AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

UN PARADOSSO DEI RIFIUTI

Il Mattino – Caserta 04/11/2007
Caserta ha la discarica e i rifiuti a terra
di ANTONIO PISANI

«È paradossale, ma l’unico capoluogo ad avere la discarica è anche quello in cui ci sono più rifiuti in mezzo alla strada. Del disservizio dovete chiedere alle aziende che gestiscono la raccolta che spesso sversano quote inferiori a quelle che noi autorizziamo». Non fa nomi e cognomi il Commissariato di Governo per l’emergenza rifiuti ma il messaggio è chiaro: il sindaco di Caserta Petteruti trovi in casa sua i colpevoli dei continui disservizi. Il capoluogo, con Aversa, sono gli unici due Comuni di Terra di Lavoro a soffrire per i sacchetti che traboccano dai cassonetti. Nessun problema nei Comuni del Ce1 (Matese), pochi in quelli del Ce4 (litorale-area aurunca), qualcuno nel bacino del Ce2, non però a Santa Maria Capua Vetere e a Capua, ma come detto ad Aversa, dove per terra restano 200 tonnellate mentre nell’Agro-aversano, negli ultimi giorni, le cose stanno migliorando (raccolte 410 tonnellate). Il segreto è la partenza della differenziata che sta portando benefici; ne sanno qualcosa i Comuni del Ce3 (limitrofi al capoluogo), ente di cui fa parte anche Caserta in cui però la differenziata non è ancora partita e il servizio è gestito in proroga dalla Sace. Dall’azienda rispondono stizziti alle accuse del Commissariato. «Il Cdr lo gestisce Pansa – dice Giuseppe Izzo, responsabile del personale Sace – e se per un’assemblea sindacale l’impianto resta fermo per otto ore, come è avvenuto il 30 ottobre, noi non abbiamo colpa. Inoltre noi sversiamo la quota che ci indica il Commissariato: fino al 31 ottobre ci sono stati problemi al Cdr e abbiamo potuto sversare molto meno delle 130 tonnellate previste. Poi, il primo novembre, abbiamo avuto il permesso di sversarne 153, il giorno dopo 150 e ieri 140». Il nodo della differenziata a Caserta potrebbe essere sciolto martedì in Consiglio comunale: l’Acsa Ce3 è in lizza ma, secondo un funzionario del Consorzio, «la situazione dell’ente è davvero al collasso, non ci sono soldi perché i soci (i Comuni) non pagano; è irrealistico pensare che il Comune di Caserta possa affidarci la differenziata, non abbiamo le risorse sufficienti». Tra l’altro non sono stati pagati gli stipendi ai dipendenti che ieri non hanno lavorato; altri scioperi potrebbero partire da domani. Altro fronte caldissimo che potrebbe paralizzare l’intero ciclo è quello di Giugliano-Villa Literno, dove è a rischio chiusura il sito che ospita le ecoballe uscite dai vari Cdr campani. Ieri, negli uffici della Prefettura di Napoli a piazza Plebiscito, non era arrivata alcuna notifica dell’ordinanza del sindaco di Giugliano Francesco Taglialatela che aveva recepito la relazione dei tecnici dell’Asl2 che avevano parlato di ecoballe «non coperte da idonei teli e maleodoranti» da cui «fuoriescono rifiuti», con percolato «immesso in contenitori non chiusi, all’interno di vasche». Quindi, per il prefetto Alessandro Pansa, commissario straordinario alla gestione rifiuti, quell’atto, con il divieto a scaricare altre ecoballe nel sito, è come se non ci fosse. Almeno fino a domani, quando l’ordinanza potrebbe essere notificata. «La decisione su quando e come scaricare spetta alla Fibe – ripetevano ieri dalla Prefettura – formalmente, per noi, non esistono ostacoli giuridici. Studiamo le alternative all’unico sito di stoccaggio di ecoballe regionale. Per ora, o si scarica a Giugliano o sarà crisi inarrestabile nel ciclo rifiuti». Nel frattempo, Pansa ha atteso le proposte delle 5 Province campane per altri siti di stoccaggio. Ma ieri i segnali sono arrivati solo da Benevento: il presidente della Provincia, Carmine Nardone, ha annunciato che domani comunicherà l’area individuata per smaltire almeno 300mila tonnellate di ecoballe. Silenzio dalla Provincia di Caserta anche se il tempo stringe: il sito di Taverna del Re dovrebbe chiudere il 15 dicembre. Ieri intanto, al sito di ecoballe, è continuata la protesta dei residenti; sono così riusciti a scaricare solo 40 camion. A visionare le ecoballe aperte anche il senatore Tommaso Sodano, presidente della commissione ambientale, che ha parlato di «situazione scandalosa» promettendo di parlarne con il ministro Alfonso Pecoraro Scanio.

 
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