AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

SEI A ZERO

6 idee per l’emergenza rifiuti  (link all’originale ^)
di Sandro De Franciscis
7 /12 / 2007
Dopo i due recenti incontri con Walter Veltroni, martedì con i coordinatori provinciali e ieri per la prima riunione del Coordinamento nazionale del PD, sento di ribadire il pieno e convinto assenso alla linea del segretario nazionale di costruzione di un partito che vuol essere strumento di collegamento tra il centro e le periferie. Oggi possiamo dibattere nella casa comune dei democratici dei temi più avvertiti – che Veltroni ha indicato nei problemi che scaturiscono dall’affrontare la vita di tutti i giorni, nella sicurezza, al capitolo dei salari e dei crescenti costi, nel sistema-tasse, riguardo l’ambiente e i valori – cercando di trovare delle risposte.
Personalmente non ho voluto sciupare l’occasione della convocazione del Coordinamento nazionale per portare al centro del dibattito di ieri le istanze che vengono quotidianamente sollecitate dai cittadini della Campania. Ho chiesto, alla presenza di esponenti di governo e delle istituzioni, di tenere in conto la necessità di rinnovate politiche per fronteggiare l’emorragia di posti di lavoro seguita alla crisi dell’industria e ho posto l’accento sul dovere di spingere perché il Parlamento si riappropri delle sue prerogative in tema di emergenza rifiuti in Campania. Ho detto che non sono i soldi che servono al superamento del problema. Noi non vogliamo un solo euro di più. Chiediamo piuttosto:
1) il ripristino immediato dei poteri ordinari ai Comuni e alla Province;
2) la individuazione di una data certa per il congelamento del debito allo scopo di attivare una rinnovata e virtuosa amministrazione del settore;
3) un intervento deciso sui contenziosi vigenti tra Stato e Impregilo-Fibe e con Iacorossi per la realizzazione dei termovalorizzatori  e la partenza delle opere di bonifica dei siti documentatamene inquinati;
4) una spinta verso la competizione tra imprese specializzate del settore sotto la guida delle normative vigenti in materia di appalti e di lavoro;
5) poche ma chiare ed efficaci sanzioni da affidare alle polizie locali per ottenere il rispetto delle normative europee, nazionali e regionali in materia di smaltimento illecito dei rifiuti;
6) la revoca delle disposizioni previste dalla Legge 5 luglio 2007 che impone l’aumento della Tarsu dal 1 gennaio 2008 ai cittani della seconda più popolosa regione d’Italia che vivono ancora con le montagne di spazzatura davanti alla porta di casa.
La Campania, come già detto, non chiederebbe al Paese un euro in più. Si tratterebbe, piuttosto, di dare corso ad ipotesi di superamento del dramma rifiuti che nascono dall’esperienza di tanti di noi impegnati nel governo degli Enti locali dando così un senso compiuto al concetto di una democrazia che decide. Il Partito Democratico può e deve farsi carico di rilanciare un diverso approccio verso questo tema. Sono fiducioso che ciò avvenga e che avvenga dietro la spinta corale di tutti i livelli del partito. La Campania, da parte sua, non farà mancare il ruolo di stimolo continuo. 

====================

News del 23/02/2006

Tutela dell’ambiente, l’impegno della Provincia
De Franciscis: “Caserta mai più terra di rifiuti” 
(link all’originale ^)

La Provincia di Caserta eserciterà una rinnovata e più ferrea azione di controllo su ogni tipo di attività, specie di stoccaggio di rifiuti e di produzioni di industrie inquinanti, che si intendono realizzare e delocalizzare sul territorio. Lo ha annunciato oggi, a San Felice a Cancello, il presidente Sandro De Franciscis, durante i lavori della prima delle due giornate di convegno su “La Provincia a tutela dell’ambiente”, organizzate dal presidente del Consiglio provinciale, Pasquale De Lucia.
“Dobbiamo essere in grado – ha detto De Franciscis – di azzerare l’idea che fino ad oggi si è avuta del nostro territorio: quella della vocazione a raccogliere il peggio degli altri, dell’area metropolitana di Napoli in particolare. E dobbiamo farlo mostrando capacità di progettare, capacità di intercettare fondi e risorse e imparando a coordinare le nostre potenzialità. Sono fiducioso che ciò avvenga, perché oggi è ulteriormente migliorato il rapporto fra le istituzioni, in primis con la Regione, e sono cambiati gli strumenti e l’approccio per la riorganizzazione del territorio”. Qui De Franciscis ha fatto riferimento al Puc di San Felice a Cancello, “il primo dei 104 Comuni della Provincia arrivato alla nostra attenzione”, ha osservato. E, quindi, al Piano di coordinamento territoriale, sulla cui funzione è tornata l’assessore provinciale all’Urbanistica, Maria Carmela Caiola (intervenuta ai lavori moderati dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ermanno Corsi, con la collega di Giunta Tiziana Panella), dal momento che sarà al centro della seconda giornata di studi, ancora alla presenza di esperti ed istituzioni, in programma domani a Caserta.

torna al post collegato QUISQUILIE E PINZILLACCHERE 2 ^

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: