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Blog di Resistenza Ambientale

OSSERVAZIONI SULLA CAVA 10/02/2009

 CONFERENZA DEI SERVIZI DEL 10 FEBBRAIO 2009 AVENTE PER OGGETTO: “Progetto di coltivazione e recupero unitario per la prosecuzione dell’attività estrattiva della cava di calcare (CAVA VITTORIA cod. P.R.A.E. 61048-01) ricadente in Area di Crisi (ex ZCR.C.1), funzionale alla riqualificazione di un ampio contesto territoriale (ai sensi dell’art. 27 commi 3 e 4 delle N.d.A del P.R.A.E.) “.

DOCUMENTO DEI COMITATI E LE ASSOCIAZIONI CASERTANE.

La sottoscritta, Giovanna Maietta, nella qualità di rappresentante di Legambiente, presidente del Comitato di Quartiere di Parco Cerasola e di Centurano, portavoce dell’Asppi (Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari) in ordine alla presente Conferenza dei servizi, indetta per l’approvazione del progetto della società Cementir di ampliamento e riuso di cava pari a circa 9.500.000 mc di materiale da cavare in area di crisi in 20 anni, così come perimetrata dal PRAE, nel chiedere il rifiuto di tale autorizzazione espone quanto segue.

PREMESSO

Che con sentenza 454/08 e varie del TAR Campania, il piano regionale delle attività estrattive viene annullato. Che in seguito il consiglio di stato ha accolto la sospensiva richiesta dalla Regione Campania.

Che attualmente il PRAE, pur vigente, è comunque oggetto di contenzioso.

Che uno dei motivi che ha determinato l’annullamento del Tribunale Amministrativo è la mancata acquisizione del parere dell’autorità di bacino cosi come previsto dalla legge 54/85. Il contenzioso amministrativo e i ritardi della giunta regionale all’esecuzione di una serie di adempimenti tra cui l’istituzione dei comparti ai sensi dell’art. 89, comma 7 delle n.d.a hanno di fatto determinato l’impossibilità di rilasciare nuove autorizzazioni. Per tale motivo nonostante che l’art. 89, comma 16 fissava la perdita di efficacia delle autorizzazioni rilasciate ai sensi dell’art. 36 della L.R. 54/1985, il dirigente del genio civile di Caserta Vincenzo Di Muoio eccezionalmente prorogare con decreti e direttive le autorizzazioni rilasciate ai sensi della L.R. 54/85 e s.m.i. già prorogate al 30 giugno 2006 ai sensi dell’art. 16 della L.R. 11 agosto 2005 n.15. Una procedura anomala e da ritenersi contro legem, visto che il PRAE fissava per le vecchie autorizzazioni come termine perentorio di scadenza il 31 Marzo 2007.

Che Le proroghe concesse dal dirigente di settore derogavano alle norme del PRAE che hanno forza di legge.

Che le proroghe alla prosecuzione dell’attività estrattiva “residua” erano rilasciate alle ditte Cementir srl, Moccia spa e Fran.ca srl con direttive del dirigente del settore ricerca e valorizzazione cave, torbiere, acque minerali, n.516733 del 7/06/2007 e n.631058 del 12/07/2007 e con decreti dirigenziali di aprile 2008

Che la prova dell’illegittimità dell’operato dirigenziale è la necessita di approvare una legge regionale di proroga. Il 22 ottobre 2008 il Consiglio regionale approva, nelle more del PRAE, la legge n. 14″Norma urgente in materia di attività estrattiva” che proroga le attività estrattive fino al 30 giugno 2010.

Che la legge n.14, entrata in vigore il 6 novembre 2008, a tutela delle ZAC e aree di crisi al comma 4 dell’art. unico prevede per esse l’ esclusiva ricomposizione ambientale.

Che nel periodo intercorso tra l’approvazione in giunta della legge, il passaggio alle commissioni regionali con sostanziali modifiche e il voto in consiglio regionale del testo riformulato, il dirigente del genio civile di Caserta Vincenzo Di Muoio approva i piani di dismissione delle ditte Cementi Moccia spa e Fran.ca spa ai sensi dell’art. 28 delle n.d.a del PRAE. Tale approvazione è motivata da una procedura già svoltasi e conclusasi ai sensi dello stesso art.28 del PRAE. E’ da dire, inoltre, che seppur prevedendo un ingente quantitativo di materiale da estrarre l’approvazione di detti piani non ha implicato il rilascio di una nuova autorizzazione ma avrebbe dovuto obbligare però all’acquisizione della VAS e della VIA.

Che il 6 gennaio 2009 è inoltrato alla Corte Costituzionale, dal Presidente del Consiglio dei Ministri, ricorso avverso alla legge regionale n. 14/2008. Il governo solleva l’eccezione di legittimità costituzionale.

CONSIDERATO

Che la legge di proroga sia per la coltivazione sia per la ricomposizione avrebbe dovuto includere la VIA;

Che il proseguimento dell’esercizio di cava è, pertanto, in netto contrasto con la normativa comunitaria in materia di valutazione d’impatto ambientale e con l’art.117 della Costituzione Italiana che affida allo Stato l’esclusiva competenza in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema.

Che il ricorso del governo sospende in automatico la legge regionale che nasceva nelle more di un PRAE da riconsiderarsi una volta sciolto dal contenzioso amministrativo e aggiornato ai sensi di legge.

Che la necessità della legge di proroga scaturiva dall’impossibilità di rilasciare nuove autorizzazione.

Che la società Cementir Italia srl chiede il rilascio di una nuova autorizzazione ai sensi dell’art. 27 del PRAE e l’ampliamento della cava Vittoria sui versanti ovest ed est ricadenti nel comune di Maddaloni. I suddetti due versanti sono divisi in area A e area B e i tempi calcolati per la realizzazione del progetto sono circa 20 anni nel corso dei quali si estrarranno complessivamente mc 9.467.650 di materiale calcareo.

Che la Cementir, riclassificata interamente in area di crisi con delibera di giunta regionale n.579 del 4 aprile 2007, ha presentato l’attuale progetto di ampliamento integrato e modificato il 31 10 2008.

Che ai sensi dell’art.27 delle n.d.a del PRAE il limite di estensione del perimetro di cava è pari al 30 per cento rispetto alle superfici assenti e anche in deroga e che tale margine di ampliamento è da considerarsi il massimo consentito per legge. La Cementir pur presumibilmente rientrando nel limite massimo autorizzabile non rientra però nel termine temporale consentito, pari cioè a 5 anni prorogabili per altri tre anni.

Che la ditta Cementir srl ha fatto richiesta, per le destinazioni finali del sito, di riuso dell’area.

Che in base al vigente PRGC l’area è classificata zona omogenea E1-territorio rurale collinare di salvaguardia paesistica. L’art 67 del PRAE prevede che le destinazioni ammissibili per il riuso dei siti di cava devono essere compatibili con le destinazione degli strumenti urbanistici locali e con quelle destinazioni previste nelle varianti introdotte con le procedure di cui all’articolo 5 del D.P.R. n.447/1998 e s.m.i. e art. 12 della L.R. 16/2004.

DATO ATTO

Che in merito al progetto di coltivazioni, le osservazioni espresse potrebbe ritenersi valide se si potesse considerare senza alcun altro ostacolo l’art. 27 delle n.d.a. del PRAE. La cava Vittoria ricade, infatti, in zona collinare di tutela paesistica con dichiarazione di notevole interesse pubblico ai sensi della L.1497/39 e dell’attuale PRGC di Maddaloni.

Che, inoltre, come da cartografia allegata al PRAE, sono delimitate nell’area di ampliamento diverse zone interessate da incendi boschivi.

Che pur volendo – e non è dato sapere come – svincolare dai vincoli persistenti (o preesistenti?) (tra i quali anche quelli dell’autorità di bacino e della soprintendenza ai beni e le attività culturali) l’area interessata dal progetto di ampliamento, esistono due validi motivi ostativi al rilascio della nuova autorizzazione che sono la mancata VIA e la mancata VAS .

PER QUANTO SOPRA PREMESSO E CONSIDERATO

e per la criticità in cui versa il territorio di Caserta e Maddaloni già oggetto di incontrollata attività estrattiva, diffusa illegalità che ha generato uno squilibrio nel microclima, disagi alla vivibilità urbana, distruzione del paesaggio e del sistema collinare dei monti Tifatini, per la presenza di attività umane incompatibili con l’attività estrattiva e di industrie insalubri quali i cementifici, per l’ormai prossima apertura del policlinico universitario, per il diffuso degrado esistente sul territorio, per la presenza diffusa di milioni di tonnellate di rifiuti, per le emissioni e quant’altro tali attività hanno reso invivibile e incompatibile tali attività con la quotidianità, la sottoscritta, in nome e per conto dei comitati e associazioni in epigrafe indicati.

SI OPPONE

formalmente al progetto di ampliamento della Cementir e nel diffidare il competente dirigente al rilascio di nuova autorizzazione

CHIEDE

alla presente conferenza dei servizi di esprimere parere negativo al rilascio del titolo autorizzatorio per l’esecuzione del progetto di coltivazione e recupero unitario per la prosecuzione dell’attività estrattiva della cava di calcare “CAVA VITTORIA” con cod. PRAE 61048-01, ricadente in area di crisi.

CHIEDE INOLTRE

quale rappresentante di interessi diffusi ai sensi della legge 241/90, della convenzione di Aarhus, della carta di Aalborg, di prendere visione dei progetti e successive e/o eventuali modifiche presentati dalla ditta Cementir Italia srl, al fine di consentire l’integrazione del presente documento.

 Caserta, 10 febbraio 2009

Firmato

 Sig. ra Giovanna Maietta

 Aderiscono al presente documento le seguenti associazioni e comitati:

 Comitato di Quartiere Parco Cerasola e Centurano Sig. ra Giovanna Maietta

Circolo di Legambiente Caserta Dott. Leopoldo Coleti

Asppi (Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari) Prof. Gianfranco Tedesco

Comitato Vivibilità di Maddaloni Sig. Antonio Cuomo

Comitato per La Salute Pubblica di Maddaloni Sig. Michele Venturino

Comitato civico di San Clemente Sig. Giovanni Murgia

Comitato per la Tutela Acqua Pubblica Prof.ssa Mena Moretta

LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) Dott. Matteo Palmisani

Comitato Emergenza Rifiuti Sig. Antonio Roano

Associazione “Terra Nostra” Dott. Pasquale Costagliola

CO.AS.CA. (coordinamento associazioni casertane) Prof.ssa Anna Giordano

WWF Caserta Dott. Raffaele Lauria

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