AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

LETTERA A GANAPINI SUI CEMENTIFICI CASERTANI 25/11/2008

All’Assessore Regionale all’Ambiente
Dott. Walter Ganapini

Oggetto: Incenerimento CDR nei cementifici casertani

Illustre assessore Ganapini, mercoledi 19 Novembre Lei ha pubblicamente dichiarato: “Il modo migliore per usare CDR estratto dai rifiuti in co-combustione è bruciare nei cementifici, migliore del polverino di carbonio e dei combustibili inceneriti” riferendosi ai cementifici di Caserta e Maddaloni, rispettivamente Cementi Moccia spa, Cementir srl. Nell’intervista televisiva Lei afferma che non saranno incenerite le ecoballe del passato ma un rifiuto che la regione Campania dovrà ancora produrre e cioè CDR (speriamo di qualità) certificato. Siamo lieti che la S. V. si è ridimensionata rispetto a quanto riportato nelle linee programmatiche del piano regionale per la gestione dei rifiuti urbani che il suo assessorato ha sottoposto all’approvazione della giunta regionale. Ma si sa che quel che resta è ciò che si sottoscrive oltre che ai fatti. Alla pagina 32 il suo assessorato afferma che le tre cementerie campane, di cui due di Caserta, hanno presentato richiesta di conferimento ufficiale e che le stesse con l’inceneritore di Acerra e di Salerno soddisfano il fabbisogno di incenerimento già con una raccolta differenziata al 20 per cento.
È chiara la volontà di utilizzare i cementifici nell’immediato e i fatti lo dimostrano. Infatti ci risulta, a testimonianza dello stesso tecnico addetto agli impianti Cementir, che la stessa ditta ha già effettuato interventi di manutenzione al cementificio per renderlo più idoneo all’incenerimento dei rifiuti. In effetti da quello che si evince nella lettura delle linee programmatiche la S.V., nonostante si sia premurata di istituire un forum per l’ambiente, si è ancora di più preoccupata di concertare le modalità di incenerimento con gli imprenditori. La volontà e il tentativo di sostituire i cementifici con i progettati inceneritori è stata ben chiara sin dalla prima e unica partecipazione della sottoscritta al forum regionale. Già a giugno il coordinatore del forum Guido Viale affermava che Lei si incontrava con i titolari dei cementifici Moccia e Cementir e che inizialmente la Cementir aveva perplessità in merito. Perplessità fugate, visto che ha anticipato il vicino collega imprenditore Moccia.
Sicuramente la S. V. si sarà avvalsa di noti tecnici anche ambientalisti che hanno addirittura promosso tale ipotesi. Ebbene gli stessi tecnici, come il dott. Giuseppe Messina o l’ingegnere Bruno Orrico, sono tra i primi redattori del PRAE (piano regionale attività estrattive) e quindi a dichiarare l’area casertana in cui insistono cave e cementifici zona altamente critica in cui è venuta a mancare la sostenibilità ambientale. E sul presupposto di tale grave condizione del territorio casertano, distrutto dalla attività estrattiva incontrollata e dalle polveri di cementifici che operano in centri abitati, si decideva un termine di scadenza perentorio, il 31 marzo 2007, alle autorizzazione già più volte prorogate, la dismissione con ricomposizione ambientale e la delocalizzazione o chiusura di cave e cementifici.
Lei affermava, nell’intervista del 19 novembre scorso, che concedendo la possibilità agli stabilimenti di Caserta di incenerire rifiuti “si rafforza la capacità competitiva delle cementerie” e che “magari prendesse piede questa pratica già diffusa in tutta Europa e in Germania perché a basso impatto ambientale”. È poco più di un anno fa che veniva sequestrata dalla Magistratura sammaritana la discarica di Caserta considerata il pozzo dei veleni e ora sembra di assistere alla stessa scena con le stesse rassicurazioni piovute dall’alto. All’epoca di “Lo Uttaro”, unica discarica provinciale aperta dal Commissariato per l’emergenza rifiuti, fu Guido Bertolaso a rassicurare i casertani che nella stessa discarica si sarebbe sversata la FOS (frazione organica stabilizzata) del CDR di Santa Maria Capua Vetere (già declassato a trituratore di rifiuti indifferenziati e non solo urbani) e solo rifiuti della provincia di Caserta, addirittura offrendo il proprio corpo come scudo contro gli invasori. Nella discarica di Caserta non solo ci sono rifiuti altamente pericolosi e il percolato ma ha sversato tutta la regione Campania. Ora è Lei che pretende di rassicurare un popolo che subisce cavaioli e cementieri da più di 50 anni.
Egregio assessore, sei mesi fa l’abbiamo inviata a recarsi in questi luoghi proprio per evitare che Lei potesse incorrere nell’ errore che sta facendo oggi (utilizzo di questi cementifici) e, nonostante i solleciti, non siamo riusciti ad avere la sua attenzione così come diversamente l’hanno avuta gli imprenditori del cemento.
Noi siamo testimoni della competitività dei nostri cementifici, sia dal punto di vista strutturale, sia logistico, sia per come lavorano e possiamo dirle con certezza, visto che Lei paragona questi impianti a quelli della Germania, che se stessero in Germania li avrebbero demoliti. Cementifici obsoleti che insistono in centri abitati e operano senza controllo e manutenzione, sono questi i motivi della già alta capacità competitiva che Lei vuole ulteriormente incentivare regalando finanziamenti nazionali (CIP6) per l’energia alternativa. Noi siamo testimoni di come l’ente regione, compreso il suo assessorato, non ritiene di effettuare i controlli delle polveri sottili che respiriamo. Noi siamo testimoni di anni di soprusi che hanno lasciato il segno sulle nostre vite e sui luoghi dove viviamo. Noi siamo testimoni del rumore (inquinamento acustico) emesso da impianti arrugginiti per la mancata manutenzione, di come non vengono sostituiti i filtri, del fumo dei forni e del continuo propagarsi delle polveri. Per questi motivi l’avevamo invitata a recarsi nelle frazioni casertane. Da Lei ci saremmo aspettati valutazioni ponderate con la constatazione dei fatti. Ma quel che oggi la giunta regionale approva non ci meraviglia visto che già ieri approvava (anche col Suo voto favorevole) una proroga indiscriminata a tutte le attività estrattive comprese le nostre. La coerenza e la vivacità degli assessori regionali nel favorire i cavaioli e i cementieri lascia intendere una volontà politica di unire alla filiera del cemento quella dei rifiuti. Del resto cave e rifiuti già rappresentano una soluzione all’emergenza, mancavano i cementifici per completarne lo smaltimento. Nel salutarla Le rinnoviamo l’invito a visitare le frazioni casertane e Maddaloni ben lontane dalla efficiente Germania.
Cordiali Saluti
Caserta 25 Novembre 2008

Comitato Parco Cerasola-Centurano
Presidente Giovanna Maietta
Comitato di San Clemente
Presidente Giovanni Murgia

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