AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

A BERTOLASO luglio 07

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COMITATO EMERGENZA RIFIUTI 

Caserta, 02 luglio 2007
Al dr. Guido BERTOLASO
Commissario Delegato per l’emergenza rifiuti in Campania
Protezione Civile – Roma
Fax 0668897696
E, p.c. Alle Autorità di controllo
Alle Autorità sanitarie
Alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere
Alla Procura della Corte dei Conti
Al Magnifico Rettore della Seconda Università di Napoli
Prof. Francesco ROSSI
Alla Commissione tecnico-istruttoria regionale per la V.I.A.
Loro sedi

Oggetto: azioni poste in essere anche a seguito controlli ispettivi del Comitato dei Garanti presso la discarica abusiva di Lo Uttaro. Applicazione L. 241/90 e s.m. e i.

Sig. Commissario delegato per l’emergenza rifiuti in Campania,
l’11 giugno u.s. le abbiamo scritto ^ chiedendole, alla luce dei controlli effettuati da parte del comitato dei garanti da lei nominato presso la discarica illegale di Lo Uttaro, alcune rassicurazioni appresso riassunte:
1) di fornire garanzie e assicurazioni all’opinione pubblica che lo Stato, nelle sue massime ed autorevoli espressioni, voglia salvaguardare la salute pubblica senza apparirne nemico, dimostrando, invece, la capacità di superare “l’emergenza dell’emergenza”, ripristinando la legalità con rispetto e salvaguardia igienico-sanitaria dell’ambiente e delle popolazioni. Occorre pertanto procedere ad una bonifica immediata del sito illegale ed inquinante, unica scelta ragionevole e tecnicamente corretta perché, essendo il sito in trattazione tra l’altro abusivo per le ragioni ormai a lei ben note, si possa e si elimini il pericolo cogente e continuo per le cittadinanze e le specie viventi;
2) di adottare semplici e standardizzate operazioni atte a impedire la presenza delle migliaia di gabbiani che frequentano assiduamente quel sito abusivo, così mal gestito;
3) di riconsiderare la gestione dell’ACSA, affidando l’esercizio anche postchiusura al Genio militare, coadiuvato dall’ENEA, ISS e Servizio Geologico Nazionale e/o altro organismo tecnicamente e istituzionalmente più affidabile;
4) di far cessare immediatamente l’attività di sversamento, al fine di non aggravare l’enorme e gravissimo degrado e inquinamento derivante dalle attività in parola, attesa la completa inadeguatezza del sito e la compromissione “ultraventennale” di tutte le matrici ambientali;
5) di organizzare un corretto confronto pubblico, indispensabile e indifferibile.

Di quanto richiesto la S.V. allo stato non ha ritenuto di attivare nessuna delle proposte avanzate né dare alcuna risposta a questo Comitato che rappresenta oltre 100 associazioni operanti sul territorio e diverse migliaia di cittadini interessati alle sorti della propria terra.

Nella visita ispettiva del Comitato dei garanti del 27 giugno u.s. oltre a quanto rilevato e denunciato nelle precedenti ispezioni si è constatato che:

  1. è stato impedito ai rappresentanti del comitato l’accesso al sito per oltre 3 ore;
  2. anche i fogli della geomembrana del 3° anello non sono perfettamente saldati per tutto il perimetro della discarica illegale;
  3. sul lato ovest della discarica illegale è stato rilevata e fotografata una enorme quantità di percolato mentre le cisterne che dovrebbero prelevare il percolato, per avviarlo a smaltimento c/o impianti di depurazione, continuano ad essere vuote in quanto tutto il sistema non ha mai funzionato;
  4. il piano operativo non viene rispettato;
  5. vengono sversati rifiuti tal quali;
  6. ai problemi interni dell’incapace gestione dell’Acsa si aggiungono problemi gestionali per cui i camion che sversano nella discarica illegale non vengono lavati e disinfettati, come prescritto dalla legge e dal buon senso, uscendo in pessimo stato sulle strade pubbliche e nei centri abitati.

Appare del tutto evidente che la situazione è andata aldilà di ogni plausibile “scusante dettata da un’emergenza”, che sappiamo ormai artefatta, e che lungi dall’essere generata da una situazione oggettiva, appare invece frutto di palese incapacità, strumentalizzazione e coacervo di interessi vari, così come lo è stata la scelta del sito di Lo Uttaro, frutto di false e interessate dichiarazioni di pubblici dipendenti.
In merito la S.V. così come il sindaco di Caserta, il presidente della provincia e il prefetto sono stati edotti subito dallo scrivente Comitato, in tempo utile per scelte alternative possibili, esistenti e già a conoscenza di codesta struttura, come dalle altre autorità preposte. Nessuna ragion di stato o sanitaria dunque ma solo affari. Affari sulla pelle di una popolazione inerme, confusa e disorientata. I rifiuti, infatti, continuano a stare in mezzo alle strade e la discarica abusiva e illegale ad inquinare; nessuna bonifica dei siti (trasferenza, cosiddetto panettone, ecc.) né tanto meno il piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti è stato elaborato, nonostante la supposta emergenza rifiuti, così come la chiamate voi, nonostante un protocollo d’intesa sottoscritto ormai da circa otto lunghi mesi.
Non possiamo non rilevare ancora il silenzio di un prefetto che si era impegnato, in più occasioni, a rappresentare la situazione in Terra di Lavoro e a chiedere specifici incontri con la società civile della quale, si dice, “abbia fallito il suo ruolo”. La società civile fallisce quando rimane inascoltata laddove i problemi rimangono sul tappeto e i decisori finiscono per trasformarsi solamente in un’oligarchia di cui nessuno ha più bisogno.

Con le scelte di codesto commissariato di governo e con l’avallo della autorità locali avete tra l’altro causato:

  • il ritiro dell’autorizzazione europea e la conseguente chiusura del macello comunale di Caserta, unico della regione Campania, per un’utenza di oltre 6 milioni di abitanti e con un danno economico rilevantissimo. La scelta di realizzare e mantenere la stazione di trasferenza accanto al macello ha generato il totale abbandono della struttura lasciando anche gli ingressi aperti al vandalismo e ai furti, producendo un danno erariale di oltre 7 milioni di euro;

  • la chiusura e trasferimento di una delle più importanti società informatiche operanti a livello mondiale, con oltre 550 occupati e una struttura chiusa e abbandonata;

  • un inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo e sottosuolo le cui conseguenze sanitarie e sull’ambiente sono allo stato difficilmente valutabili ma già percepite nei loro effetti;

  • un’incompatibilità ambientale con altre possibili iniziative intraprese quali lo stesso policlinico, le attività alberghiere, i pubblici uffici e le abitazioni private.

E’ stupefacente che il sindaco quale massima autorità sanitaria della città e membro del Comitato dei Garanti e il presidente della Provincia nella qualità di sub-commissario per l’emergenza rifiuti, commissario consorzio Acsa CE3 e membro del comitato dei Garanti non abbiano mai sentito il dovere civico e istituzionale di portarsi presso la discarica illegale, controllare e verificare quanto più volte denunciato dagli altri membri del Comitato dei Garanti e riportato ampiamente dalla stampa.

A questo punto appare inutile richiedere ulteriori incontri con la S.V. e con le autorità locali, in quanto l’indifferenza dimostrata mortifica la società civile e la sua partecipazione, vanifica studi e istanze di natura scientifica, quali sono ad esempio i verbali del comitato dei garanti e sembra voglia suggerirci che voi stessi non vi riteniate credibili nel confronto e inadeguati ad affrontare una mediazione fra le parti; intanto, pur in presenza di alternative, continuate in scelte gravi, come le ecoballe a Marcianise o una nuova discarica illegale a Maddaloni, in territori in cui gli stessi studi sanitari, commissionati dalla Protezione Civile, hanno fatto emergere precise incompatibilità.

 La presente viene inviata per mostrare alla Magistratura una situazione igienico sanitaria e legale di non ritorno e le cui conseguenze sulla salute pubblica, sull’ambiente, le falde freatiche, gli animali, ecc. sono ormai sotto gli occhi di tutti.

Per questi motivi ribadiamo la necessità e l’urgenza che la S.V. nella qualità provveda ad horas a chiudere la discarica illegale e abusiva, allontanare l’enorme quantità di percolato onde attenuare l’inquinamento della falda freatica, mettere in sicurezza tutta la zona e ripristinare le condizioni minime di sicurezza sanitaria e ambientale.

Alle autorità di controllo e sanitarie in particolar modo Provincia, Sindaco di Caserta nella qualità di responsabile della salute pubblica, ASL, ARPAC, POLIZIA STRADALE, NOE che leggono la presente per opportuna conoscenza e competenza

SI CHIEDE

ai sensi e per gli effetti della L.241 del 1990 e s.m.e i. in relazione all’attività di istituto svolta, quali atti, azioni e provvedimenti hanno già posto in essere alla luce di quanto riscontrato nell’esercizio ordinario dell’attività di istituto e da quanto più volte rappresentato sia dal Comitato Emergenza Rifiuti nonché dal Comitato dei garanti in occasione delle visite ispettive i cui verbali, per opportuna conoscenza e competenza si trasmettono in allegato.

Al Magnifico Rettore della Seconda Università di Napoli e alla Commissione tecnico-istruttoria regionale per la V.I.A. preposte a vario titolo alla costruzione del Policlinico universitario,

SI CHIEDE

se ritengono compatibile la presenza di una discarica illegale a meno di 700 mt dal costruendo policlinico i cui effetti sull’ambiente si manifesteranno almeno per i prossimi quaranta anni, così come giustamente hanno ritenuto incompatibili le cave e i cementifici in un comprensorio sanitario dove la salubrità dell’aria è la condizione minima per garantire la compatibilità ambientale.

Alla Procura della Corte dei Conti

SI CHIEDE

di accertare la responsabilità del danno erariale generato sia dalla chiusura del macello comunale di Caserta sito nella località Lo Uttaro, realizzato con denari pubblici per una spesa di oltre 7 milioni di euro, sia per lo stato di abbandono che ha consentito furti alle attrezzature e vandalismi vari.

Per il Comitato Emergenza Rifiuti: Giuseppe Messina – Giovanna Maietta – Massimo de Gregorio – Giovanni Di Fresco – Lorenzo Tessitore – Maria Adele Del Vecchio – Borghi Roberto – Antonio Roano

Italia Nostra; Legambiente Caserta; LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli); WWF Caserta; W.W.F. Aversa; Terra Nostra; CO.AS.CA.; Co.De.Par.; Comitato Civico in difesa dell’acqua CE; Comitato contro il Megainceneritore di Acerra; Comitato mamme e famiglie di Marcianise; Unart Group Marcianise; Viviamo la Scuola CE; Casa Zaccheo (Padri Sacramentini CE); Comitato “Lo Uttaro” S.Nicola La Strada; Comitato di Lotta alla Piattaforma di Pignataro M.; Verdi Maddaloni; Verdi S.Nicola La Strada; Comitato “Macrico Verde”; Vivereinsieme; Comitato “Caserta Città di Pace”; Coop. New Hope; A.V.O.; Auser Filo d’Argento; Amici di Beppe Grillo “Cittadini attivi” Caserta; A.D. Scacchistica CE; Laboratorio Millepiani; Centro Sociale ex Canapificio CE; Movimento per la Pace; Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE Italia); Associazione Diotima; ACLI.

Una Risposta a “A BERTOLASO luglio 07”

  1. nicola said

    G.Bertolaso,in una intervista del Maggio u.s., dichiarava: in una regione che rassomiglia a “un quarto mondo” in cui la Legge è diventata
    un optional, che serve predicare la Legalità?
    Ammoniva B.Croce:” la Legalità, Non va predicata,Ma va praticata”…,
    a cominciare dalle autorità costituite!!!

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