AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

DOPPIO COMMISSARIO AI RIFIUTI

4 dicembre 2007
Repubblica – Napoli
Oggi vertice tra Prodi e il ministro, che poi incontra il prefetto Pansa. Intervista con il titolare dell´Ambiente
Doppio commissario ai rifiuti
Pecoraro: “Serve un liquidatore che chiuda con la Fibe”
di Antonio Corbo

Nel giro di tre ore Roma rivede oggi i 14 anni del caso Campania. E ridisegna il futuro dell´emergenza rifiuti. A mezzogiorno Prodi riceve Pecoraro Scanio, il ministro aspetta a sua volta Pansa alle 13.30. Prima novità: non uno, ma due commissari dal 2008. Carica sdoppiata. Al prefetto di Napoli, responsabile del pronto intervento, si affianca un liquidatore. Per chiudere tutti i conti con il passato.

Già, ministro Pecoraro Scanio, quando prevede che finirà?
«Il 31 dicembre scade il Commissariato. Io l´avrei abolito e lo dissi a giugno quando fu firmato il mandato per Pansa. La mia proposta fonda su un´analisi di quanto accade. Sulle spalle di un prefetto di Napoli, dico Napoli, non può esserci tutto. Occorre un commissario liquidatore che rielabori il pregresso. I debiti, le inadempienze. Uno che attui nella massima trasparenza il risanamento della gestione passata».
L´altro commissario, Alessandro Pansa, che farà?
«Gestirà la vera e propria emergenza. E programmerà in modo da riportare la gestione all´ordinario, appena Regione, Province e altri enti saranno in grado. È chiaro, bisogna chiudere questo regime commissariale. Non potendo, scegliamo la soluzione migliore».
Il fallimento del regime commissariale è documentato da cifre e processi che si aprono. Un quadro avvilente di opaca amministrazione: è questo anche il futuro?
«Sono un politico. E con sofferenza dico: la gestione deve tornare ai politici. È ora che si assumano le loro responsabilità».
Il commissariato è una sconfitta della politica. Ne parlerà anche con Prodi?
«Vado da Prodi, sono costretto a rimandare la visita al nuovo Museo dell´arte dell´Oasi di Persano che abbiamo salvato, evitando che diventasse una discarica la stessa oasi con l´apertura di Valle delle Masserie. Sarei andato subito dopo a Serre».
Serre non va al massimo. Ingoia tonnellate di immondizia, ma c´è il rischio di frane. Quando piove, i trattori devono trainare i camion che slittano in salita.
«Su Serre abbiamo fatto il massimo. Nessun sito in Italia ha quanto Serre. Avevo garantito la massima assistenza per Macchia Soprana. Ma i problemi sono altri».
Può essere più chiaro?
«Sono molto preoccupato dopo Lo Uttaro a Caserta, nella discarica si è trovato di tutto. Ho pregato il direttore generale di andare il 21 scorso a Serre per capire. Ho chiesto ai carabinieri del Noe la massima vigilanza per evitare che imbroglioni si infilino nel giro portando a Serre rifiuti tossici o pericolosi. La malavita è un pericolo costante in Campania e non c´è da fidarsi. È necessaria una intelligence per controllare gestione e trasporti».
Tra le cifre anticipate da Legambiente ce n´è una inquietante: sono 28 mila tonnellate di rifiuti tossici o speciali. Dove sono finite, in quali siti clandestini? Dove sono gli speculatori?
Pecoraro Scanio s´infiamma: «Vanno arrestati». Un affarismo bieco mai eliminato. Il generale Toscano, comandante interregionale dei carabinieri, ha raccolto anche una richiesta di aiuto da parte di Pansa. I Noe vigilano sull´asse Campania-Calabria, ma anche tra Campania e Basilicata con il trasferimento di percolato da Serre alla Val d´Agri. Nel percorso inverso potrebbero arrivare camion carichi di rifiuti speciali. La Finanza di Napoli segue con discrezione il giro degli autotrasportatori: carichi e fatture. È il nodo del contenzioso con il prefetto Pansa, che teme eccessi nel calcolo delle ore di sosta.
L´emergenza è diventata una industria?
«Con Prodi il tema è il vertice di Bali sul clima, vado anch´io la prossima settimana. Colgo l´occasione per parlare di rifiuti in Campania. La linea di questo governo è rigida contro le speculazioni. Sono scandali da sanare».Che cosa dirà a Pansa?
«Il ministero deve dare il via libera al suo piano. Gli chiederò dei chiarimenti».
Farà delle osservazioni?
«Il piano è diverso dall´altro, fui costretto a criticare. Il piano di Pansa dà più spazio alla differenziata. Lo riconosco. Fissa dei traguardi. Manca una parte: come, con quali modalità e quali spese arriveremo a questi traguardi».
I dati sono sconfortanti. Il Sud ha una media dell´8,7 per cento. Quasi la stessa di Napoli. Contro il 38,1 del Nord, il 19,4 del Centro. È un ritardo difficile da colmare.
«Bisogna guardare altrove ma anche in Campania. Portici, Grumo Nevano, Mercato San Severino, il Nolano, Atena Lucana sono dei modelli. Se loro riescono e altri no, dipende dai Comuni. Chiederemo di integrare il piano coinvolgendo come al nord gli ipermercati, i grandi centri per la raccolta degli imballaggi. Bisogna veder chiaro anche sul riciclo di certo materiale, la plastica ad esempio. Penso ad alcune aziende della Campania sottoutilizzate».
Riferimenti non casuali. Il consorzio degli imballaggi è Conai, al centro di polemiche per le risorse maggiori destinate al Nord. Corepla tocca il riciclo della plastica, aziende del Sud sono penalizzate e rischiano di chiudere. Le informazioni arrivano a Pecoraro Scanio dalla Provincia, presidente il verde Dino Di Palma, c´è poi Francesco Borrelli, ponte radio tra caos rifiuti e ministero. La stessa Provincia non si oppone a Casamarciano, quale sito di stoccaggio. Osserva Pecoraro Scanio: «La politica deve fare di più. Nei grandi centri sarebbe opportuno dare all´assessore all´Ambiente una sola delega. I rifiuti. Se emergenza è, non gli si chieda altro. Potrà sensibilizzare scuole, fabbriche, diffondere la cultura della differenziata».
Pansa si prepara a requisire i siti di stoccaggio delle ecoballe. Proteste ovunque. Pecoraro gliene parlerà. Sembra contrario a soluzioni di forza.
«Pansa è stato bravo e paziente nel dialogo. Ha ascoltato molto. La linea del governo è condividere le decisioni con i cittadini. I politici locali si associano alle proteste senza dare soluzione. Vedrei bene una rappresentanza di cittadini con poteri di verifica. Bisogna dare garanzie».
E il disastro di Giugliano? E l´intervento dei giudici per tutelare il diritto alla salute dei cittadini? Ministro, pensa che siano esempi incoraggianti per chi dovrà concedere i siti di stoccaggio delle ecoballe?
«Sono contro le ecoballe. Vanno almeno ridotte. Da ridurre quindi i siti di stoccaggio. Le vicende di Lo Uttaro e le immagini che arrivano da Giugliano devono far riflettere. Non saremo credibili, se non sapremo evitare questi disastri e nello stesso tempo chiederemo di aprire impianti».
Sei milioni di ecoballe sono intanto lì, disseminate in Campania. L´immagine dello scempio. La metà è sotto sequestro. Doveva provvedere Fibe, su quelle colline fatte di rifiuti e ambiguità fonda il processo ai rifiuti.
«Le ecoballe, inertizzate secondo le norme, vanno eliminate. Inutile attendere. Né aspettare per bruciarle. Inertizzate, vanno destinate alle cave. Non sono un tecnico, ma una soluzione dovrà essere trovata». È più chiaro adesso il ruolo del commissario liquidatore. Dovrà riaprire e chiudere l´annosa partita con Fibe.
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Nessun danno alla melannurca
Le proteste di Giugliano e l´allarme inquinamento per le sue colture sono alla base di una iniziativa della Provincia di Napoli, per dimostrare che i prodotti tipici non hanno subìto danni. Dopo la campagna contro il pane prodotto da forni abusivi, l´assessore all´Agricoltura Francesco Borrelli organizza a Napoli, in piazza Trieste e Trento, sabato 8 dicembre il quarto “Festival della melannurca” con stand e degustazioni. La qualità, secondo la Provincia, non è stata compromessa dai vicini impianti di rifiuti.

 
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