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Blog di Resistenza Ambientale

PER CASERTA NIENTE PROROGA ALLE CAVE

In riferimento alla legge regionale approvata ieri, un comunicato sulla questione cave firmato da Giovanna Maietta, presidente del Comitato Parco Cerasola – Centurano

Caserta – 24/10/2008 – È stato un tour de force escludere il territorio di Caserta dalla proroga alle attività estrattive e vincolare tale proroga alla sola riqualificazione ambientale. Il disegno di legge approvato ieri dal Consiglio regionale riafferma con maggiore forza che nelle aree altamente critiche la sola attività che può svolgersi è quella della ricomposizione ambientale ed esclude la possibilità di cavare se non unicamente ai fini della riqualificazione.
La necessità di questa proroga nasce dalla inattuabilità del piano cave oggetto di un contenzioso amministrativo. In effetti il PRAE (Piano Regionale Attività Estrattive) pur essendo in vigore non può essere considerato. Ed essendo il piano regionale anche uno strumento di programmazione non potendosi rilasciare nuove autorizzazione è subentrata la necessità di prorogare le vecchie autorizzazioni. Un altro motivo è quello che lo stesso PRAE imponeva come termine ultimo di scadenza alle autorizzazioni rilasciate ai sensi della legge 54/85 il 31 Marzo 2007.
Diversamente dal genio civile di Caserta, che da quella data ad oggi ha prorogato con atti che noi riteniamo illegittimi e da noi denunciati alla Magistratura, il dirigente del genio civile di Benevento nel rispetto del PRAE e dell’ultima scadenza dettata non ha rilasciato proroghe. Da qui nasce l’esigenza del beneventano di avere uno strumento di legge alquanto legittimo che consentisse la prosecuzione della coltivazione delle cave.
Ma il testo di legge allo stato iniziale cosi come era stato approvato dalla giunta bassoliniana metteva a rischio anche il territorio casertano perché consentiva l’automatica proroga di tutte le attività estrattive, ed essendo subentrato il dissequestro di tutti gli impianti casertani, avremmo rischiato che tutti i cavaioli avanzassero pretesa di cavare ancora, nonostante gli abusi fatti.
La legge che si è generata nelle more dell’attuazione del PRAE prende vigore proprio dall’impossibilità di poter considerare il piano cave. Questa legge ci da la possibilità di pretendere che i nostri colli siano riqualificati e non più oggetto di scempi ed è proprio su questo presupposto che diffideremo il genio civile di Caserta ad annullare i piani di dismissione approvati alla ditta Moccia e Fran.ca attraverso i quali si è concesso il 29 Luglio scorso di cavare rispettivamente 2 milioni e 1 milione di m3 di materiale.
Saremo vigili garantendoci che questa legge non possa essere interpretata diversamente da come è stata concepita così come è accaduto con il piano cave, ma siamo certi che dobbiamo difenderci ancora duramente da imprenditori e funzionari di parte.
Oggi abbiamo raccolto un risultato positivo grazie ad una azione trasversale di più parti politiche ma soprattutto all’impegno del consigliere regionale casertano Angelo Polverino che ha profuso tutto il suo impegno lavorando sinergicamente con i comitati civici. Condividiamo anche la posizione dei consiglieri che hanno detto no alla proroga e che hanno inciso nel miglioramento della legge come il consigliere Gennaro Oliviero dello SDI, Scala del PRC, Buono dei Verdi e Paolo Romano di Forza Italia. Ma pur condividendo e solidali con la volontà di bloccare le attività estrattive non potevamo insistere su una linea che alla fine avrebbe sicuramente messo ad alto rischio il nostro territorio. Non dare la proroga e la possibilità alla coltivazione di cava per Benevento significava rischiare che lo stesso disegno di legge cosi come approvato dalla giunta sarebbe passato inevitabilmente come emendamento in qualche finanziaria bis.

Comitato Parco Cerasola -Centurano
Il presidente Giovanna Maietta

 
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