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Blog di Resistenza Ambientale

TRASPARENZA ZERO – rassegna stampa

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PANORAMA 01/11/2007 Napoli: dopo 14 anni arriva il piano rifiuti CARLO PUCA
Il Mattino – Caserta 04/11/2007 Caserta ha la discarica e i rifiuti a terra ANTONIO PISANI
La Repubblica – Napoli 05/11/2007 Giugliano, presidio contro i camion OTTAVIO LUCARELLI

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PANORAMA 01/11/2007
Napoli: dopo 14 anni arriva il piano rifiuti
CARLO PUCA

RECORD Il prefetto Alessandro Pansa in pochi mesi è riuscito dove i predecessori hanno fallito. Ora punta il dito contro mele marce e camorra. E chiede di schierarsi.

La lotta agli sporchi affari della camorra, le inchieste sui politici, il recupero a sorpresa di Impregilo, la denuncia delle mele marce del commissariato straordinario: a ogni dubbio Alessandro Pansa replica pacato ma deciso, al punto da vincere la diffidenza. Perché sulla «monnezza» di Napoli la battuta viene facile: altro che risanare le Ferrovie, come sosteneva Giulio Andreotti. Oggi al mondo ci sono due tipi di matti: quelli che credono di essere Napoleone e quelli che pensano di risolvere il problema dei rifiuti in Campania.
A maggior ragione dopo che ci hanno provato in tanti, provocando disastri mentre spendevano almeno 900 milioni di euro (con l’ultimo riconteggio il muro del miliardo è a pochi spiccioli). «Ma io ho l’ottimismo della volontà. Ce la metto tutta, sono capatosta» testadura, ribatte Pansa, l’homo novus partenopeo, chiamato da Roma a mettere ordine nella città più disordinata dell’Occidente.
Il prefetto di Napoli, che da sei mesi è anche commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, è di una pazienza impressionante. Il contrario dell’ultimo commissario, Guido Bertolaso. Ma Pansa evita anche il politichese dei due Antonio, Rastrelli e Bassolino, i governatori-commissari. E ha una dialettica distante dal «prefetturese» d’ordinanza di un (in)dimenticabile commissario-prefetto, Corrado Catenacci.
Ecco, Pansa è diverso da tutti i suoi predecessori. Se non altro per un particolare non secondario, se si considera che è riuscito dove hanno fallito tutti gli altri per 14 lunghi anni: in pochi mesi ha già redatto un vero piano rifiuti per la Campania.
Il piano, triennale, è stato lavorato anche da tecnici del territorio e punta alla certificazione dell’Unione Europea, «a differenza di quanto accadeva in passato, quando il commissario presentava un documento privo di valenza generale e vincolante». Per il via libera manca soltanto l’intesa con il ministero dell’Ambiente di Alfonso Pecoraro Scanio.
Il piano punta al 25 per cento di raccolta differenziata nel 2008, alla riduzione del 5 per cento della raccolta ordinaria, al riadeguamento di sei impianti per produzione di combustibile e compostaggio, a confermare il termovalorizzatore di Acerra e aggiungere quello di Santa Maria La Fossa. Quanto alle discariche, «ne avremo sempre bisogno» afferma Pansa «ma per quelle nuove noi non possiamo fare niente. La normativa prevede che le scelte vengano fatte dal territorio. Sono le cinque province che devono dirmi dove vogliono che mettano gli impianti. Attendo soltanto le indicazioni di Caserta e Salerno».
Talvolta accade che le province scelgano siti su territori dove sono assenti padrini politici. «È un rischio, certo. Ma c’è anche il rischio inverso. Il padrino impegna responsabilmente il suo territorio ma poi deve affrontare i cambi di umore cavalcati dall’oppositore». Invece «qui c’è bisogno che tutti quanti lavorino per l’uscita dall’emergenza. Lo dico chiaramente: adesso, chi non collabora vuole sostanzialmente che l’emergenza permanga perché può soddisfare vari interessi. E non solo quelli mafiosi».
Il riferimento non è solo a interessi politici ed elettorali. «Mi riferisco a tutto, anche agli imbrogli più semplici e più biechi. D’altra parte, negare che esistano certi problemi significherebbe negare che da 14 anni siamo in emergenza. Ma noi facciamo la nostra parte. Alla magistratura stiamo dando tutta la nostra collaborazione, la nostra documentazione. E là dove è possibile, tutta la nostra intuizione affinché si individuino dei filoni di illegalità».
Facile aspettarsi, dunque, che altre inchieste arriveranno nei prossimi mesi, in una città che attende di capire se e quando Bassolino verrà rinviato a giudizio insieme con i vertici dell’Impregilo, la società che stava costruendo il termovalorizzatore di Acerra, mai andato a regime.
«Noi abbiamo un problema» ricorda Pansa «il termovalorizzatore è costruito all’85 per cento. Bisogna completarlo ma l’Impregilo non è in condizione perché ha i conti bloccati dalla magistratura. Tuttavia, l’impianto non può che finirlo la stessa impresa. Un nuovo costruttore impiegherebbe anni solo per capire da dove cominciare».
La soluzione è «una gara d’appalto, con procedure accelerate, per assegnare la gestione. Il vincitore si farà finire l’impianto dalla Impregilo. È una catena complessa, che deve soddisfare la condizione dei tempi, la fine dell’anno».
Già questo sarebbe un risultato clamoroso. Eppure, Pansa giura che il piano si basa su un presupposto banale: «È fattibile, tutto qui. Abbiamo ipotizzato un percorso che non richiede condizioni sovrannaturali. Forse qualcuno ci sperava, è la vecchia logica del promettere tanto per non fare niente. Io invece punto sul fare tanto chiedendo poco. A tutti».
Anche a quelle popolazioni che ancora in questi giorni urlano e si barricano per gli impegni non mantenuti. «Il problema principale è la mancanza di fiducia nei confronti delle istituzioni» denuncia Pansa. «Capita anche a me, che non ho responsabilità pregresse. Mi credono ma poi dicono che le altre istituzioni mi impediranno di fare le cose. Hanno sempre il dubbio dell’inganno».
Difficile dargli torto. È bastato che filtrassero alcune indiscrezioni, spesso sballate, perché localmente si alzasse un muro politico preventivo, da Rifondazione ad An. È la grande coalizione dei signor no.
E poi c’è la camorra. Qui tutti dicono: sulla spazzatura non si può fare niente se i boss non vogliono. Sostiene Pansa: «La camorra non vincola ciò che si può fare o no. La camorra può solo sfruttare l’esistente e ha maggiore facilità nella fase di emergenza. Quando tu stai per affogare, va bene chiunque ti dia una mano, anche la camorra. È evidente che questo non lo consentiamo, anzi con il piano ci stiamo attrezzando ulteriormente. Se finisce l’emergenza, i boss hanno meno chance. Però è inutile nascondere che tra le maglie di tutti i meccanismi di legalità qualche falla c’è. Anche tra noi ogni tanto scopriamo qualcosa e cacciamo qualcuno».
Il riferimento è alle mele marce del commissariato straordinario, «ripulito ma non ancora abbastanza. Ora stiamo cercando di ridurre i costi, eliminando spese, riducendo il personale, acquisendo professionalità a costo zero, come gli esperti che hanno lavorato al piano rifiuti. Tra l’altro c’è bisogno di un’organizzazione più snella. Ma io non posso cambiare tutto avendo un mandato di sei mesi».
A Roma danno per scontata la proroga del mandato di Pansa e del commissariato. Altrimenti la gestione dei rifiuti tornerebbe alla Regione Campania. «La proroga può essere scontata, io non lo so» replica il prefetto-capatosta. «Se si decidesse di prorogare, bisognerebbe capire se con un commissario con gli stessi compiti o altro. C’è stata necessità di un commissario e io ho risposto agli ordini, ma il doppio ruolo costa fatica. E poi, varato il piano, sui rifiuti le cose miglioreranno. Diciamo la verità, diventerà anche un po’ più facile». Che, detto per Napoli, fa una certa impressione

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Il Mattino – Caserta 04/11/2007
Caserta ha la discarica e i rifiuti a terra
ANTONIO PISANI

«È paradossale, ma l’unico capoluogo ad avere la discarica è anche quello in cui ci sono più rifiuti in mezzo alla strada. Del disservizio dovete chiedere alle aziende che gestiscono la raccolta che spesso sversano quote inferiori a quelle che noi autorizziamo». Non fa nomi e cognomi il Commissariato di Governo per l’emergenza rifiuti ma il messaggio è chiaro: il sindaco di Caserta Petteruti trovi in casa sua i colpevoli dei continui disservizi. Il capoluogo, con Aversa, sono gli unici due Comuni di Terra di Lavoro a soffrire per i sacchetti che traboccano dai cassonetti. Nessun problema nei Comuni del Ce1 (Matese), pochi in quelli del Ce4 (litorale-area aurunca), qualcuno nel bacino del Ce2, non però a Santa Maria Capua Vetere e a Capua, ma come detto ad Aversa, dove per terra restano 200 tonnellate mentre nell’Agro-aversano, negli ultimi giorni, le cose stanno migliorando (raccolte 410 tonnellate). Il segreto è la partenza della differenziata che sta portando benefici; ne sanno qualcosa i Comuni del Ce3 (limitrofi al capoluogo), ente di cui fa parte anche Caserta in cui però la differenziata non è ancora partita e il servizio è gestito in proroga dalla Sace. Dall’azienda rispondono stizziti alle accuse del Commissariato. «Il Cdr lo gestisce Pansa – dice Giuseppe Izzo, responsabile del personale Sace – e se per un’assemblea sindacale l’impianto resta fermo per otto ore, come è avvenuto il 30 ottobre, noi non abbiamo colpa. Inoltre noi sversiamo la quota che ci indica il Commissariato: fino al 31 ottobre ci sono stati problemi al Cdr e abbiamo potuto sversare molto meno delle 130 tonnellate previste. Poi, il primo novembre, abbiamo avuto il permesso di sversarne 153, il giorno dopo 150 e ieri 140». Il nodo della differenziata a Caserta potrebbe essere sciolto martedì in Consiglio comunale: l’Acsa Ce3 è in lizza ma, secondo un funzionario del Consorzio, «la situazione dell’ente è davvero al collasso, non ci sono soldi perché i soci (i Comuni) non pagano; è irrealistico pensare che il Comune di Caserta possa affidarci la differenziata, non abbiamo le risorse sufficienti». Tra l’altro non sono stati pagati gli stipendi ai dipendenti che ieri non hanno lavorato; altri scioperi potrebbero partire da domani. Altro fronte caldissimo che potrebbe paralizzare l’intero ciclo è quello di Giugliano-Villa Literno, dove è a rischio chiusura il sito che ospita le ecoballe uscite dai vari Cdr campani. Ieri, negli uffici della Prefettura di Napoli a piazza Plebiscito, non era arrivata alcuna notifica dell’ordinanza del sindaco di Giugliano Francesco Taglialatela che aveva recepito la relazione dei tecnici dell’Asl2 che avevano parlato di ecoballe «non coperte da idonei teli e maleodoranti» da cui «fuoriescono rifiuti», con percolato «immesso in contenitori non chiusi, all’interno di vasche». Quindi, per il prefetto Alessandro Pansa, commissario straordinario alla gestione rifiuti, quell’atto, con il divieto a scaricare altre ecoballe nel sito, è come se non ci fosse. Almeno fino a domani, quando l’ordinanza potrebbe essere notificata. «La decisione su quando e come scaricare spetta alla Fibe – ripetevano ieri dalla Prefettura – formalmente, per noi, non esistono ostacoli giuridici. Studiamo le alternative all’unico sito di stoccaggio di ecoballe regionale. Per ora, o si scarica a Giugliano o sarà crisi inarrestabile nel ciclo rifiuti». Nel frattempo, Pansa ha atteso le proposte delle 5 Province campane per altri siti di stoccaggio. Ma ieri i segnali sono arrivati solo da Benevento: il presidente della Provincia, Carmine Nardone, ha annunciato che domani comunicherà l’area individuata per smaltire almeno 300mila tonnellate di ecoballe. Silenzio dalla Provincia di Caserta anche se il tempo stringe: il sito di Taverna del Re dovrebbe chiudere il 15 dicembre. Ieri intanto, al sito di ecoballe, è continuata la protesta dei residenti; sono così riusciti a scaricare solo 40 camion. A visionare le ecoballe aperte anche il senatore Tommaso Sodano, presidente della commissione ambientale, che ha parlato di «situazione scandalosa» promettendo di parlarne con il ministro Alfonso Pecoraro Scanio.

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La Repubblica – Napoli 05/11/2007
Giugliano, presidio contro i camion
OTTAVIO LUCARELLI

Pansa Taverna del re, tornano le tensioni. Domani il prefetto Pansa sarà ascoltato a Roma dalla commissione sulle ecomafie Giugliano, presidio contro i camion E a Napoli sono 500 le tonnellate di rifiuti non raccolti A Taverna del re il presidio e la preghiera. Sotto lo sguardo di poliziotti e carabinieri, oltre trecento abitanti di Giugliano aspettano l´arrivo imminente dei camion, attesi nella notte con gli ulteriori carichi di ecoballe di immondizia che si andranno ad aggiungere agli oltre due milioni di mega rotoli già ammassati nelle ultime settimane. Dopo la decisione del prefetto Alessandro Pansa, commissario straordinario per l´emergenza rifiuti che ha stracciato il provvedimento con il quale il sindaco di Giugliano aveva chiuso la discarica, attorno ai cancelli si prega ma cresce la tensione.
Sono stati due parroci, Maurizio Granara della Sacra famiglia e Raffaele Grimaldi della chiesa di San Nicola, a pregare assieme al sindaco Francesco Taglialatela davanti ai cancelli del sito di stoccaggio mentre in ogni chiesa dei Giugliano si invitava la popolazione a una “mobilitazione pacifica” a difesa della propria salute dopo il documento in cui la Asl Napoli due ha denunciato nei giorni scorsi grandi rischi ambientali.
A Giugliano la popolazione è pronta anche ad affrontare nuove cariche della polizia mentre la crisi dall´intera provincia è arrivata anche in città. A Napoli sono già oltre cinquecento le tonnellate di immondizia non raccolta con i maggiori punti di crisi in periferia e nei vicoli del centro storico. E già si segnalano i primi roghi.
Una nuova e ciclica emergenza che tocca gran parte del territorio regionale. A rilento da alcuni giorni, dopo le forti piogge, anche la discarica di Serre e i rifiuti hanno invaso le strade nel vicino comune di Eboli mentre gli impianti di Cdr sono da tempo al limite delle capacità.
Nei giorni scorsi il prefetto Pansa aveva rivolto un invito ai presidenti delle cinque Province ad individuare ulteriori discariche e siti di stoccaggio, come indicato nell´ultimo decreto approvato la scorsa estate in Parlamento, ma finora l´unico segnale arriva da Benevento dove oggi Carmine Nardone dovrebbe indicare un´area per ammassare i rifiuti.
Contemporaneamente Pansa dovrebbe indicare invece il termine di chiusura definitiva di Taverna del Re dove oggi si terrà una nuova manifestazione con amministrazione comunale, no global, ambientalisti e cittadini del comitato civico.
Domani, intanto, il prefetto-commissario sarà ascoltato a Roma dalla commissione bicamerale sui rifiuti ed ecomafie presieduta da Roberto Barbieri. E a Pansa si rivolge Salvatore Ronghi di An, vicepresidente del Consiglio regionale: «Il commissario per l´emergenza rifiuti mantenga gli impegni nei confronti della popolazione di Giugliano chiudendo la discarica di Taverna del re e assicurando che le Province campane contribuiscano alla soluzione del problema. Pansa eviti di gettare benzina sul fuoco della disperazione della popolazione di Giugliano. Eviti il braccio di ferro con i cittadini e con il loro sindaco».

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