AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

PER UN’IMMEDIATA BONIFICA DEL SITO E DELLE ISTITUZIONI – documento COMER

COMITATO EMERGENZA RIFIUTI

Il Tribunale Civile di Napoli ha accolto il ricorso ex art. 700 c.p.c. presentato dal Comitato Emergenza Rifiuti e ha verificato per la discarica a Lo Uttaro gravi irregolarità nell’individuazione e nell’utilizzo. Ha accertato che il sito era illegittimo, illegale, inquinato e inquinante. La magistratura penale di Santa Maria Capua Vetere, a seguito di denunce del Comitato Emergenza Rifiuti, ha posto i sigilli alla discarica e ha inviato 12 avvisi di garanzia ai responsabili del disastro. Una questione è chiusa.
Il sito era stato offerto al commissario Bertolaso da uno pseudo comitato tecnico-scientifico alterando i dati reali con dichiarazioni false (infatti poteva contenere 200.000 mc e non 450.000 mc di rifiuti come dichiarato). Il Commissario, senza alcuna verifica seria e affidabile, circondandosi di personaggi incompetenti e in qualche caso agli onori delle cronache giudiziarie, ha dilapidato tempo e risorse finanziarie enormi perpetuando e aggravando il vasto inquinamento ambientale per tutte le sue matrici, in particolare le falde acquifere e l’aria.
 Il sito era stato scelto, contro ogni logica ambientale e ingegneristica, dal presidente dell’amministrazione provinciale di Caserta, di concerto con il sindaco della città capoluogo e con il signor prefetto. Tra gli effetti della scelta ci sarebbero stati il risanamento nell’ombra di situazioni pregresse di illegalità. Le stesse che precedenti commissari delegati, prefetti di Napoli e Caserta, avevano più volte accertate e segnalate, a partire dal 1994, informandone anche l’autorità giudiziaria. Il sito scelto era di esiguo volume e nel giorno del sequestro, il 20 novembre scorso, era già pieno di rifiuti. Entro pochi giorni avrebbe dovuto comunque essere chiuso.
Il Comitato Emergenza Rifiuti esprime la sua profonda soddisfazione e gratitudine alla magistratura che, ancora una volta, ascoltando le ragioni della società civile, ha fatto trionfare la verità e posto un punto fermo sulla cosiddetta emergenza rifiuti. La magistratura, pur operando in un contesto difficile, ha portato rapidamente a termine le indagini e ha avviato il procedimento per punire i colpevoli. Ai magistrati e alle forze dell’ordine i cittadini confermano un sostegno forte perché vadano fino in fondo in quest’impresa e rivolgono un ringraziamento duplice: per aver consolidato il valore della democrazia, per aver ridato speranza nelle istituzioni e nel patto sociale a un popolo abbandonato. Il sostegno viene ancora rinnovato in un momento in cui con pressioni strumentali, anche di amministratori pubblici, si tenta di far arretrare un processo di ripristino della legalità nel nostro territorio.
Il Comitato ringrazia i legali e quanti con la loro professionalità e partecipazione hanno consentito di raggiungere l’obiettivo.
È necessario ricordare che il Comitato, sin dalla firma del protocollo d’intesa (11 novembre 2006), si era preoccupato di informare le autorità sul reale stato delle cose: sulle scelte interessate per il sito, effettuate sulla base di dichiarazioni false di pubblici dipendenti, e sul successivo stato di assoluta precarietà e illegalità della discarica, su come essa è stata gestita da personale scelto incautamente dal dottor De Franciscis e dal vice prefetto dottor Provolo, nella qualità di commissario e vice commissario del Consorzio ACSA Ce3 cui il dottor Bertolaso aveva delegato la gestione.
Già ad aprile, a cantiere di allestimento della discarica ancora aperto, RAI News 24 aveva divulgato per quattro giorni in tutto il mondo il filmato e le dichiarazioni del capo cantiere che ammetteva l’esistenza di ingenti quantitativi di rifiuti sotto la copertura del sito.
Già nel mese di marzo c’era stato un incontro sulla questione della discarica tra rappresentanti del Comitato e i partiti della sinistra, la CGIL, le istituzioni, presenti il sindaco di San Marco Evangelista, il Presidente della Provincia, il Prefetto, l’assessore provinciale all’ambiente, il delegato del commissario di governo e i più alti vertici territoriali delle forze dell’ordine. Il Comitato aveva chiesto ufficialmente al prefetto un accertamento attendibile, tramite carotaggi, sulla preesistente presenza di rifiuti nella cava Mastropietro. Per tale richiesta c’era stato un deciso rifiuto da parte del prefetto signora Stasi. In quell’incontro il rappresentante del Commissario di governo si era impegnato, per realizzare un corretto ciclo dei rifiuti, a una pronta installazione di 5 impianti di compostaggio nel territorio provinciale. Quegli impianti ancora non sono stati realizzati.
In una riunione successiva, nello scorso ottobre, il prefetto Pansa ha dichiarato che gli impianti di compostaggio non potevano essere messi in funzione in quanto risultavano, nel frattempo, “cannibalizzati”. La circostanza appare oscura, visto che nessun impianto di compostaggio risulta essere stato mai installato sul territorio regionale. Il Comitato chiede che la Corte dei Conti intervenga per fare luce sulla vicenda.
Tutta lo sporco intrigo intorno a Lo Uttaro appare basato su un arrogante presupposto di impunità da parte dei decisori protagonisti.
La Magistratura è stata costretta, ancora una volta, a fermare scelte illegali e pericolose effettuate da una classe politica incapace e non all’altezza di gestire la cosa pubblica. E a intervenire per tutelare l’ambiente e i cittadini che, oppressi da una persistente e ormai sistemica emergenza rifiuti, sono stati esposti a un pericolo sanitario certo.
Il commissario delegato Bertolaso, il prefetto signora Stasi, il Sindaco di Caserta Petteruti e il presidente della provincia De Franciscis erano stati tutti subito edotti da questo Comitato sullo stato reale del sito di Lo Uttaro, sulle sue pregresse vicende, sul suo stato di illegalità. Uno stato peraltro non segnalato dai funzionari nella commissione per la selezione dei siti, commissione della quale faceva parte anche l’architetto De Biasio. Il Comitato, come l’Università Federico II (il professor De Medici), sin dal febbraio 2007 aveva indicato siti alternativi e ipotesi di lavoro diverse dalla discarica. Lo stesso Bertolaso, in un’audizione alla Camera dei Deputati, aveva dichiarato che in Campania esistono ben 665 siti-cave idonei a essere trasformati in discariche.
Il Comitato ha inutilmente sollecitato la Provincia a elaborare il piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti, per il quale siamo rimasti inutilmente in attesa un anno. Il Comitato ha elaborato precise proposte per superare la crisi in corso, ma è rimasto inascoltato. Ha cercato di supportare (con il Comitato dei Garanti) anche la fase di gestione della discarica, nonostante la contrarietà all’apertura, proprio per arginare e controllare che almeno le operazioni quotidiane fossero corrette e rispettose della legge e del buon senso. Neanche questo ha potuto ottenere. Gli sono state opposte difficoltà di ogni tipo.
Se anche si fossero rispettati i parametri di legge per il materiale sversato la produzione di percolato avrebbe inquinato la falda, in quanto l’impermeabilizzazione presentava larghi squarci. Però si è fatto di molto peggio: nella discarica si è sversato di tutto, anche materiale pericoloso e fanghi di depurazione. Il Comitato Emergenza Rifiuti giudica scandaloso e preoccupante che le sollecitazioni e gli inviti a fare qualcosa da parte del Comitato dei garanti siano rimaste costantemente inascoltate dal Prefetto Pansa, come da tutte le autorità locali responsabili anche della tutela della salute pubblica. L’unica risposta dai decisori politici è stata quella di nominare nel comitato dei garanti altri politici senza alcuna competenza e volontà di garantire che a Lo Uttaro la legge venisse rispettata. L’idea era evidentemente solo di controllare e frenare l’operato dei tecnici del Comitato dei garanti, soli esperti presenti nel gruppo e indicati dal Comitato Emergenza Rifiuti.
In tutta questa situazione, con la presenza della discarica sul territorio, la raccolta differenziata a Caserta, così come nella conurbazione (San Nicola, Maddaloni, San Marco Evangelista), è precipitata a percentuali ridicole, mentre la TARSU è aumentata e a Caserta è la più alta d’Italia. I rifiuti rimangono nelle strade e le aree da bonificare sono rimaste come monumenti al disinganno dei cittadini e all’incompetenza di amministratori arroganti e inetti.
Adesso ci aspettiamo ancora giustizia e una bonifica generale: del sito abusivo, illegale e pericoloso di Lo Uttaro e delle amministrazioni che hanno agito contro i cittadini. Occorre rapidamente ridare fiducia nelle istituzioni democratiche alla popolazione campana. Una popolazione di cui è stata per giunta compromessa l’onorabilità, da affaristi, da colletti bianchi, da una classe politica non meritevole della fiducia ricevuta.

Per questi motivi il Comitato Emergenza Rifiuti chiede:

Alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che ha operato il sequestro della discarica illegale e pericolosa, considerato che la discarica da un punto di vista biologico e chimico è in piena attività, di affidare ad horas la gestione dell’impianto al Genio militare per la messa in sicurezza del sito, il recupero e allontanamento del percolato, il controllo del biogas. Potrà esserci la consulenza degli organi dello Stato di cui in precedenza si sono avvalsi i prefetti Improta e Catalani;

Al commissario delegato e prefetto Pansa
1) l’immediato avvio del procedimento per lo svuotamento e la bonifica, sia del sito Mastropietro sia di tutta la zona Lo Uttaro, già dichiarata sito di interesse nazionale. Tenendo conto del fatto che la bonifica si sarebbe dovuta attuare sin dal 1994, in funzione di quanto rappresentato ufficialmente dal Prefetto di Napoli, e dal 2005 per quanto stabilito dal Presidente della Regione Campania Commissario per le bonifiche;
2) la predisposizione di un accurato studio di caratterizzazione e messa in sicurezza avvalendosi di professionalità universalmente riconosciute come tali;
3) l’accoglimento delle proposte delle associazioni ambientaliste e dei vari comitati per superare l’attuale crisi regionale sul ciclo dei rifiuti;

Al Ministro degli Interni l’invio di una commissione di accesso alla Provincia di Caserta e al Comune di Caserta, per accertare eventuali irregolarità degli atti amministrativi. Sarebbe opportuno, inoltre, in via cautelativa, disporre il trasferimento di quanti, nella Provincia, nella Prefettura e nel Commissariato di governo per l’emergenza rifiuti, secondo le indagini della magistratura, hanno generato l’attuale scempio ambientale e istituzionale, con le loro dichiarazioni false, le omissioni, ecc.

Caserta, 22 novembre 2007 – COMITATO EMERGENZA RIFIUTI

 
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