AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

ALLA COMMISSIONE AMBIENTE DELLA REGIONE CAMPANIA – 22/02/2008

ComER -Comitato Emergenza Rifiuti

Alla VII Commissione Consiliare Permanente Ambiente, Energia, Protezione civile
del Consiglio Regionale della Campania
Centro Direzionale Isola F8 piano 8°
80143 Napoli

Alla cortese attenzione del Presidente Michele Ragosta

Oggetto: Località Lo Uttaro nel Comune di Caserta – Sito di discarica pericoloso da sottoporre a bonifica.

Egregio Presidente,
a distanza di undici mesi dall’audizione del 16 marzo 2007 presso la Commissione che Lei presiede, alla quale intervenimmo come Comitato Emergenza Rifiuti di Caserta per sollecitare un intervento di codesto organo collegiale sulla vicenda dell’individuazione, in zona Lo Uttaro del Comune di Caserta, di una discarica per rifiuti solidi urbani, siamo di nuovo qui per ricordare a Lei e alla Commissione che quella vicenda, di cui all’epoca denunciammo l’illegalità, l’illegittimità e la pericolosità per la salute delle migliaia di cittadini che vivono nei dintorni di quel sito, si è poi conclusa con due provvedimenti giudiziari, uno penale e l’altro civile, che con singolare coincidenza sono intervenuti, in data 13 novembre 2007, a disporre la chiusura della discarica, tra le altre cose, per accertato disastro ambientale. Dei due provvedimenti, quello penale, poi, ha portato anche all’emissione di ben 12 avvisi di garanzia nei confronti dei soggetti che a vario titolo hanno partecipato all’individuazione, alla realizzazione e alla gestione dell’invaso.
Eppure il Comitato già all’epoca dell’audizione presso la Commissione aveva provveduto ad informare, attraverso un ampia e accurata documentazione proveniente dalle stesse Istituzioni, il Sindaco di Caserta, il Presidente della Provincia, il Commissario straordinario Bertolaso, il Ministro dell’Ambiente e la stessa Commissione Ambiente del Consiglio Regionale delle ragioni che impedivano di realizzare proprio a Lo Uttaro l’ennesima discarica in un territorio già devastato da decenni di sversamenti più o meno autorizzati di rifiuti di ogni tipo.
E nonostante avessimo fornito le prove lampanti dell’illegalità del sito, da nessuna delle Istituzioni interessate è venuto in questi mesi un segnale concreto di voler finalmente ripristinare la legalità violata. Le responsabilità in merito a tale vicenda sono, quindi, gravi e diffuse. Le documentazioni in base alle quali l’Autorità Giudiziaria ha ricostruito ed accertato l’inadeguatezza ambientale del sito erano nella disponibilità di chi aveva il potere per decidere diversamente e non lo ha fatto. Lo dice anche la Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Ciclo dei rifiuti quando, riferendosi alla vicenda Lo Uttaro adombra il sospetto, che toccherà alla magistratura confermare, che la decisione di realizzare comunque in quel luogo la discarica possa essere il frutto del pieno e diretto coinvolgimento del Commissariato nell’attività di precostituzione della falsa rappresentazione della realtà.
Oggi fortunatamente quel sito è chiuso. Ma purtroppo continua ad avvelenare i cittadini che risiedono nei dintorni. Nessuna opera di messa in sicurezza, ne tantomeno di bonifica ha interessato la discarica ne alcuno dei siti adiacenti di cui pure è stata più volte denunciata l’illegalità e la pericolosità.
Eppure il Piano regionale di bonifica delle aree inquinate della Regione Campania (pubbl. sul BURC del 9 settembre 2005) individuava già nel 2005 l’area di Lo Uttaro come “sito di interesse nazionale” da sottoporre esclusivamente ad operazioni di bonifica in quanto area fortemente contaminata.
E lo stesso Protocollo d’Intesa dell’11 novembre 2006, che ha individuato la discarica di Lo Uttaro, prevedeva la messa in sicurezza dei siti di discarica realizzati in quell’area, la rimozione dei rifiuti solidi urbani degli adiacenti siti di stoccaggio e trasferenza, la chiusura definitiva, la delocalizzazione e la messa in pristino del sito di trasferenza entro e non oltre due mesi dall’apertura della discarica (che ha aperto il 23 aprile del 2007) e l’inclusione anche dei suddetti siti in quelli di interesse regionale e nazionale da bonificare.
Nessuno di questi impegni è stato rispettato. Ma vi è di più: a poche centinaia di metri dall’area di Lo Uttaro è localizzata, nel territorio del Comune di San Marco Evangelista, un’altra discarica (la Migliore Carolina) che nel corso degli ultimi 30 anni ha ricevuto più di 2 milioni di tonnellate di rifiuti, spesso di incerta origine e natura, e da ultimo anche un altro sito di stoccaggio attrezzato in tutta fretta, negli ultimi mesi, dal Comune di Caserta, all’interno di un ex capannone industriale della UCAR Carbon, per ospitare circa 1.800 tonnellate di rifiuti solidi urbani raccolti in strada durante una delle ormai innumerevoli emergenze.
Per questo motivo oggi il Comitato Emergenza Rifiuti, approfittando della convocazione da parte della Commissione di un’audizione sul problema delle bonifiche in provincia di Caserta rivolge a Lei e a tutte le Istituzioni presenti questa missiva per chiedere che venga data finalmente attuazione al Piano regionale di bonifica delle aree inquinate e al Protocollo d’Intesa su Lo Uttaro ed in particolare che si proceda finalmente alla messa in sicurezza, al monitoraggio e alla bonifica dell’intera area di Lo Uttaro comprensiva anche dei siti di stoccaggio e trasferenza e della discarica Migliore Carolina e del capannone UCAR.
Cosicché il “pozzo di veleni” di Lo Uttaro, assunto a simbolo della legalità violata in questa regione possa e debba diventare oggi il simbolo della rinascita di questo territorio. Ed è per questo che chiediamo che il processo di bonifica del territorio cominci proprio da lì.
Ciò non sarà in alcun modo sufficiente a minimizzare le enormi responsabilità dei diversi livelli istituzionali coinvolti nella vicenda ma potrà costituire un primo, parziale e tardivo risarcimento che le Istituzioni riconoscono ai cittadini della conurbazione casertana.
Cordiali saluti.

Caserta, 22/02/2008

Per il Comitato Emergenza Rifiuti
il relatore
Lorenzo Tessitore

Annunci
 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: