AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

PER LE “LINEE PROGRAMMATICHE”, DIFFIDA ALLA REGIONE

Caserta, giovedì 6 novembre 2008

Spett.le
Regione Campania
Assessorato all’Ambiente
Via De Gasperi n. 28
Rif. n. 435/LA/lp
80134 – N A P O L I
e p.c. Spett.le
Procura della Repubblica
c/o Tribunale di Napoli
sez. Reati Ambientali.
Palazzo di Giustizia
Centro Direzionale
– NAPOLI (NA)

Oggetto: Del. G.R. n. 2013/08 di approvazione delle linee programmatiche 2008/13 per la gestione dei rifiuti urbani

La presente in nome e per conto di Comitato Parco Cerasola e Centurano in persona del Presidente sig.ra Giovanna Maietta, che agisce anche in proprio e nella qualità di residente in Centurano – Caserta alla Via Pasteur n. 38, Comitato di San Clemente in persona del presidente sig. Giovanni Murgia, che agisce anche in proprio e nella qualità di residente in San Clemente – Caserta alla via Cittadella n. 8, che sottoscrivono la presente in segno di accettazione e ratifica per evidenziarVi quanto segue.

La giunta regionale il 15 ottobre 2008 ha approvato le linee programmatiche 2008-13 per la gestione dei rifiuti urbani predisposte dall’assessorato regionale all’ambiente. Alla pagina 4 del documento redatto dall’assessorato all’ambiente si indicano i cementifici come possibili inceneritori di CDR (combustibile derivato dai rifiuti), utenze terze e non dedicate allo smaltimento dei rifiuti. Alla pagina 32 si fa riferimento a una richiesta di conferimento ufficiale avanzata dalle tre cementerie campane, prevedendo una combustione di 300.000 t/a. La delibera di giunta n. 1653 che approva i criteri attuativi delle sopravvenute disposizioni legislative in materia di gestione dei rifiuti urbani e quindi anche l’incenerimento nei cementifici di Caserta e Maddaloni, non può derogare assolutamente alla normativa nazionale vigente.

Inoltre non si riesce a comprendere come la Giunta, tramite “Linee guida”, possa stabilire normative per lo smaltimento rifiuti, sostituendosi al legislatore nazionale, regionale e al Commissariato di Governo ed integrando il Piano Rifiuti e Cave.

Il decreto legge 23 maggio 2008, n. 90 convertito in legge con modificazione il 14 luglio 2008, n. 123, al comma 2 dell’art. 6 prevede la co-combustione nei cementifici e nelle centrali termoelettriche di CDR-Q (combustibile da rifiuti di qualità) previa conversione degli impianti CDR di cui al comma 1 dello stesso articolo di legge, in impianti di compostaggio di qualità e per le attività connesse alla raccolta differenziata ed al recupero, per la trasferenza dei rifiuti urbani, nonché per la produzione di combustibile da rifiuti di qualità (CDR-Q) da utilizzarsi in co-combustione nei cementifici e nelle centrali termoelettriche. Il decreto legge 30 novembre 2005, n. 245, ed in particolare l’art. 1, comma 1, ha previsto la risoluzione del contratto con le affidatarie del servizio smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, Fibe spa e Fibe Campania spa. Ai sensi dell’ ordinanza n. 3479 del 2005 il commissario delegato aveva già accertato previa verifiche che lo stato di conservazione e manutenzione degli impianti di CDR siti in Caivano (Napoli), Tufino (Napoli), Giugliano (Napoli), Santa Maria Capua Vetere (Caserta), Pianodardine (Avellino) Battipaglia (Salerno),e Casalduni (Benevento), non era tale da garantire il mantenimento delle autorizzazioni già concesse ai fini della realizzazione degli impianti medesimi e ai fini del loro esercizio. L’ OPCM n. 3481 del 30 Novembre 2005 autorizzava l’esercizio degli impianti solo per la produzione di tritovagliato, declassando la frazione prodotta dagli impianti campani da CDR (CER 191210) a frazione secca (CER 191212) e la FOS (CER 190503) a frazione umida (CER 190501). La CTU della dottoressa Maura Sanna depositata nel 2004 alla procura della repubblica di Napoli dimostrava che il prodotto degli impianti campani non è CDR cosi come previsto dal decreto ministeriale del 5 febbraio 1998. L’art. 74 del decreto legislativo n. 112/98 al comma 2 attribuisce alle Regioni, sentiti gli enti locali il compito di individuare le aree caratterizzate da gravi alterazioni degli equilibri ecologici nei corpi idirici, nell’atmosfera e nel suolo che comportano rischio per l’ambiente e la popolazione. Il 30 giugno 2006 è entrato in vigore il piano regionale delle attività estrattive che all’ art. 27 e 28 vengono dichiarate aree di crisi e zona altamente critiche le aree in cui ricadono le attività estrattive di Caserta e Maddaloni e in cui insistono due cementifici di cui si prevede la consequenziale delocalizzazione a dismissione obbligatoria dell’attività estrattiva ai sensi delle n.d.a del PRAE e/ o ai sensi della recente legge regionale approvata il 22 ottobre 2008. La deliberazione della giunta regionale n. 1500 del 19 settembre 2008 conferma l’interesse pubblico alla procedura di delocalizzazione dell’attività estrattiva ed industriale della società Cementi Moccia spa. Le attività dei cementifici risultanti industrie insalubri di prima classe per emissioni delle polveri sospese respirabili PM10 è sottoposta alla disciplina del decreto n. 203 del 24 maggio 2008 e del decreto n.351 del 4 Agosto 1999. Ai sensi del decreto 2/04 2002 n. 60 deve essere effettuato il controllo delle polveri sottili respirabili PM10 per la determinazione in continuo delle polveri di immissione del cementificio. Dagli ultimi riscontri avuti dal CRIA (Centro regionale Inquinamento atmosferico) e dall’ARPAC (agenzia regionale protezione ambientale della Campania) si accerta che nelle aree interessate da cave e cementificio non si è provveduto ad effettuare il rilevamento delle PM10 (nota del CRIA del 29/09/08 prot. N. 7765 e nota e trasmissione relazione tecnica su sopralluoghi e misurazioni di polveri effettuate dall’ARPAC prot. N. 530 del 21 gennaio 2008 e trasmesse alla polizia municipale). Pertanto nel presentare alla delibera in oggetto

formale opposizione si diffida

la Regione Campania dall’autorizzare con qualsiasi atto le ditte Cementi Moccia spa e Cementir srl rispettivamente operanti nei comuni di Caserta e Maddaloni, aree altamente urbanizzate, ad incenerire nei cementifici qualsiasi tipologia di rifiuti finora prodotti nella regione Campania e dagli impianti di CDR.

Tanto si comunicava anche alla Procura della Repubblica per quanto di competenza.

Distinti saluti
Comitato Parco Cerasola-Centurano avv. Luigi Adinolfi
Sig. Giovanna Maietta
Comitato di San Clemente
Sig. Giovanni Murgia

 
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