AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

CAVE E CEMENTIFICI, COME PRIMA PIÙ DI PRIMA

La ditta Moccia rinuncia alla richiesta di sospensiva a causa delle dimissione del sindaco di Caserta
Comunicato del Comitato di Quartiere Parco Cerasola-Centurano
11 dicembre 2008

Si è tenuta oggi l’udienza dinanzi al tribunale amministrativo della Campania per il riuso dell’area di cava e cementifico Moccia a chiusura degli impianti. La Cementi Moccia spa rappresentata dall’ avvocato Antonio Lamberti aveva proposto ricorso avverso all’amministrazione comunale che in sede di conferenza di servizi si pronunciava con un parere negativo sul riuso dell’area interessata da cava e cementificio negando la variante al piano urbanistico. Il legale rappresentante della ditta Moccia che nell’arbitrato della Sace una delle più importanti cause che l’amministrazione comunale o in cause come quella della clinica Villa del Sole è il difensore del Comune ha per l’ennesima volta assunto le vesti di difensore di Moccia contro il Comune suo cliente. E oggi a causa delle dimissioni del sindaco la ditta Moccia rinuncia alla sospensiva richiesta sul provvedimento di diniego dell’amministrazione comunale al riuso dell’area di cava. Una motivazione alquanto strana e senza senso visto che i litigi di un centrosinistra che ama fare balletti politici per scambi di poltrone incurante delle sorti della città non dovrebbe avere nulla a che vedere con un contenzioso al Tar e tantomeno con la controparte. Moccia rinuncia alla sospensiva richiesta e quindi a un eventuale e diverso parere del Comune perché il sindaco annuncia dimissioni non confermate come se il sindaco Petteruti fosse l’unico e personalmente designato a decidere sul destino dell’area di cava. Ma ancora più grave è stata la mancata costituzione in giudizio del Comune chiamato in causa dalla società Moccia Infatti ancora una volta dobbiamo prendere atto che alla maggioranza amministrativa, sindaco in testa, quando si parla di cave e cementifici conviene alienarsi dalla vicenda e dedicarsi a questioni interne. All’udienza di oggi gli unici costituiti in giudizio erano i comitati civici rappresentati dall’avvocato Luigi Adinolfi e la Regione. Mancava all’appello il principale attore la cosiddetta controparte di Moccia e cioè il Comune di Caserta. L’amministrazione comunale che convenientemente si era pronunciata indiscriminatamente per tutti i cavaioli contro il riuso delle aree di cava si era ben guardata dal motivare il provvedimento con il progetto di parco urbano dei colli Tifatini già avviato dall’amministrazione provinciale che attende ancora la delibera di Caserta. Al sindaco e ai consiglieri comunali avevamo chiesto l’indizione di un consiglio comunale su cave e cementifici che doveva tenersi entro novembre cosi come proposto nell’ultima assise consiliare. Nulla di fatto e niente delibera di parco urbano, giusta destinazione per una fetta di territorio devastata. Una delibera di manifestazione di interesse, l’unica mancante, la sesta dei comuni interessati. Un immobilismo amministrativo che si verifica soprattutto quando si devono affrontare problematiche dalle tante sfaccettature come quella delle cave e cementifici. Ora bisogna attendere che l’avvocato di Moccia chieda al tribunale amministrativo di fissare il merito sperando che questa decisione non sia determinata dal venir meno delle dimissioni del sindaco. In ogni caso per noi il risultato dell’udienza di oggi in cui si doveva discutere la sospensiva richiesta da Moccia è positivo perché la rinuncia alla sospensiva da parte di Moccia conferma il diniego al riuso. L’unica nostra perplessità in merito ai contenziosi tra Comune e Moccia è che possano rivelarsi inutili tra le due parti mentre per noi assumono grande importanza visto che è in gioco la tutela dell’interesse pubblico.
Comitato Parco Cerasola-Centurano
Presidente Giovanna Maietta

LA CEMENTIR CHIEDE AMPLIAMENTI
Comunicato del Comitato di Quartiere Parco Cerasola-Centurano
6 dicembre 2008

La ditta Cementir srl allo stato attuale non potrebbe fare alcuna attività di cava e quindi alimentare il cementificio con il materiale estratto dalle montagne di Maddaloni e Caserta. La società di Caltagirone non ha il progetto approvato che ha presentato al genio civile di Caserta ai sensi dell’articolo 27 del piano cave. Il motivo della mancata approvazione è dovuto a un vincolo comunale che interessa l’area del comune di Maddaloni in cui la società ha chiesto di ampliare i margini estrattivi. Quindi sembrerebbe che il maggiore attore dell’esito delle richieste Cementir sia il sindaco, quasi dimissionario, di Maddaloni che potrebbe concedere o no gli ampliamenti se non dovessero esserci vincoli inderogabili. Tutto questo secondo un piano cave che non può essere considerato e che il consiglio regionale ha sostituito con la legge del 6 novembre finchè il Consiglio di Stato non si pronuncerà e comunque fino a quando non ci sarà un nuovo piano cave. Come era prevedibile il genio civile di Caserta continua a utilizzare e interpretare le leggi solo ed esclusivamente a favore delle ditte Cementir, Moccia e Fran.ca che come gli imprenditori piccoli Luserta, Antonucci, D’Agostino e Iuliano devono operare esclusivamente per riparare ai danni che hanno prodotto all’ambiente senza possibilità di ulteriori escavazioni e di commercializzazione. La Cementir già graziata nel piano cave dal rientrare nella zona altamente critica per la parte di cava ricadente nel comune di Maddaloni è stata riclassificata successivamente ricadente interamente nell’area di crisi. Cosi facendo ha avuto la possibilità di chiedere margini di ampliamenti che non avrebbe potuto avanzare se fosse stata anch’essa inserita nella zona altamente critica. E dopo l’approvazione della legge regionale entrata in vigore il 6 novembre scorso la Cementir si parifica a tutte le ditte che operano nel territorio casertano e che non possono più cavare. Un’equiparazione che di fatto non risulta, visto che il genio civile di Caserta e la Regione Campania si apprestano ad indire la conferenza di servizi ai sensi del piano cave per approvare il progetto di coltivazione della Cementir. Questo sta a significare l’ennesima escamotage alla legge, in questo caso alla legge regionale del 6 novembre nata proprio sul presupposto che il piano cave essendo sotto accusa non può essere considerato. Una nuova norma dell’esecutivo regionale che concede ai cavaioli casertani solo la riqualificazione ambientale ma che purtroppo è stata non recepita dal dirigente provinciale del genio civile di Caserta, il quale continua a concedere volumi di materiale a prescindere dalle leggi regionali. Il 28 luglio in una fase in cui non vi erano proroghe e in maniera tardiva il genio civile di Caserta approva i progetti di dismissione alle ditte Fran-ca spa e Cementi Moccia Spa concedendo grossi quantitativi di materiale da estrarre . La ditta Moccia aveva un autorizzazione scaduta il 31 marzo 2007 e già prorogata più volte secondo la quale entro il perentorio termine di scadenza (31 marzo 2007) avrebbe dovuto cavare 7 milioni di mc di montagna. Moccia ad oggi dichiara di averne cavati poco più della metà e che per raggiungere 5 milioni e mezzo di materiale deve rimanere a San Clemente per altri cinque anni. E’ questa la logica perversa applicata dagli imprenditori e soprattutto da alcuni amministratori e dirigenti regionali. Le vecchie concessioni secondo questi amministratori sempre ben disposti verso gli imprenditori del cemento non scadono secondo le date imposte da leggi e regolamenti ma piuttosto ad esaurimento del materiale concesso. Con questo criterio cava e cementificio Moccia e cosi Fran.ca e Cementir potranno rimanere a Caserta per altri 15 anni. Ora bisogna chiarire se queste ditte pure esse coinvolte nell’operazione olimpo e sottoposte al sequestro del 2003 possono continuare ad estrarre pur non avendo proroghe all’estrazione o devono al pari dei piccoli imprenditori di cava attenersi all’esclusiva ricomposizione ambientale cosi come prevede l’ultima legge regionale sulle cave.
Comitato Parco Cerasola-Centurano
Presidente Giovanna Maietta

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