campania, Mondragone, Francolise, Villa Literno e San Felice a Cancello. Alle amministrazioni locali spetterà il compito di individuare un’area dove raccogliere il materiale per il riciclo.
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Il Mattino 20/04/2008
Gli operai della Sace ancora senza stipendio E le banche bloccano i mandati dell’Ente
di Antonio Pisani e Daniela Volpecina

Una battaglia a tutto campo tra Mario Pagano e il comune di Caserta. L’imprenditore, che nel capoluogo gestisce settori importanti come i parcheggi e la raccolta rifiuti, ha deciso di non concedere più nulla all’amministrazione, fortemente esposta verso le sue aziende. Così, dopo aver deciso di ritirare la SACE dalla gara comunale per la raccolta differenziata, ieri ha inviato una lettera a palazzo Castropignano esprimendo la volontà di chiudere il 30 aprile il parcheggio interrato di piazza Carlo III. gestito dal Consorzio Cogein da lui controllato. All’origine della decisione, si legge nella missiva, «le perdite subite negli ultimi 4 anni, quasi 200 mila euro all’anno più i lavori di manutenzione»; Pagano ha chiesto al Comune un risarcimento danni per il mancato rispetto delle condizioni contrattuali, che prevedeva tra l’altro la pedonalizzazione di viale Douhet e la realizzazione di un tunnel nei pressi della Reggia. Mentre si apre un nuovo capitolo di scontro, resta poi alta la tensione alla Sace. I 195 dipendenti non sono ancora stati pagati nonostante il mandato di pagamento di 610mila euro emesso dal Comune di Caserta; mandato bloccato immediatamente dall’istituto di credito presso cui hanno i conti sia l’amministrazione sia la Sace. Quella che si sta giocando è insomma una partita a tre, con il sistema bancario oggi non più disposto a erogare prestiti a soggetti verso cui vanta crediti milionari, come il Comune e la Sace. Nel caso specifico, l’amministrazione ha ridottissimi margini di movimento, avendo verso l’azienda di Mario Pagano un debito di circa 16 milioni di euro, più o meno la stessa cifra anticipata alla SACE negli anni dall’istituto di credito. Ieri dall’azienda casertana si dicevano comunque fiduciosi di riuscire a ottenere l’apertura di un’ulteriore linea di credito dalla banca con cui pagare gli stipendi. La situazione potrebbe sbloccarsi domani nel previsto incontro in prefettura in cui però, oltre alle pressanti questioni finanziarie, si parlerà anche della raccolta rifiuti: alla SACE verrà chiesto, magari con un apposito provvedimento, di continuare in proroga oltre il 30 aprile il servizio di raccolta, visto che la differenziata porta a porta difficilmente partirà il primo maggio; dalla gara infatti si sono ritirati tutti i candidati, dopo la SACE è stata la volta anche dell’Ecologia Saba di Ercolano. Il Comune a questo punto potrebbe ritirare il bando o comunque attendere che entri in vigore la legge regionale che affida alle Province tutte le attività relative al ciclo dei rifiuti, dalla raccolta allo sversamento, compresa insomma la decisione sul soggetto che materialmente dovrà raccogliere e portare l’immondizia agli impianti (si parla di una società mista con la partecipazione di privati ma con prevalente capitale pubblico). Nell’attesa che tutto ciò accada, la raccolta a Caserta e in provincia continua a segnare il passo. Venerdì, nel capoluogo, gli operai della SACE non hanno raccolto per protesta ma ieri e oggi l’attività è rimasta praticamente ferma un po’ ovunque in Terra di Lavoro perché nell’unico sversatoio aperto in Campania, quello di Ferrandella a Santa Maria la Fossa, «si stanno scaricando soprattutto rifiuti napoletani». A parlare è Isidoro Orabona, presidente del Geoeco, consorzio che gestisce il sito di stoccaggio provvisorio. «Stiamo sversando ogni giorno da una settimana – spiega – tra le 1500 e le 2000 tonnellate di rifiuti; di questi, quasi il 70%, provengono dal Napoletano». In assenza di dati ufficiali, è certo che delle oltre 1200 tonnellate di immondizia prodotte giornalmente da Terra di Lavoro, molte meno delle metà finiscono a Ferrandella. «Da giorni riusciamo a sversare solo tra le 500 e le 600 tonnellate» conferma Isidoro Perrotta, direttore del sito di trasferenza di Parco Saurino, dove i rifiuti provenienti da tutti i comuni del Casertano vengono pesati prima di essere conferiti a Ferrandella; nella trasferenza l’immondizia può sostare solo due giorni, il resto torna indietro o rimane direttamente in strada, con disagi per la cittadinanza, come è avvenuto a Marcianise, dove l’istituto per ragionieri e geometri Lener è stato chiuso per tre giorni perché i rifiuti intasavano l’ingresso: ieri è intervenuto l’esercito, domani la scuola riaprirà. I disagi però continueranno: il commissario ha chiesto un ulteriore sforzo a Ferrandella che dovrà insomma accogliere soprattutto i sacchetti di Napoli.
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Il Mattino 22/04/2008
Sace-Comune, compromesso sugli stipendi
di Antonio Pisani
 
L’ennesimo compromesso tra Comune e SACE arriva al termine di una riunione fiume svoltasi tra la prefettura e il municipio. Dopo le necessarie verifiche di cassa, l’amministrazione si è detta disponibile per oggi a corrispondere all’azienda una quota del canone di marzo che servirà per pagare ai 195 lavoratori lo stipendio atteso da una settimana. In cambio, la SACE ammorbidirà la sua posizione fino a oggi intransigente: in pratica, non solo continuerà a effettuare la raccolta anche a maggio, sempre in regime di proroga, ma per un po’ di tempo non farà pressioni sull’amministrazione per ottenere il pagamento del maxi-credito da 16 milioni di euro, ossia dei numerosi canoni mensili non versati per anni dalle amministrazioni casertane molti dei quali, per un importo pari a sei milioni di euro, sono stati ceduti dalla SACE a un istituto di credito. Ma il canone di marzo non rientra tra quelli su cui la banca può mettere le mani: per questo ieri, da palazzo Castropignano, si dicevano sicuri di far partire già questa mattina il mandato da 360mila euro. Una tregua che tranquillizza per il momento i soggetti maggiormente coinvolti, quei lavoratori che ieri mattina hanno atteso con pazienza a piazza delle Prefettura che le parti trovassero un accordo. Per il futuro, il Comune ha manifestato la volontà di rientrare, seppur lentamente, con il debito milionario pagando alla SACE parte dei canoni arretrati. E alla fine, tra le due parti, potrebbe scoppiare una nuova pace, conveniente per entrambi: al momento il bando sulla differenziata prosegue il suo iter a rilento, la SACE si è ritirata dalla gara ma la situazione potrebbe cambiare rimettendo in pista l’azienda di Mario Pagano. L’accordo di ieri intanto ha prodotto un primo risultato: gli operai della SACE hanno infatti ripreso l’attività anche se poi la raccolta nel capoluogo è rimasta praticamente ferma. A Ferrandella infatti lo sversamento continua a rilento e, in attesa che tra oggi o domani venga consegnata un’altra piazzola per l’abbancamento dell’immondizia, la situazione resta caotica. A sversare nel sito casertano è in massima parte la città di Napoli e il suo hinterland; in provincia di Caserta, in particolare laddove la differenziata viene a malapena effettuata, ossia nelle città più popolose capoluogo compreso, la raccolta è così ferma in mancanza del terminale. Buone notizie si attendevano dalla riunione svoltasi a Napoli sul sito di Chiaiano: ma lo sversatoio napoletano al momento non aprirà, per cui resta solo Ferrandella. Una situazione che lascia indifferente il sindaco di Santa Maria la fossa Bartolomeo Abbate. «La questione per noi decisiva non più quella del massiccio sversamento dei rifiuti napoletani, eventualità che noi avevamo purtroppo paventato. Il punto fondamentale è oggi la chiusura del sito che noi abbiamo richiesto alla magistratura. Anche l’Arpac ci ha dato ragione nella relazione redatta pochi giorni fa: tra poco la fuoriuscita di percolato sarà incontrollabile. Ferrandella insomma va chiusa».
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Il Mattino 22/04/2008
Differenziata, l’unica offerta dalla Ecologia Saba di Ercolano
È l’Ecologia Sa.Ba. srl di Ercolano l’unica ditta ad aver presentato un ’offerta nella gara per l’affidamento del ciclo integrato dei rifiuti a Caserta. In caso di aggiudicazione, la società partenopea avrebbe il compito di gestire per i prossimi cinque anni i servizi di pulizia, spazzamento e raccolta differenziata porta a porta. Un appalto del valore complessivo di 59 milioni di euro sul quale incombe anche una pronuncia del Tar. Il bando è stato infatti impugnato dalla SACE (la società che attualmente gestisce in regime di proroga la raccolta rifiuti nel capoluogo e che inizialmente aveva deciso di partecipare alla gara con un’Ati realizzata con la multinazionale spagnola Comsa e la Edilcava Santa la Bruna di Torre del Greco) che ha contestato la decisione del Comune di riaprire i termini della gara e ha quindi ritirato la propria offerta. Se il tribunale amministrativo, nell’udienza fissata per domani, dovesse accogliere la richiesta di sospensiva della Sace, il bando subirebbe nuovi rallentamenti. Un’ipotesi che potrebbe essere scongiurata se la SACE confermerà la volontà, ipotizzata ieri a margine di un incontro in Prefettura con il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti, di ritirare il ricorso. L’unico dato certo al momento è che il servizio di raccolta rifiuti non potrà essere interrotto fino a quando non subentrerà la ditta appaltatrice; la SACE continuerà insomma a effettuare il servizio in regime di proroga anche oltre il 30 aprile. Sullo sfondo resta poi la legge regionale sui rifiuti che affida alle Province il compito di organizzare l’intero ciclo integrato. Dal Comune dicono che il bando non è in pericolo ma considerazioni di opportunità politica potrebbero spingere l’Ente ad accantonare il bando.
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Il Mattino 24/04/2008
GARA RIFIUTI / Rifiuti, i consiglieri del Pd contro il sindaco
Aria di crisi tra i consiglieri del Pd che ieri sera, durante un acceso dibattito con il sindaco, hanno minacciato di autosospendersi dal partito se non otterranno al più presto risposte concrete. All’origine del malcontento la frattura interna al partito (C’è una frangia di minoranza che continua a remare contro – ha sostenuto il segretario cittadino, Barbieri – alcuni consiglieri sostengono di voler appartenere al Pd ma poi non accettano le logiche democratiche del partito) ma anche i notevoli ritardi accumulati dall’Ente sul piano amministrativo e il mancato coinvolgimento dei consiglieri nei processi decisionali. Sul tema sindaco e gruppo consiliare torneranno a confrontarsi a stretto giro di boa. Nessuno stop intanto dal tribunale all’iter di aggiudicazione del bando di gara per la gestione dei rifiuti. La SACE – che lo scorso 27 marzo aveva impugnato l’appalto per presunte irregolarità – ha infatti deciso di ritirare la richiesta di sospensiva sulla quale il Tar avrebbe dovuto pronunciarsi ieri. Scongiurato, almeno per il momento, il rischio di un’interruzione, Palazzo Castropignano potrà pertanto assegnare regolarmente entro il prossimo primo maggio il servizio di pulizia e raccolta rifiuti in attesa che il Tar entri nel merito. La SACE non ha infatti ritirato il ricorso probabilmente perché spera che il Comune non aggiudichi il bando alla Sa. Ba. di Ercolano e sia costretto a emanare una nuova gara.
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Il Mattino 28/04/2008
Differenziata, in città la raccolta fa flop
di Antonio Pisani
Nell’attesa che parta a maggio la cosiddetta «differenziata spinta», ossia la raccolta porta a porta, nel capoluogo è già naufragata la prima vera esperienza di differenziata avviata il 10 marzo scorso con la rimozione parziale dei vecchi cassonetti e l’installazione in alcuni punti di grossi container verdi e bianchi. Quel sistema embrionale di riciclo, non a caso definito «differenziata semplificata», che mirava a educare i cittadini a una selezione alla fonte (a casa propria) dei materiali riutilizzabili (plastica, carta e vetro) rispetto alla frazione umida, e chiamava i soggetti preposti alla raccolta (la Sace) e ai controlli (i vigili urbani) a una vigilanza assidua sulla condotta dei residenti, ha fatto flop proprio per il progressivo venir meno delle varie parti coinvolte. Un fallimento chiaramente visibile nelle strade cittadine ridotte a mini-discariche di rifiuti riciclabili. L’esempio più emblematico è in pieno centro a Caserta: in via Gemito da giorni, un lungo tratto del marciapiede che costeggia i giardini pubblici è invaso da cassette della frutta e da decine di cartoni oltre ai soliti sacchetti. Il titolare del vicino negozio di ortaggi e frutta, ammette di non avere «sempre a disposizione il mezzo per portare i cartoni alla stazione ecologica di via Talamonti», ma che «fino a dieci giorni fa la Sace passava ogni mattina a raccogliere le cassette e i cartoni di tutti i commercianti della zona. Ma ormai – conclude – gli operatori ecologici non vengono più». Circostanza confermata dall’azienda che negli ultimi tempi, comunque, ha raccolto a singhiozzo soprattutto per i continui problemi registrati al sito di Ferrandella, bloccatosi più volte; senza contare i contrasti con il Comune di Caserta per i canoni non corrisposti e la lenta dismissione dell’attività che l’imprenditore Mario Pagano sta portando avanti dopo la decisione di ritirare la Sace dalla gara comunale per la raccolta porta a porta. Ma il problema non riguarda solo via Gemito. In via Unità d’Italia, decine di bottiglie di vetro riposte in cartoni giacciono accanto al marciapiede mentre i vicini container bianchi che dovrebbero accogliere tali materiali spesso sono vuoti. «La gente non collabora» dice l’assessore comunale all’ambiente Luigi Del Rosso che attacca anche i vigili urbani, questa volta con qualche ragione in più rispetto al passato: come dimostra il degrado di via Unità d’Italia, o spostandosi più a nord, la situazione in via Brunelleschi, o le tante mini-discariche abusive sorte dove prima c’erano i cassonetti (in via Napoli), da tempo ormai le auto della municipale non controllano più che la gente scarichi all’interno dei cassoni o che non lasci i sacchetti ovunque. L’altra faccia della medaglia è poi il totale fallimento della stazione ecologica di via Talamonti, dove sono posizionati altri mega-cassoni per la raccolta di vetro, plastica, carta e legno. Nel fine settimana dovrebbe esserci un via vai continuo ma sono pochi i cittadini che arrivano. «Prima veniva più gente, ora no. I commercianti? Non si vedono» conferma un custode. La signora Rosaria De Ciutis arriva dalla 167. «Non mi costa nulla venire con l’auto fin qui ma la maggior parte dei cittadini non ha voglia di muoversi». Arriva il camion di una ditta di San Clemente carico di pezzi di legno: «Accumuliamo i materiali all’interno dell’azienda – dice l’autista – e ogni sabato li sversiamo». Ma molti altri operatori commerciali non sono così scrupolosi e, in mancanza di controlli, continuano a sversare dove capita. Dal Comune annunciano due nuovi postazioni con i mega-cassoni nei pressi dello stadio Pinto e a San Clemente. Ma basterà, visto che molti cittadini, non solo gli anziani, non hanno alcuna voglia di spostarsi dal proprio quartiere per gettare i sacchetti? L’ultima speranza resta così il porta a porta. In lizza per aggiudicarsi il servizio da 59 milioni di euro c’è solo una piccola azienda, l’Ecologia Saba di Ercolano. Sarà in grado di gestire il ciclo e di assumere i quasi 190 lavoratori della Sace? Domande che assillano il Comune. Già oggi potrebbe arrivare la risposta.
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Il Mattino 29/04/2008
DIFFERENZIATA PORTA A PORTA, SLITTA LA GARA
Il 7 maggio l’aggiudicazione. In via Gemito il Comune dispone la vigilanza fissa dei vigili urbani
di Antonio Pisani e Emanuele Tirelli
Tra Comune e Sace è ormai guerra di nervi. L’azienda non è più in grado di effettuare un servizio efficiente e non lo nasconde. Non a caso l’amministrazione sta provvedendo a pagare il nolo dei mezzi che raccolgono l’immondizia e probabilmente pagherà anche gli stipendi dei 175 lavoratori il prossimo 15 maggio. L’imprenditore Mario Pagano, cui la Sace fa capo, aveva comunque annunciato in prefettura di non essere più in grado di provvedere alle esigenze finanziarie dell’azienda dopo essersi esposto fin troppo con le banche creditrici. La dismissione del servizio di raccolta dei rifiuti va quindi avanti con notevoli disagi per il capoluogo. Ecco quindi che ieri da palazzo Castropignano sono partite lettere di contestazioni all’indirizzo della Sace. Il comune vuole almeno evitare situazioni di notevole degrado come in via Gemito, ridotta da commercianti e residenti in discarica abusiva di rifiuti riciclabili, a iniziare dalle cassette di frutta gettate presumibilmente dal titolare del negozio vicino. Ieri mattina quindi, il Comune ha inviato nella centrale arteria i vigili urbani che, pur senza individuare i responsabili dello scempio, hanno comunque diffidato i commercianti della zona. Già da ieri via Gemito è stata tenuta sotto controllo costante da una pattuglia del nucleo ecologia della municipale ma il dirigente del settore ecologia Carmine Sorbo, ha annunciato che «nei prossimi giorni ci saranno servizi di vigilanza composti anche da ispettori comunali e da dipendenti della Sace. Apriranno le buste per vedere chi le getta». La diffida è scattata anche per alcuni commercianti di via Ferrarecce. I disagi continueranno almeno fino al 7 maggio prossimo, data in cui potrebbe essere aggiudicata la gara per il nuovo servizio di raccolta che comprende il porta a porta: le offerte dell’Ecologia Saba di Ercolano sono al vaglio della commissione ma la società si è avvalsa dei termini previsti dalla normativa per presentare il certificato di avvalimento. In pratica la società, pur non possedendo i requisiti minimi prescritti per partecipare alla procedura di aggiudicazione dell’appalto, può comunque avvalersi, per lo svolgimento del servizio, di una ditta ausiliaria che si impegna tra l’altro anche a farle da tutor. La Polizia municipale intanto diffonde i dati sulle multe comminate a commercianti e residenti per il mancato conferimento dell’immondizia nei luoghi indicati dall’ordinanza comunale: sono 320. E 120 (per un ammontare di 6.000 euro), sarebbero le sole contravvenzioni firmate dai vigili nel mese di aprile. «Il fenomeno di degrado è calato vistosamente, ma l’attenzione e le contravvenzioni sono ancora elevate – commenta il comandante dei vigili Luigi D’Urso – abbiamo tra l’altro dato incarico ai volontari della protezione civile di iniziare un’attività d’avvistamento e segnalazione in tutta la città. A Caserta continueremo gli accertamenti di routine». E a proposito della partecipazione e del senso civico dei casertani, «nel corso della prima fase – continua D’Urso – abbiamo registrato che i negozianti ricevevano l’80% dei verbali notificati, ma ad aprile i valori sono cambiati. Oggi le trasgressioni accertate compiute dagli esercenti sono scese al 60%, mentre quelle dei privati sono lievitate. Questo vuol dire che con il passare del tempo la soglia di cooperazione si è abbassata e che a contribuire alla crescita delle sanzioni sono soprattutto i normali cittadini».
 
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