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DECRETO-LEGGE 30 dicembre 2009, n. 195

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DECRETO-LEGGE 30 dicembre 2009, n. 195

Disposizioni urgenti per la cessazione dello stato  di  emergenza  in
materia di rifiuti nella regione Campania,  per  l'avvio  della  fase
post emergenziale nel  territorio  della  regione  Abruzzo  ed  altre
disposizioni urgenti  relative  alla  Presidenza  del  Consiglio  dei
Ministri ed alla protezione civile. (09G0208)
(Gazzetta Ufficiale n. 302 del 30-12-2009 - Entrata in vigore del provvedimento 30/12/2009)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 

  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
  Ritenuta  la  straordinaria  necessita'  ed  urgenza   di   emanare
disposizioni  per  il  superamento  della  fase  di  prima  emergenza
connessa agli eventi sismici del 6  aprile  2009  verificatisi  nella
regione Abruzzo attraverso la definizione dell'assetto di  competenze
degli enti coinvolti, allo scopo di  consentire  che  la  fase  della
ricostruzione proceda di  pari  passo  rispetto  agli  interventi  di
assistenza alla popolazione;
  Considerato che l'emergenza in atto nel  settore  dei  rifiuti  nel
territorio della regione Campania scade il 31 dicembre 2009 e che, in
considerazione del complesso di attivita' svolte, si rende necessario
definire con somma urgenza misure atte ad assicurare il  rientro  nel
regime ordinario, evitando altresi' che le attivita' di gestione  dei
rifiuti siano negativamente incise dalle procedure  per  la  completa
definizione delle attivita' afferenti al passaggio di consegne;
  Considerato che i numerosi eventi calamitosi in atto possono essere
adeguatamente   fronteggiati    soltanto    attraverso    l'immediato
rafforzamento della capacita' operativa  del  Servizio  nazionale  di
protezione  civile  e  che  pertanto  si  rende  necessario  adottare
disposizioni urgenti per rendere  piu'  incisivi  gli  interventi  di
protezione  civile  da  parte  della  Presidenza  del  Consiglio  dei
Ministri;
  Ritenuta altresi' la necessita' ed urgenza di emanare  disposizioni
per l'adozione di misure straordinarie di  carattere  amministrativo,
atte a  consentire  la  realizzazione  di  interventi  urgenti  nelle
situazioni a piu' elevato rischio idrogeologico,  anche  al  fine  di
salvaguardare la  sicurezza  delle  infrastrutture  e  il  patrimonio
ambientale e culturale;
  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella
riunione del 17 dicembre 2009 ;
  Sulla proposta  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  di
concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, della  difesa,
dell'interno e del lavoro e delle politiche sociali; 

                              E m a n a 

                     il seguente decreto-legge: 

                               Art. 1 

Funzioni delle amministrazioni territoriali ed altre disposizioni  in
  relazione agli eventi sismici del 6 aprile 2009.
  1. Il Presidente della regione Abruzzo, Commissario delegato per le
attivita' di cui all'articolo 4, comma 2, dal decreto-legge 28 aprile
2009, n. 39, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  24  giugno
2009, n. 77, assume  le  funzioni  di  Commissario  delegato  per  la
ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 6  aprile  2009,  a
decorrere dal 1° febbraio 2010 e per l'intera durata dello  stato  di
emergenza, operando con i poteri e le deroghe di cui  alle  ordinanze
del Presidente del Consiglio dei Ministri adottate  per  superare  il
contesto emergenziale, e prosegue gli interventi di primo soccorso  e
di assistenza  in  favore  delle  popolazioni  colpite  dai  medesimi
eventi, ad esclusione  degli  interventi  per  il  completamento  del
progetto  C.A.S.E.  e  dei  moduli  abitativi  provvisori   (MAP)   e
scolastici (MUSP).
  2. Il Commissario  delegato  nominato  ai  sensi  del  decreto  del
Presidente del Consiglio  dei  Ministri  cessa  dall'incarico  il  31
gennaio 2010 ed entro tale data, fornisce al Commissario  delegato  -
Presidente della regione Abruzzo  ed  al  Ministero  dell'economia  e
delle finanze lo stato degli interventi  realizzati  e  in  corso  di
realizzazione, la situazione contabile di tutte le entrate e di tutte
le spese, indicando la provenienza dei fondi, i soggetti  beneficiari
e la tipologia della  spesa,  nonche'  la  situazione  analitica  dei
debiti derivanti dalle obbligazioni e dagli impegni  assunti  per  il
superamento  dell'emergenza,   con   l'indicazione   della   relativa
scadenza,  ai  fini  del  successivo  subentro.  Con  ordinanza   del
Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell'articolo 1, comma
1,  del  decreto-legge  n.  39  del  2009,  vengono  disciplinati  il
passaggio  di  consegne,  il  trasferimento  delle  residue   risorse
finanziarie  e  le  modalita'  di  controllo  della  spesa   per   la
ricostruzione del territorio abruzzese. 

                               Art. 2 

 Costituzione della Unita' stralcio e Unita' operativa per la chiusura
                 dell'emergenza rifiuti in Campania 

  1. Con decreto del Presidente del  Consiglio  dei  Ministri,  entro
sette giorni dalla data di entrata in vigore  del  presente  decreto,
sono istituite per la chiusura dell'emergenza  rifiuti  in  Campania,
nell'ambito  della  Presidenza   del   Consiglio   dei   Ministri   -
Dipartimento protezione civile, una «Unita' stralcio» e  una  «Unita'
operativa», utilizzando le risorse umane, finanziarie  e  strumentali
gia' a disposizione delle  Missioni  previste  dal  decreto-legge  23
maggio 2008, n. 90, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  14
luglio 2008, n. 123, di seguito denominato: «decreto-legge n. 90  del
2008», che cessano alla data del 31  dicembre  2009.  Agli  ulteriori
oneri di funzionamento e di gestione a carico delle  predette  unita'
si  provvede  nel  limite  delle  disponibilita'  delle  contabilita'
speciali di cui al  comma  2.  Le  unita'  predette,  coordinate  dal
Comandante del Comando logistico Sud, sono allocate presso  l'attuale
sede del Comando medesimo in  Napoli  e  cessano  alla  data  del  31
gennaio 2011, termine che puo' essere prorogato, per non piu' di  sei
mesi, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
  2. Con  il  medesimo  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri sono altresi' individuate  le  contabilita'  speciali  sulle
quali confluiscono le risorse finanziarie gia'  nella  disponibilita'
del Capo della Missione  amministrativo-finanziaria  e  gli  introiti
derivanti dai conferimenti dei rifiuti presso  il  termovalorizzatore
di Acerra e del relativo impianto di servizio, i ricavi della vendita
dell'energia  elettrica  prodotta  dal   termovalorizzatore   stesso,
nonche',  nelle  more  dell'adozione   dei   provvedimenti   di   cui
all'articolo 6-bis, comma 5, del decreto-legge  n.  90  del  2008  e,
fatti salvi gli importi dedotti nel bilancio di previsione anno  2009
della regione Campania, gli introiti residuali derivanti dal  tributo
speciale di spettanza regionale per  il  deposito  in  discarica  dei
rifiuti solidi urbani. 

                               Art. 3 

                           Unita' stralcio 

  1. L'Unita' stralcio di cui all'articolo  2,  entro  trenta  giorni
dalla propria costituzione, avvia  le  procedure  per  l'accertamento
della massa attiva  e  passiva  derivante  dalle  attivita'  compiute
durante lo stato di emergenza rifiuti in Campania ed imputabili  alle
Strutture   commissariali   e   del   Sottosegretariato   di    Stato
all'emergenza rifiuti di cui all'articolo 1 del decreto-legge  n.  90
del 2008, di seguito denominate: «Strutture commissariali».  Per  gli
eventuali contenziosi derivanti dall'attuazione del presente articolo
si applica l'articolo 4 del decreto-legge n. 90 del 2008. Il piano di
rilevazione della massa passiva comprende, oltre ai debiti  accertati
e definiti, anche quelli derivanti da negozi di transazione.
  2. L'Unita' accerta i crediti vantati dalle Strutture commissariali
e dal Dipartimento della protezione civile nei confronti dei soggetti
affidatari del termovalorizzatore  di  Acerra  e  degli  impianti  di
selezione e smaltimento dei rifiuti  a  seguito  degli  anticipi  sul
prezzo di costruzione e degli interventi effettuati sugli stessi  per
garantire il costante ed ininterrotto esercizio di questi.
  3. Con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  da
adottarsi entro il termine di cui  al  comma  1,  sono  stabilite  le
modalita' e i termini per la presentazione all'Unita'  delle  istanze
da parte dei creditori delle Strutture commissariali, nonche' per  il
riconoscimento e il pagamento dei relativi debiti.
  4. A seguito del  definitivo  accertamento  della  massa  attiva  e
passiva, contro cui e' ammesso ricorso giurisdizionale ai  sensi  del
comma 1, l'Unita' stralcio,  nei  limiti  delle  risorse  finanziarie
disponibili,  predispone  uno  o  piu'  piani  di  estinzione   delle
passivita' sulla base delle istanze  di  cui  al  comma  3  e  previa
comunicazione degli stessi piani al Ministero dell'economia  e  delle
finanze,  provvede  al  pagamento  dei  debiti  ivi  iscritti,  dando
priorita',  in  via  graduata  nell'ambito  del  piano,  ai   crediti
privilegiati, ai crediti recati da  titoli  esecutivi  definitivi,  a
quelli derivanti da un atto transattivo tenendo conto della  data  di
esigibilita' del credito originario, nonche' agli  altri  crediti  in
relazione alla data di esigibilita'.
  5. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e  fino  al
31 gennaio 2011, non possono essere intraprese azioni giudiziarie  ed
arbitrali nei confronti delle Strutture commissariali e della  unita'
stralcio e quelle pendenti sono sospese.  I  debiti  insoluti,  dalla
data di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  non  producono
interessi, ne' sono soggetti a rivalutazione monetaria. 

                               Art. 4 

                          Unita' operativa 

  1. L'unita' operativa di cui all'articolo 2 attende:
  a) alle competenze amministrative riferite  agli  impianti  di  cui
all'articolo 6 del decreto-legge n. 90 del 2008, ivi comprese  quelle
concernenti   l'esecuzione   del   contratto   di   affidamento   del
termovalorizzatore di Acerra e del relativo impianto di servizio;
  b) all'eventuale prosecuzione,  sulla  base  di  valutazioni  della
medesima unita' operativa, degli interventi anche infrastrutturali  e
delle relative opere accessorie;
  c) all'eventuale coordinamento dei flussi dei rifiuti;
  d) all'organizzazione funzionale del dispositivo  militare  di  cui
all'articolo 5;
  e) ad ogni altro  compito  espressamente  attribuito  dal  presente
decreto.
  2. L'unita' operativa, entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, avvia la  determinazione  dei  costi  di
conferimento dei rifiuti sulla base delle linee  guida  di  cui  alla
determinazione del Sottosegretario di Stato all'emergenza rifiuti del
20 ottobre 2009 inerente al ciclo dei rifiuti nella regione  Campania
per l'anno 2010.
  3. La regione Campania e le relative province, nella ricorrenza  di
oggettive condizioni  di  necessita'  ed  urgenza  riconosciute  tali
dall'Unita' operativa, possono richiedere  alla  Unita'  stessa  ogni
utile  attivita'  di  supporto,  nonche'  l'adozione  di  azioni   di
coordinamento in materia  di  gestione  del  ciclo  dei  rifiuti  sul
territorio campano, con  particolare  riferimento  all'organizzazione
dei flussi, ferme restando le responsabilita' a legislazione  vigente
degli enti territoriali competenti al momento della cessazione  dello
stato di emergenza. 

                               Art. 5 

Impiego delle Forze armate e cessazione di efficacia delle  ordinanze
                              adottate 

  1. Per le finalita' di cui agli articoli 2, 3 e 4,  e'  autorizzata
la salvaguardia e la tutela  delle  aree  e  dei  siti  di  interesse
strategico nazionale mediante l'impiego delle Forze armate nel limite
di duecentocinquanta unita', anche con i poteri di  cui  all'articolo
2, comma 7-bis, del decreto-legge n.  90  del  2008,  sulla  base  di
apposito  piano  di   impiego   predisposto   trimestralmente   dalla
articolazione militare della unita' operativa. Agli oneri conseguenti
si  provvede  nel  limite  delle  disponibilita'  delle  contabilita'
speciali di cui all'articolo 2, comma 2.
  2. Le previsioni delle ordinanze del Presidente del  Consiglio  dei
Ministri adottate nell'ambito dell'emergenza  rifiuti  nella  regione
Campania cessano di avere efficacia alla data del 31  dicembre  2009,
fatti salvi i rapporti giuridici ancora in corso  alla  stessa  data,
che cessano alla naturale scadenza. 

                               Art. 6 

               Determinazione del valore proprietario
                  del termovalorizzatore di Acerra 

  1.  Ai  fini  dell'accertamento   del   valore   dell'impianto   di
termovalorizzazione di Acerra per  il  trasferimento  in  proprieta',
all'atto  del  trasferimento  e'  riconosciuto   al   soggetto   gia'
concessionario del servizio di smaltimento dei rifiuti - proprietario
dell'impianto, un importo onnicomprensivo da determinarsi sulla  base
dei criteri stabiliti dallo studio ENEA 2007 «Aspetti  economici  del
recupero energetico da rifiuti urbani», con riferimento al  parametro
operativo del carico termico di progetto dell'impianto. L'ENEA, entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore del  presente  decreto,
con  le  risorse  umane,  finanziarie  e  strumentali  disponibili  a
legislazione vigente, definisce il valore dell'impianto ai sensi  del
presente articolo, da riconoscere al soggetto gia' concessionario del
servizio di smaltimento dei rifiuti - proprietario dell'impianto. 

                               Art. 7 

                   Trasferimento della proprieta'
                  del termovalorizzatore di Acerra 

  1. Entro il  31  dicembre  2011  con  decreto  del  Presidente  del
Consiglio   dei   Ministri   e'   trasferita   la   proprieta'    del
termovalorizzatore di Acerra alla regione Campania, previa intesa con
la Regione stessa, o ad altro ente pubblico anche  non  territoriale,
ovvero alla Presidenza del  Consiglio  dei  Ministri  -  Dipartimento
della protezione civile o a soggetto privato, e sono  individuate  le
risorse finanziarie necessarie all'acquisizione dell'impianto.
  2. In caso di trasferimento ad uno dei soggetti pubblici di cui  al
comma  1,  le  risorse  necessarie  sono  individuate  con   apposito
provvedimento normativo anche a valere sulle risorse del  Fondo  aree
sottoutilizzate, per la quota nazionale o regionale.
  3.   Al   soggetto   proprietario   dell'impianto,   all'atto   del
trasferimento definitivo della proprieta' ai sensi del  comma  1,  e'
riconosciuto un importo onnicomprensivo pari al valore  stabilito  ai
sensi dell'articolo 6, ridotto del canone di affitto corrisposto  nei
dodici  mesi  antecedenti  all'atto  di  trasferimento,  delle  somme
comunque  anticipate,   anche   ai   sensi   dell'articolo   12   del
decreto-legge n. 90 del  2008,  nonche'  delle  somme  relative  agli
interventi  effettuati  sull'impianto,  funzionali  al  conseguimento
degli  obiettivi  di   costante   ed   ininterrotto   esercizio   del
termovalorizzatore sino al trasferimento della proprieta'.
  4. A decorrere dal 1° gennaio 2010, nelle  more  del  trasferimento
della  proprieta',  la  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri   -
Dipartimento   della   protezione   civile    mantiene    la    piena
disponibilita',  utilizzazione  e  godimento  dell'impianto   ed   e'
autorizzata a stipulare  un  contratto  per  l'affitto  dell'impianto
stesso, per la durata di anni quindici. La stipulazione del contratto
di affitto e' subordinata alla prestazione di  espressa  fideiussione
regolata dagli articoli 1936, e seguenti, del codice civile, da parte
della societa' a capo del gruppo cui appartiene il  proprietario  del
termovalorizzatore con la quale si garantisce, fino al  trasferimento
della proprieta' dell'impianto, il debito  che  l'affittante  ha  nei
confronti del Dipartimento  della  protezione  civile  per  le  somme
erogate allo stesso proprietario di cui al comma 3.  La  fideiussione
deve contenere, espressamente, la rinuncia da parte  del  fideiussore
al beneficio di escussione. In deroga all'articolo  1957  del  codice
civile non si verifica, in alcun  caso,  decadenza  del  diritto  del
creditore.
  5. Al Dipartimento, oltre alla piena disponibilita',  utilizzazione
e godimento dell'impianto, spettano altresi' i ricavi derivanti dalla
vendita dell'energia elettrica  prodotta  dall'impianto.  Sono  fatti
salvi i rapporti negoziali in essere alla data di entrata  in  vigore
del presente decreto tra la Presidenza del Consiglio dei  Ministri  -
Dipartimento della protezione civile ed  il  soggetto  aggiudicatario
delle procedure di affidamento della gestione del termovalorizzatore.
  6. Il canone di affitto e' stabilito in euro 2.500.000 mensili.  Il
contratto di affitto  si  risolve  automaticamente  per  effetto  del
trasferimento della proprieta' di cui al comma 1. All'onere derivante
dall'attuazione del presente comma, pari a 30 milioni di euro  annui,
si fa fronte ai sensi dell'articolo 18.
  7. Ove all'esito del collaudo, che dovra' intervenire entro  il  28
febbraio 2010, pur rispettando i requisiti ed  i  parametri  inerenti
alle concentrazioni massime autorizzate delle emissioni in  atmosfera
e degli scarichi idrici, non  raggiunga  i  parametri  produttivi  ai
diversi carichi operativi afferenti al carico  termico  di  progetto,
l'importo del valore dell'impianto e' proporzionalmente ridotto sulla
base di apposita valutazione da parte dell'ENEA, da  effettuarsi  con
le  risorse  umane,   finanziarie   e   strumentali   disponibili   a
legislazione vigente anche derivanti da  convenzioni  in  essere  con
autorita' pubbliche.
  8.  L'esigibilita'  del  canone  di  affitto,  dovuto  con  cadenza
mensile, e' condizionata all'esito positivo del collaudo  definitivo,
nonche' alla  prestazione  da  parte  del  proprietario  di  apposita
garanzia dell'importo del 25 per cento del 10 per  cento  del  valore
definito ai sensi dell'articolo 6. La garanzia e'  prestata  con  gli
strumenti e le caratteristiche di cui ai commi 2, 3 e 4 dell'articolo
75 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.  163,  a  favore  della
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della protezione
civile, ed e' svincolata e cessa di avere effetto solo alla  data  di
emissione del certificato di collaudo  ai  sensi  dell'articolo  113,
comma 5, del decreto legislativo n. 163 del 2006. Il proprietario del
termovalorizzatore provvede, inoltre, a prestare ulteriore  garanzia,
con  gli  strumenti  e  le  caratteristiche  di  cui   al   comma   2
dell'articolo 129 del decreto legislativo n. 163 del 2006,  a  favore
della Presidenza del Consiglio  dei  Ministri  -  Dipartimento  della
protezione civile, per la responsabilita'  prevista  della  normativa
statale vigente quale costruttore o appaltatore dell'impianto,  anche
per eventuali vizi occulti.
  9. Fino al trasferimento della proprieta' ai sensi dell'articolo  8
il termovalorizzatore di Acerra, in quanto vincolato all'assolvimento
alla funzione di smaltimento dei  rifiuti  e  produzione  di  energia
elettrica di cui al ciclo integrato di  gestione  dei  rifiuti  nella
regione Campania, e' insuscettibile di alienazione, di altri atti  di
disposizione, nonche' impignorabile, ne' puo' essere  assoggettato  a
trascrizioni od iscrizioni pregiudizievoli. 

                               Art. 8 

                Procedure di collaudo e funzionamento
                  del termovalorizzatore di Acerra 

  1. Il trasferimento  della  proprieta'  del  termovalorizzatore  di
Acerra e' condizionato all'esito positivo del collaudo.
  2. Alla  data  del  15  gennaio  2010  e  previa  stipulazione  del
contratto  di  affitto   di   cui   all'articolo   7,   il   soggetto
aggiudicatario  della  procedura  di   affidamento   esperita   dalle
strutture del  Sottosegretario  di  Stato  all'emergenza  rifiuti  in
Campania assume la gestione provvisoria ed  esclusiva  dell'impianto.
Con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri  sono
disciplinate le modalita' per la presa  in  carico  dell'impianto  da
parte  del  soggetto  affidatario,  nonche'   modalita'   e   termini
dell'affiancamento  di  apposito  presidio  tecnico  da   parte   del
costruttore, a sue  spese  e  cura,  ai  fini  della  verifica  della
corretta  utilizzazione  dell'impianto  nelle  more  e   durante   le
operazioni di collaudo.
  3. All'esito positivo del collaudo ovvero ove  non  sia  rispettato
per qualsiasi motivo il termine di cui all'articolo 7, comma 7, cessa
la gestione provvisoria ed il soggetto affidatario assume la gestione
definitiva  ai  termini  del  contratto  stipulato  a  seguito  della
aggiudicazione.
  4. Per assicurare che il funzionamento  del  termovalorizzatore  di
Acerra sia coerente con le peculiarita'  del  territorio  campano  in
tema di capacita' di  smaltimento  dei  rifiuti,  ferma  restando  la
tipologia dei rifiuti conferibili a legislazione vigente, si  applica
esclusivamente il criterio del  carico  termico  nel  limite  massimo
previsto dal progetto dell'impianto. 

                               Art. 9 

           Impianti di selezione e trattamento dei rifiuti 

  1. Al fine  di  mantenere  specifiche  ed  adeguate  condizioni  di
sicurezza degli impianti di selezione e trattamento  dei  rifiuti  di
cui all'articolo 6 del decreto-legge n. 90  del  2008,  in  relazione
allo stato attuale degli  impianti  stessi,  fino  al  termine  delle
attivita' di manutenzione e, comunque,  non  oltre  il  30  settembre
2010, e' assicurata  la  prosecuzione  di  attivita'  sostitutive  di
presidio antincendio e di sicurezza da parte del Corpo nazionale  dei
vigili del fuoco, anche  attraverso  servizi  di  vigilanza  dinamica
antincendio. Agli oneri derivanti dalle previsioni di cui al presente
comma, si provvede nel limite delle disponibilita' delle contabilita'
speciali di cui all'articolo 2, comma 2.
  2.   Nelle    more    della    realizzazione    dell'impianto    di
termovalorizzazione di cui all'articolo 8 del decreto-legge n. 90 del
2008, l'ASIA S.p.a. del  comune  di  Napoli  assicura  la  necessaria
funzionalita' dell'impiantistica a servizio del complessivo ciclo  di
gestione dei rifiuti nel territorio  della  provincia  di  Napoli  e,
all'uopo, subentra nella  gestione  degli  impianti  di  selezione  e
trattamento  dei  rifiuti  ubicati  in  Giugliano  e  Tufino  di  cui
all'articolo 6  del  citato  decreto.  Presso  i  detti  impianti  la
societa'  ASIA  provvede,  prioritariamente,  al  conferimento  e  al
trattamento dei rifiuti prodotti nella citta' di Napoli,  assicurando
l'integrazione con il ciclo provinciale di gestione  dei  rifiuti  di
Napoli di cui all'articolo 11, all'uopo utilizzando il personale gia'
in servizio e stipulando i relativi contratti di lavoro. 

                               Art. 10 

            Deposito e stoccaggio temporaneo dei rifiuti 

  1. L'evacuazione e le successive fasi gestorie dei rifiuti allocati
presso le aree di deposito e di stoccaggio temporaneo del  territorio
campano, e' eseguita, prescindendo dalla  destinazione  dei  rifiuti,
con decorrenza dal 31 dicembre 2009, nel termine di cui  all'articolo
2, comma 1, lettera g), secondo periodo, del decreto  legislativo  13
gennaio 2003, n. 36,  per  i  rifiuti  in  attesa  di  trattamento  e
recupero. Gli impianti di discarica realizzati o da  realizzarsi  nel
corso della gestione emergenziale in termini di somma urgenza  ed  in
deroga  al  citato  decreto  legislativo  ed  alle   norme   indicate
nell'articolo 18 del decreto-legge n. 90 del 2008, nel rispetto della
normativa comunitaria tecnica di settore, sono collaudati  alla  data
del 31 dicembre 2009  dalla  competente  struttura  del  Dipartimento
della  protezione  civile  per  le  fasi  di  realizzazione  comunque
compiute.
  2. Entro il 31 dicembre 2009,  si  procede  alla  collaudazione  di
tutti gli interventi realizzati alla  stregua  delle  previsioni  del
decreto-legge n. 90 del 2008, per il successivo subentro nei rapporti
attivi e passivi  gia'  facenti  capo  alla  predetta  Struttura  del
Sottosegretario di  Stato  di  cui  all'articolo  1  da  parte  delle
amministrazioni territoriali competenti, anche eventualmente  per  il
tramite  delle  societa'  provinciali  di  cui  all'articolo  11.  Le
province ovvero le societa' provinciali  possono  provvedere,  sempre
che in tal senso non abbia gia' operato la richiamata  struttura  del
Dipartimento della protezione  civile,  alla  modifica  dei  rapporti
negoziali  in  essere  afferenti  agli  impianti  di  discarica   sia
attraverso l'adozione di provvedimenti concessori nei confronti degli
originari  contraenti  che  mediante  l'affidamento   di   interventi
realizzativi  ulteriori  e/o  aggiuntivi,  complementari  alle  opere
esistenti, in termini di continuita' rispetto a quanto operato  dalla
Struttura del Sottosegretario di Stato ai sensi del  presente  comma.
In fase di prima attuazione, si provvede all'adozione a regime  delle
autorizzazioni integrate ambientali di cui al decreto legislativo  18
febbraio 2005, n. 59, redatte  in  termini  funzionali  all'esercizio
degli impianti, dei siti e delle  aree  comunque  connessi  al  ciclo
integrato  dei  rifiuti  nella  regione  Campania,  fatte  salve   le
eventuali   determinazioni   degli   enti   territoriali   competenti
successive alla cessazione dello stato emergenziale.
  3. Allo  scopo  di  ottimizzare  l'utilizzo  del  territorio  della
regione  Campania  compatibilmente  con  le  esigenze  ambientali   e
sanitarie,  i  siti  e  gli  impianti  di  cui  all'articolo  9   del
decreto-legge n. 90 del 2008 e di cui all'articolo  1  dell'ordinanza
di protezione civile n. 3697 del 29  agosto  2008,  pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale n. 205 del 2 settembre 2008, possono essere estesi
nei territori adiacenti ricompresi nell'ambito di competenza di altri
enti locali. Agli oneri derivanti dagli espropri delle aree ed  opere
accessorie,  si  provvede  nel  limite  delle  disponibilita'   delle
contabilita' speciali di cui all'articolo 2, comma 2.
  4.  Per  l'applicazione  dell'articolo  7,  comma  1,  del  decreto
legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, in relazione alla  necessita'  di
conseguire le finalita' di cui all'articolo 1  del  predetto  decreto
legislativo, si fa riferimento, fino alla data del 31 dicembre  2010,
per l'intero territorio regionale campano, agli obiettivi di cui alla
determinazione del Sottosegretario  di  Stato  adottata  in  data  20
ottobre  2009,  fatto  salvo  l'esercizio,  da  parte  della  regione
Campania, delle competenze di cui all'articolo 6-bis,  comma  5,  del
decreto-legge n. 90 del 2008.
  5. Nelle more del  completamento  degli  impianti  di  compostaggio
nella regione Campania, fino al 31 dicembre  2010,  gli  impianti  di
compostaggio in esercizio sul territorio nazionale possono  aumentare
la propria autorizzata capacita'  ricettiva  e  di  trattamento  sino
all'8 per cento. Con la stessa decorrenza cessano gli  effetti  delle
ordinanze  del  Presidente  del  Consiglio  dei   Ministri   all'uopo
adottate.
  6. Per la realizzazione del termovalorizzatore nella  provincia  di
Salerno, da dimensionarsi per il trattamento di  un  quantitativo  di
rifiuti non superiore a 300.000  tonnellate  annue,  completando  nel
territorio le opere infrastrutturali di  dotazione  della  necessaria
impiantistica  asservita  al  ciclo  dei  rifiuti,  la  provincia  di
Salerno, anche per il tramite della societa' provinciale di cui  alla
legge della regione  Campania  28  marzo  2007,  n.  4  e  successive
modificazioni, provvede a porre in essere tutte  le  procedure  e  le
iniziative occorrenti. Gli atti funzionali rispetto alle finalita' di
cui al  presente  comma,  gia'  posti  in  essere  sulla  base  della
normativa vigente, sono revocati ove non confermati dalla  provincia,
entro trenta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  del  presente
decreto. 

                               Art. 11 

         Regione, province, societa' provinciali e consorzi 

  1. Ai Presidenti delle province  della  regione  Campania,  dal  1°
gennaio 2010 sino al 30 settembre 2010, sono  attribuite,  in  deroga
agli  articoli  42,  48  e   50   del   testo   unico   delle   leggi
sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo  18
agosto 2000, n. 267, le funzioni ed i compiti di  programmazione  del
servizio di gestione integrata dei rifiuti da organizzarsi anche  per
ambiti territoriali nel contesto provinciale e per distinti  segmenti
delle fasi del ciclo di gestione dei rifiuti.
  2. Sulla base delle previsioni di  cui  alla  legge  della  regione
Campania 28 marzo 2007, n. 4, e successive  modificazioni,  e  tenuto
conto  delle  indicazioni  di  carattere   generale   di   cui   alla
determinazione del Sottosegretario  di  Stato  adottata  in  data  20
ottobre 2009 inerente al ciclo di gestione integrata dei rifiuti, per
evitare soluzioni di continuita' rispetto agli  atti  compiuti  nella
fase emergenziale, le amministrazioni territoriali competenti,  anche
per il tramite delle societa' provinciali,  che,  in  fase  di  prima
attuazione,  possono   essere   amministrate   anche   da   personale
appartenente alle pubbliche amministrazioni, possono  subentrare  nei
contratti in corso con soggetti privati che attualmente  svolgono  in
tutto  o  in  parte  le  attivita'  di  raccolta,  di  trasporto,  di
trattamento, di  smaltimento  ovvero  di  recupero  dei  rifiuti.  In
alternativa, possono affidare il servizio in via  di  somma  urgenza,
nonche' prorogare i contratti in cui sono  subentrati  per  una  sola
volta e per un periodo non superiore ad un anno con abbattimento  del
3 per cento del corrispettivo negoziale inizialmente previsto.
  3. I costi dell'intero ciclo di gestione dei rifiuti, di competenza
delle  amministrazioni  territoriali,  trovano  integrale   copertura
economica nell'imposizione dei relativi oneri a  carico  dell'utenza.
Per fronteggiare i relativi oneri finanziari, le Societa' provinciali
di cui alla legge  della  regione  Campania  28  marzo  2007,  n.  4,
agiscono sul territorio anche quali soggetti esattori della tassa per
lo smaltimento dei rifiuti solidi  urbani  (TARSU)  e  della  tariffa
integrata ambientale  (TIA).  Le  dette  Societa'  attivano  adeguate
azioni di recupero degli importi evasi nell'ambito della gestione del
ciclo dei rifiuti ed a tale fine  i  comuni  della  regione  Campania
trasmettono alle province, per l'eventuale  successivo  inoltro  alle
societa' provinciali, nel termine perentorio di trenta  giorni  dalla
data di entrata in vigore del presente decreto:
  a) gli archivi afferenti alla TARSU ed alla TIA;
  b)  i  dati  afferenti  alla  raccolta  dei   rifiuti   nell'ambito
territoriale di competenza;
  c) la banca dati aggiornata al 31 dicembre 2008 dell'Anagrafe della
popolazione,  riportante,  in  particolare,  le  informazioni   sulla
residenza e sulla composizione del nucleo familiare  degli  iscritti.
Di tale banca dati sono periodicamente comunicati gli aggiornamenti a
cura dei medesimi comuni.
  4. Le province, anche per il tramite  delle  societa'  provinciali,
accedono alle informazioni messe a disposizione dai comuni  ai  sensi
del  decreto-legge  30  settembre  2005,  n.  203,  convertito,   con
modificazioni, dalla legge 2  dicembre  2005,  n.  248,  relative  ai
contratti di erogazione dell'energia elettrica, del gas e  dell'acqua
ed ai contratti di locazione.
  5. In caso di inosservanza degli obblighi di cui ai commi 3 e 4  il
Prefetto provvede, in via d'urgenza e previa diffida, in sostituzione
dei comuni inadempienti,  anche  attraverso  la  nomina  di  apposito
Commissario ad acta e contestualmente  attiva  le  procedure  di  cui
all'articolo 142 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,  che
possono essere attivate a carico delle amministrazioni comunali anche
in caso di violazione delle disposizioni di cui all'articolo 198  del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
  6. Per le finalita' di  cui  al  presente  articolo,  fermo  quanto
disposto dall'articolo 6-bis, comma 1, del  decreto-legge  n. 90  del
2008, con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  e'
trasferita alle amministrazioni territoriali competenti, entro trenta
giorni dalla data di entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  la
proprieta' degli ulteriori siti, impianti ed aree, inerenti al  ciclo
dei rifiuti, all'uopo  individuati  dalla  Unita'  operativa  di  cui
all'articolo 4.
  7. La gestione dei siti per i  quali  e'  pendente  contenzioso  in
ordine alla relativa titolarita', e'  assegnata  alle  province  fino
all'esito  dello  stesso  contenzioso.  Le  province  attendono  alla
gestione dei siti anche mediante le Societa'  provinciali  ed  a  tal
fine  sono  assegnate  alle   province   medesime,   all'atto   della
costituzione delle societa' provinciali,  risorse  finanziarie  nella
misura complessiva massima mensile di un milione di euro fino  al  30
settembre  2010,  a  carico  delle  contabilita'  speciali   di   cui
all'articolo 2, comma 2, da  rendicontarsi  mensilmente  alla  Unita'
stralcio di cui  all'articolo  3.  Sono  fatte  salve  le  azioni  di
ripetizione  nei  confronti  del   soggetto   riconosciuto   titolare
all'esito del predetto contenzioso.
  8. Il  personale  operante  presso  gli  impianti  di  selezione  e
trattamento dei rifiuti di Santa  Maria  Capua  Vetere,  Battipaglia,
Casalduni  e  Pianodardine  di  cui  all'articolo  6  del  richiamato
decreto-legge n. 90 del 2008, ivi compreso quello che svolge funzioni
tecnico-amministrative  funzionali   all'esercizio   degli   impianti
stessi, e'  trasferito,  previa  assunzione  con  contratto  a  tempo
indeterminato,   alle   competenti   societa'   provinciali,    senza
instaurazione di rapporti di  pubblico  impiego  con  tali  societa'.
Nelle more del trasferimento e nei limiti di legge  e  delle  risorse
alla scopo finalizzate, tale personale e' assegnato, con contratto  a
tempo determinato, alle province.
  9. Al fine di consentire l'assolvimento urgente delle  obbligazioni
di cui al presente articolo, e' assegnata  in  via  straordinaria,  a
favore delle province, per la successiva assegnazione  alle  societa'
provinciali, una somma pari ad euro 1,50 per ogni soggetto  residente
nell'ambito territoriale provinciale di competenza, nel limite  delle
disponibilita' delle contabilita' speciali  di  cui  all'articolo  2,
comma 2.
  10. Al fine di assicurare alla  societa'  provinciale  l'occorrente
dotazione finanziaria per l'esercizio dei compiti di cui al  presente
decreto, il Presidente della provincia e' autorizzato con i poteri di
cui al comma 1, e nel limite massimo pari all'importo di cui al comma
9 a revocare entro e non oltre quindici giorni dalla data di  entrata
in vigore  del  presente  decreto,  gli  impegni  assunti  fino  alla
concorrenza del predetto importo,  con  vincolo  di  destinazione  al
patrimonio della societa' provinciale.
  11.  Le  disposizioni  di  cui  al  presente  articolo,  volte   ad
assicurare  la  dotazione  finanziaria   occorrente   alle   societa'
provinciali, si applicano anche in favore del  commissario  regionale
eventualmente nominato ai sensi  della  citata  legge  della  regione
Campania n. 4 del  2007,  e  successive  modificazioni,  in  caso  di
inerzia dell'amministrazione provinciale. 

                               Art. 12 

      Riscossione dei crediti nei confronti dei comuni campani 

  1. Per la sollecita riscossione  da  parte  dei  Consorzi  operanti
nell'ambito del ciclo di gestione dei rifiuti dei crediti vantati nei
confronti dei comuni, e' autorizzata la conclusione tra le  parti  di
transazioni per l'abbattimento degli  oneri  accessori  dei  predetti
crediti. Sulla base delle previsioni di cui all'articolo 32-bis della
legge della regione Campania  28  marzo  2007,  n.  4,  e  successive
modificazioni, i Presidenti delle province  della  regione  Campania,
con i poteri  di  cui  all'articolo  11,  comma  1,  nominano,  entro
quindici giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
un  soggetto  liquidatore   per   l'accertamento   delle   situazioni
creditorie e debitorie pregresse, facenti capo ai Consorzi,  ed  alle
relative   articolazioni   societarie,   ricadenti    negli    ambiti
territoriali di competenza e per  la  successiva  definizione  di  un
apposito piano di liquidazione.
  2. Le somme dovute dai comuni alla struttura del Sottosegretario di
Stato di cui all'articolo 1 del  decreto-legge  n.  90  del  2008  in
relazione al ciclo di gestione dei rifiuti sono  recuperate  mediante
riduzione dei trasferimenti erariali, nonche' in sede  di  erogazione
di quanto dovuto per la compartecipazione al gettito IRPEF, e per  la
devoluzione del gettito d'imposta RC auto. A  tale  fine,  i  crediti
vantati  nei  confronti  dei  singoli  enti  sono  certificati  dalla
competente  Missione  ai  fini   dell'attestazione   della   relativa
esistenza. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sono
stabiliti  i  criteri  e  le  modalita'  per   l'applicazione   delle
disposizioni di cui al presente comma. 

                               Art. 13 

                       Personale dei consorzi 

  1. In relazione alle specifiche finalita' di cui  all'articolo  11,
il consorzio unico di bacino delle province di Napoli e  di  Caserta,
sentite le organizzazioni sindacali, definisce,  entro  e  non  oltre
venti giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, la
propria dotazione organica in relazione alle attivita' di competenza,
definite anche in base al piano industriale. La dotazione organica e'
approvata dal Capo  del  Dipartimento  della  protezione  civile.  Il
consorzio provvede alla copertura dei posti previsti dalla  dotazione
organica, mediante assunzioni a tempo indeterminato del personale  in
servizio ed assunto presso gli stessi consorzi fino alla data del  31
dicembre 2008, e, fermi i profili professionali acquisiti alla stessa
data, dando priorita' al personale gia' risultante in  servizio  alla
data del 31 dicembre 2001 negli ambiti  territoriali  provinciali  di
competenza,  sentite   le   organizzazioni   sindacali   maggiormente
rappresentative  relativamente  alla  definizione  dei   criteri   di
assunzione. Fermo restando quanto previsto dal comma 2, per la  prima
attuazione del presente comma e'  autorizzata  la  spesa  nel  limite
massimo di cinque milioni di euro per l'anno 2010, cui si  fa  fronte
ai sensi dell'articolo 18.
  2. Al personale dei  consorzi  di  cui  al  presente  articolo  che
risulta in esubero rispetto alla dotazione organica si  applicano  le
disposizioni  in  materia  di  ammortizzatori   sociali   in   deroga
all'articolo 2, comma 36, della legge 22 dicembre  2008,  n.  203,  e
successive modificazioni, proroghe  e  integrazioni,  ferma  restando
l'attivazione di misure di politica  attiva,  anche  in  applicazione
dell'accordo fra Governo, regioni e province autonome del 12 febbraio
2009.
  3. Per le medesime finalita' di cui al comma 1,  i  consorzi  delle
province  di  Avellino,  Benevento  e  Salerno,  nei   limiti   delle
rispettive risorse  disponibili  allo  scopo  finalizzate,  procedono
all'assunzione a  tempo  indeterminato  del  personale  occorrente  a
copertura dei posti della propria dotazione organica, ove  esistente,
ovvero definita con le modalita' di cui al comma 1,  dando  priorita'
all'assunzione del personale  gia'  in  servizio  alla  data  del  31
dicembre 2001 negli ambiti territoriali  provinciali  di  competenza,
sentite  le  organizzazioni  sindacali  maggiormente  rappresentative
relativamente alla definizione dei criteri di assunzione. 

                               Art. 14 

         Personale del Dipartimento della protezione civile 

  1. Anche in deroga ai limiti stabiliti dalle  disposizioni  vigenti
ed al fine di assicurare la piena operativita' del Servizio nazionale
di  protezione  civile  per  fronteggiare  le   crescenti   richieste
d'intervento  in  tutti  i  contesti  di   propria   competenza,   il
Dipartimento  della  protezione  civile  e'  autorizzato  ad  avviare
procedure straordinarie di reclutamento, secondo le modalita' di  cui
al comma 2 e nel limite delle risorse di cui al comma 4,  finalizzate
all'assunzione  di  personale   a   tempo   indeterminato,   mediante
valorizzazione  delle  esperienze  acquisite   presso   il   medesimo
Dipartimento dal personale titolare di  contratto  di  collaborazione
coordinata e continuativa, di contratto a tempo determinato, anche di
qualifica dirigenziale, nonche' dal personale gia' destinatario delle
disposizioni di cui all'articolo 3, comma  3,  del  decreto-legge  31
maggio 2005, n. 90, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  26
luglio 2005, n. 152, o in servizio ai sensi dell'articolo  15,  comma
1, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 6  aprile
2006, n. 3508, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 2006.
  2. Con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
sono  stabilite  le  modalita'  valutative  anche  speciali  per   il
reclutamento del predetto personale in deroga agli articoli 66  e  74
del  decreto-legge  25  giugno  2008,   n.   112,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, all'articolo 35 del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165,  e  all'articolo  17  del
decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, valorizzando  la  professionalita'
specifica ed il servizio prestato nel settore di competenza,  nonche'
sono definite le relative procedure ed i requisiti di partecipazione.
Il personale a tempo determinato interessato dalle procedure  di  cui
al comma 1 e' mantenuto in  servizio  presso  il  Dipartimento  della
protezione civile fino alla conclusione delle stesse.
  3. Nelle more dell'espletamento delle procedure di cui al comma  2,
il Capo del Dipartimento  della  protezione  civile  e'  autorizzato,
entro dodici mesi dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente
decreto, a stipulare contratti a tempo  determinato  di  livello  non
dirigenziale con il personale titolare di contratto di collaborazione
coordinata e continuativa presso  il  Dipartimento  della  protezione
civile, ad esclusione di quello di  cui  all'articolo  10,  comma  2,
dell'ordinanza del Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  del  15
aprile 2009, n. 3755, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.  88  del
16  aprile  2009,  all'articolo  4,  comma  4,   dell'ordinanza   del
Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 aprile  2009,  n.  3757,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 95 del 22 aprile  2009,  e  di
cui all'articolo 28,  comma  5,  dell'ordinanza  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri del 30 luglio 2009, n. 3797, pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale n. 184 del 10 agosto 2009, previa valutazione  del
periodo di servizio prestato presso il  Dipartimento  medesimo.  Sono
soppresse le autorizzazioni del Dipartimento della protezione  civile
a stipulare contratti di collaborazione coordinata e continuativa  in
numero corrispondente ai contratti a tempo determinato stipulati.  Il
personale a tempo determinato di cui al presente comma  e'  mantenuto
in servizio fino alla conclusione delle procedure di cui al comma 2.
  4. Agli oneri derivanti dall'applicazione dei commi 1, 2, e  3  nel
limite di spesa di 8,02 milioni di euro a decorrere  dall'anno  2010,
si provvede:
  a) quanto a 4,8 milioni di euro a valere sulle risorse  disponibili
di cui all'articolo 7, comma 4-bis, del decreto-legge 28 aprile 2009,
n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009,  n.
77;
  b)   quanto   a   2,82   milioni   di   euro   mediante   riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 3, comma  97,  della
legge 24 dicembre 2007, n. 244;
  c) quanto a 0,4 milioni di euro si provvede a valere sulle  risorse
rimaste disponibili nell'ambito dello stanziamento gia' previsto  per
l'attuazione  delle  disposizioni   di   cui   all'articolo   3   del
decreto-legge 31 maggio 2005, n. 90, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 26 luglio 2005, n. 152.
  5. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 

                               Art. 15 

            Disposizioni in materia di protezione civile 

  1. Fino al 31 dicembre 2010 e' preposto presso  la  Presidenza  del
Consiglio dei Ministri un Sottosegretario  di  Stato  incaricato  del
coordinamento degli interventi di prevenzione in  ambito  europeo  ed
internazionale rispetto ad eventi di interesse di protezione  civile,
con l'applicazione delle previsioni normative di cui all'articolo  1,
comma 2, del decreto-legge n. 90 del 2008, anche in deroga  a  quanto
previsto dall'articolo 72, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008,
n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,  n.
133, ai fini del mantenimento dell'incarico di Capo del  Dipartimento
della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei  Ministri.
A tale fine e' autorizzata la spesa di 173.000 euro per l'anno  2010,
cui si provvede ai sensi dell'articolo 18.
  2. In relazione  alle  diverse  ipotesi  di  rischio  presenti  sul
territorio nazionale, al fine dell'individuazione delle competenze in
ordine all'esercizio delle  attivita'  di  allertamento,  soccorso  e
superamento dell'emergenza con decreto del Presidente  del  Consiglio
dei Ministri, adottato entro trenta giorni dalla data di  entrata  in
vigore del presente decreto, d'intesa con  la  Conferenza  unificata,
sono definiti,  senza  nuovi  o  maggiori  oneri,  i  livelli  minimi
dell'organizzazione delle strutture territoriali di protezione civile
e degli enti cui spetta il governo  e  la  gestione  del  sistema  di
allertamento nazionale ed il coordinamento in caso  di  dichiarazione
dello stato di emergenza.
  3. Al fine di assicurare risparmi di  spesa,  i  compromessi  e  le
clausole compromissorie  inserite  nei  contratti  stipulati  per  la
realizzazione d'interventi connessi alle dichiarazioni  di  stato  di
emergenza ai sensi dell'articolo 5, comma 1 della legge  24  febbraio
1992, n. 225, e di grande evento di cui all'articolo 5-bis, comma  5,
del  decreto-legge  7  settembre  2001,  n.  343,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, sono  nulli  e  i
collegi  arbitrali  gia'  eventualmente  costituiti  statuiscono   in
conformita'. 

                               Art. 16 

                  Attivita' di supporto strumentale
               al Dipartimento della protezione civile 

  1.  Al  fine  di  garantire  economicita'  e   tempestivita'   agli
interventi del Dipartimento della protezione civile della  Presidenza
del  Consiglio  dei  Ministri,  per  lo  svolgimento  delle  funzioni
strumentali del medesimo Dipartimento e' costituita una societa'  per
azioni d'interesse nazionale denominata: «Protezione  civile  servizi
s.p.a.», con sede in Roma.
  2. Il capitale sociale iniziale della Societa' e' stabilito  in  un
milione di euro ed i successivi eventuali aumenti del  capitale  sono
determinati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto con il Ministro dell'economia e  delle  finanze.  Le  azioni
della Societa' sono interamente  sottoscritte  dalla  Presidenza  del
Consiglio dei Ministri che esercita i diritti  dell'azionista  e  non
possono formare oggetto di diritti a favore di terzi.
  3. La Societa', che e' posta sotto la  vigilanza  della  Presidenza
del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della protezione civile  ed
opera secondo gli indirizzi strategici ed i programmi  stabiliti  dal
Presidente del Consiglio dei  Ministri,  su  proposta  del  Capo  del
Dipartimento nazionale della protezione  civile,  ha  ad  oggetto  lo
svolgimento delle funzioni strumentali per il medesimo  Dipartimento,
ivi  compresa  la  gestione  della  flotta  aerea  e  delle   risorse
tecnologiche, e ferme restando  le  competenze  del  Ministero  delle
infrastrutture e dei  trasporti,  la  progettazione,  la  scelta  del
contraente,  la  direzione  lavori,  la  vigilanza  degli  interventi
strutturali ed infrastrutturali, nonche' l'acquisizione di  forniture
o servizi rientranti negli  ambiti  di  competenza  del  Dipartimento
della  protezione  civile,  ivi  compresi   quelli   concernenti   le
situazioni  di  emergenza  socio-economico-ambientale  dichiarate  ai
sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992,  n.  225,  quelli
relativi ai grandi eventi di cui all'articolo 5-bis del decreto-legge
7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla  legge
9 novembre 2001,  n.  401.  I  rapporti  tra  il  Dipartimento  della
protezione  civile  e  la  Societa'  sono  regolati  da  un  apposito
contratto di servizio.
  4. Per assicurare la permanenza di  adeguati  livelli  di  ordinata
gestione e piena funzionalita' della flotta  aerea  del  Dipartimento
della protezione civile nel quadro delle attivita' di contrasto degli
incendi boschivi, a decorrere dal trentesimo  giorno  dalla  data  di
entrata in vigore del presente decreto, e'  autorizzato  il  subentro
della Societa' di cui al comma  1  nel  servizio  di  gestione  degli
aeromobili antincendio del Dipartimento della protezione civile,  con
conseguente risoluzione del contratto in corso.
  5. La Societa' puo' assumere partecipazioni, detenere  immobili  ed
esercitare ogni attivita' strumentale, connessa o accessoria ai  suoi
compiti istituzionali,  nel  rispetto  della  normativa  nazionale  e
comunitaria  in  materia  di  affidamento  a  societa'   a   capitale
interamente  pubblico.   La   Societa'   e'   tenuta   ad   avvalersi
dell'Avvocatura dello Stato per la  rappresentanza  e  la  difesa  in
giudizio ai sensi del regio decreto  30  ottobre  1933,  n.  1611,  e
successive modificazioni, e puo' avvalersi dell'ausilio  tecnico  dei
Provveditorati interregionali alle opere pubbliche.
  6. Lo statuto, predisposto dal Dipartimento della protezione civile
della  Presidenza  del  Consiglio   dei   Ministri,   disciplina   il
funzionamento interno della Societa' ed e' approvato con decreto  del
Presidente del Consiglio dei Ministri entro novanta giorni dalla data
di entrata in vigore del presente decreto. Con lo stesso decreto sono
nominati i componenti del Consiglio di Amministrazione e del collegio
sindacale per il primo periodo di durata in carica. E' consentita  la
delega dei poteri dell'organo amministrativo ad uno o piu'  dei  suoi
membri.
  7. Ai fini di cui al comma 5, lo statuto prevede:
  a) la proprieta'  esclusiva  della  Presidenza  del  Consiglio  dei
Ministri del capitale sociale ed il divieto esplicito  di  cedere  le
azioni o di costituire su di esse diritti a favore di terzi;
  b) la nomina da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Segretario generale della Presidenza del  Consiglio  dei
Ministri  e  del  Capo  del  Dipartimento  della  protezione  civile,
dell'intero Consiglio di amministrazione;
  c)  le  modalita'  per  l'esercizio  del  controllo  analogo  sulla
Societa';
  d) le modalita' per l'esercizio dei poteri di indirizzo e controllo
sulla politica aziendale;
  e) l'obbligo dell'esercizio dell'attivita'  societaria  in  maniera
prevalente in favore del Dipartimento della protezione  civile  della
Presidenza del Consiglio dei Ministri;
  f) il divieto di chiedere la  quotazione  in  borsa  o  al  mercato
ristretto.
  8. Gli utili netti della Societa' sono destinati a riserva, se  non
altrimenti  determinato  dall'organo  amministrativo  della  societa'
previa autorizzazione del soggetto vigilante. La  Societa'  non  puo'
sciogliersi se non per legge.
  9. La pubblicazione del decreto di cui al comma  6  nella  Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana, tiene luogo degli adempimenti in
materia di  costituzione  delle  societa'  previsti  dalla  normativa
vigente.
  10.  Il  rapporto  di  lavoro  dei  dipendenti  della  Societa'  e'
disciplinato dalle norme di diritto privato  e  dalla  contrattazione
collettiva. Con successivo decreto del Presidente del  Consiglio  dei
Ministri di natura non regolamentare sono definite  le  modalita',  i
termini e le condizioni per  l'utilizzazione  di  personale  preposto
allo svolgimento delle funzioni strumentali di cui al comma 3  ed  in
servizio  presso  il  Dipartimento  della  protezione  civile,   che,
mantenendo lo stesso livello di inquadramento, su base  volontaria  e
senza pregiudizio economico e di  carriera,  puo'  essere  trasferito
alla Societa'.
  11. Agli oneri derivanti  dall'attuazione  del  presente  articolo,
quantificati in euro un milione, si provvede mediante utilizzo  delle
disponibilita'  relative   all'autorizzazione   di   spesa   di   cui
all'articolo 1 della legge 24 febbraio 1992, n. 225.
  12.  La  Societa'  e'  sottoposta  al  controllo  successivo  sulla
gestione da parte della Corte dei  conti  ai  sensi  della  legge  14
gennaio 1994, n. 20, e successive modificazioni. 

                               Art. 17 

Interventi  urgenti  nelle  situazioni   a   piu'   elevato   rischio
  idrogeologico  e  al  fine  di  salvaguardare  la  sicurezza  delle
  infrastrutture e il patrimonio ambientale e culturale.
  1. In considerazione delle particolari ragioni di urgenza  connesse
alla necessita'  di  intervenire  nelle  situazioni  a  piu'  elevato
rischio idrogeologico e al fine di salvaguardare la  sicurezza  delle
infrastrutture e il patrimonio ambientale e  culturale,  in  sede  di
prima applicazione dei piani  straordinari  diretti  a  rimuovere  le
situazioni a piu' elevato rischio idrogeologico e comunque non  oltre
i tre anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,  con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri,  su  proposta  del
Ministro dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e  del  mare,
sentiti il Ministero  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  e  il
Dipartimento della protezione civile per i profili di competenza,  ed
i presidenti delle regioni o  delle  province  autonome  interessate,
possono essere nominati commissari straordinari  delegati,  ai  sensi
dell'articolo  20  del  decreto-legge  29  novembre  2008,  n.   185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.  2,  e
successive  modificazioni,  con  riferimento   agli   interventi   da
effettuare nelle aree  settentrionale,  centrale  e  meridionale  del
territorio  nazionale,  come  individuate  ai   sensi   del   decreto
legislativo  3  aprile  2006,  n.  152.  I  commissari  attuano   gli
interventi, provvedono  alle  opportune  azioni  di  indirizzo  e  di
supporto promuovendo le occorrenti intese tra i soggetti  pubblici  e
privati  interessati  e,  se  del  caso,  emanano  gli   atti   e   i
provvedimenti  e  curano  tutte  le  attivita'  di  competenza  delle
amministrazioni  pubbliche  necessarie   alla   realizzazione   degli
interventi, nel rispetto delle disposizioni comunitarie, avvalendosi,
ove necessario, dei poteri di sostituzione e  di  deroga  di  cui  al
citato articolo 20, comma 4, del  citato  decreto-legge  n.  185  del
2009. Si applicano il medesimo articolo 20, comma 9, primo e  secondo
periodo, del decreto-legge n. 185 del 2009. Il commissario,  se  alle
dipendenze di un'amministrazione pubblica statale, dalla  data  della
nomina e  per  tutto  il  periodo  di  svolgimento  dell'incarico  e'
collocato fuori ruolo ai sensi della normativa vigente e mantiene  il
trattamento economico in godimento.  Il  posto  corrispondente  nella
dotazione organica dell'amministrazione di  appartenenza  viene  reso
indisponibile per tutta  la  durata  del  collocamento  fuori  ruolo.
Ciascun commissario presenta al Parlamento, al termine dell'incarico,
una relazione sulla propria attivita'.
  2.  L'attivita'  di  coordinamento   delle   fasi   relative   alla
programmazione e alla realizzazione degli interventi di cui al  comma
1, nonche' quella di verifica, fatte salve le  competenze  attribuite
dalla legge alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento
della protezione civile, sono curate dal  Ministero  dell'ambiente  e
della tutela del territorio e del mare, che vi  provvede  sentiti  il
Ministero delle infrastrutture e  dei  trasporti  e  il  Dipartimento
della protezione civile per i profili di competenza, con  le  proprie
strutture anche vigilate, ivi incluso un ispettorato generale, cui e'
preposto un dirigente di livello  dirigenziale  generale  e  con  due
dirigenti di livello dirigenziale generale  del  medesimo  Ministero,
con incarico conferito, anche in  soprannumero  rispetto  all'attuale
dotazione organica, ai sensi dell'articolo 19, comma 10, del  decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165,  e  successive  modificazioni.  Ai
sensi dell'articolo 4, commi 4 e 4-bis, del  decreto  legislativo  30
giugno 1999, n.  300,  e  successive  modificazioni,  si  provvede  a
definire l'articolazione dell'Ispettorato generale, fermo restando il
numero degli uffici dirigenziali non generali fissato dal decreto del
Presidente della Repubblica 3 agosto 2009, n. 140. La spesa derivante
dall'istituzione dell'Ispettorato  generale  e'  compensata  mediante
soppressione di un numero di posizioni dirigenziali  equivalenti  dal
punto di  vista  finanziario  effettivamente  coperte.  Ai  fini  del
conferimento dei due incarichi ai sensi dell'articolo 19,  comma  10,
del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  il   Ministero
dell'ambiente  e  della  tutela  del  territorio  e  del  mare  rende
indisponibili, contestualmente al conferimento degli incarichi e  per
tutta la durata degli stessi, un numero di posizioni dirigenziali  di
livello non generale, equivalenti dal  punto  di  vista  finanziario,
individuate tra quelle resesi disponibili nell'anno  di  conferimento
di ciascun  incarico  ovvero,  in  subordine,  per  la  quota  parte,
nell'ambito  delle  facolta'  assunzionali  dello  stesso   Ministero
consentite dalla legislazione vigente, in base  alle  cessazioni  del
personale, anche non dirigenziale, verificatesi nell'anno precedente. 

                               Art. 18 

                        Copertura finanziaria 

  1. Agli oneri derivanti dagli articoli 7,  comma  6,  pari  a  euro
30.000.000 annui per 15 anni a decorrere dal 2010, 13, comma 1,  pari
a euro 5.000.000 per l'anno 2010, e 15, comma 1, per euro 173.000 per
l'anno 2010, si provvede:
  a) quanto a euro 35.173.000 per l'anno 2010 e  ad  euro  30.000.000
per l'anno 2011, mediante riduzione dell'autorizzazione di  spesa  di
cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, relativa al
Fondo  per  le  aree  sottoutilizzate  con  riferimento  alla   quota
assegnata dal CIPE al  Fondo  strategico  per  il  paese  a  sostegno
dell'economia reale, per un importo di  euro  60.819.000  per  l'anno
2010 ed  euro  30.000.000  per  l'anno  2011,  nonche',  al  fine  di
compensare gli effetti in termini di  indebitamento  netto,  mediante
riduzione del fondo per la compensazione degli effetti finanziari  di
cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge  7  ottobre  2008,  n.
154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre  2008,  n.
189, per un importo di euro 14.900.000 per l'anno 2010. Il  fondo  di
cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge  7  ottobre  2008,  n.
154, e' contestualmente incrementato, in termini di  sola  cassa,  di
euro 5.273.000 per l'anno 2011 e di euro 35.273.000 per l'anno  2012.
Tali disponibilita' di cassa possono essere utilizzate  dal  CIPE  in
sede di assegnazione delle singole annualita' delle risorse del Fondo
strategico per il paese a sostegno dell'economia reale;
  b)  quanto  a  euro  30.000.000  annui  dall'anno   2012   mediante
corrispondente riduzione delle  proiezioni,  per  il  medesimo  anno,
dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto,  ai
fini del bilancio  triennale  2010-2012,  nell'ambito  del  programma
«Fondi di riserva e speciali» della  missione  «Fondi  da  ripartire»
dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze
per l'anno 2010, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento
relativo al Ministero medesimo. 

                               Art. 19 

                          Entrata in vigore 

  1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso  della  sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica  italiana  e
sara' presentato alle Camere per la conversione il legge.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
    Dato a Roma, addi' 30 dicembre 2009 

                             NAPOLITANO 

                    Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri 

                     Tremonti, Ministro dell'economia e delle finanze 

                                      La Russa, Ministro della difesa 

                                        Maroni, Ministro dell'interno 

               Sacconi, Ministro del lavoro e delle politiche sociali
Visto, il Guardasigilli: Alfano
 
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