AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

UNO STILE TAL QUALE

Non ci crederete, ma sono andati emergendo, nel corso degli anni, elementi critici che hanno logorato il rapporto del centro-sinistra con l’opinione pubblica. Un segnale preoccupante è arrivato dalle ultime elezioni amministrative, anche se non estraneo ai fatti nazionali della politica e del governo. E in Campania sono preoccupanti le forme di degrado civile che vanno diffondendosi. Per giunta in questi anni la camorra ha ripreso il controllo di interi territori. Perciò bisogna creare un nuovo clima di mobilitazione civile. Dunque la loro responsabilità li chiama ad una svolta profonda, che prevede al primo posto un nuovo stile. Perché ridare fiducia ai cittadini, ricostruire il consenso della società civile, dell’associazionismo, della gente semplice è possibile se si introduce nella vita delle istituzioni un nuovo rigore e un nuovo stile: eliminare radicalmente l’uso clientelare delle risorse pubbliche e le convenzioni inutili. Sarà decisivo anche sburocratizzare: realizzare un forte decentramento amministrativo e una sburocratizzazione radicale, per rispondere alle domande dei cittadini e delle imprese. I tempi di decisione devono essere adeguati ad una società moderna e competitiva. Inoltre per le grandi politiche settoriali occorre una vera e propria svolta di efficienza e di concretezza. Su tre grandi temi occorre una discontinuità profonda. Emergenza rifiuti, sanità, fondi europei: in questi campi abbiamo registrato ritardi pesanti e distorsioni che vanno recuperate. E occorre mettere in campo più efficaci politiche di tutela dell’ambiente, massimizzando l’uso di risorse europee, evitandone la polverizzazione. Per concludere: fare il Partito democratico in Campania significa guidare la modernizzazione e la coesione sociale, rafforzare la partecipazione e la vita democratica, rinnovare l’azione di governo.

Tutto quello che è in neretto è testuale, sotto ci sono anche le firme di SANDRO DE FRANCISCIS presidente della Provincia di Caserta e di NICODEMO PETTERUTI sindaco della Città di Caserta, si, proprio loro, i campioni de Lo Uttaro. Il testo originario è un documento sottoscritto oggi, 7 settembre 2007, a Vietri sul Mare, dalla “componente che si richiama a Francesco Rutelli del Pd campano”. Nel corso del’incontro De Franciscis avrebbe persino chiesto che la classe dirigente del Pd venga costruita collegialmente per recuperare il rapporto con la società civile.
Questi signori dicono che Pd sta per Partito democratico, noi a leggere questi nomi e questa sigla pensiamo a un Panettone democratico ^ e sentiamo Grande Puzza di bugie e di discarica, nella quale stanno seppelliti anche rifiuti pericolosi e probabilmente illegali. Pensiamo anche alla minaccia di aumenti della TARSU, grazie ai deficit crescenti di una gestione del ciclo di rifiuti inefficiente fino al delirio, ricordiamo le barriere giuridico-burocratiche e l’isterico vocìo di molteplici insulti contro i cittadini della società civile che hanno cercato di difendere il loro territorio, le loro case, la loro salute. E non parliamo del resto di cui possono essere capaci, visto il loro “stile”.

Per chi ha la pazienza di leggerselo tutto mettiamo di seguito il documento integrale, completo di tutte le firme. Meglio sapere chi c’è nella combriccola.

VIETRI SUL MARE – Dopo innovazioni interessanti ed esperienze di governo rilevanti e significative, sono andati emergendo, nel corso degli anni, elementi critici che hanno logorato il rapporto del centro-sinistra con l’opinione pubblica. Un segnale preoccupante è arrivato dalle ultime elezioni amministrative, anche se non estraneo ai fatti nazionali della politica e del governo. Ancora più preoccupanti sono i dati socio-economici della Campania, e le forme di degrado civile che vanno diffondendosi. In questi anni la camorra ha ripreso il controllo di interi territori. Bisogna creare un nuovo clima di mobilitazione civile. Occorrono interventi efficaci e duri dello Stato. Bisogna riconquistare i quartieri. La sicurezza è un bene primario, senza il quale sarebbe illusoria ogni prospettiva di sviluppo e di crescita civile. La nostra responsabilità ci chiama ad una svolta profonda. 1) Un nuovo stile. Ridare fiducia ai cittadini, ricostruire il consenso della società civile, dell’associazionismo, della gente semplice è possibile se si introduce nella vita delle istituzioni un nuovo rigore e un nuovo stile: eliminare radicalmente l’uso clientelare delle risorse pubbliche e le convenzioni inutili. Nessuno spreco, nessun privilegio offensivo per la gente comune. 2) Una nuova democrazia, potere ai territori. Occorre rilanciare le funzioni proprie della Regione: legiferare e programmare. Non lasciare spazio ad eventuali forme di “gestione” improprie e alla distorsione istituzionale che esse producono. Occorre che il compito della gestione sia svolto con autorevolezza dalle autonomie locali. È necessario agevolare e consolidare il decentramento, affinché i territori abbiano il potere di agire. La Regione deve intervenire sulle strategie di sviluppo, sulle maggiori infrastrutture, lasciando alle province e ai comuni le decisioni circa le politiche da attuare nel territorio di riferimento. 3) Sburocratizzare. È decisivo realizzare un forte decentramento amministrativo e una sburocratizzazione radicale, per rispondere alle domande dei cittadini e delle imprese. I tempi di decisione devono essere adeguati ad una società moderna e competitiva. La riorganizzazione della macchina regionale è perciò una priorità. 4) Per le grandi politiche settoriali occorre una vera e propria svolta di efficienza e di concretezza. Su tre grandi temi occorre una discontinuità profonda. Emergenza rifiuti, sanità, fondi europei: in questi campi abbiamo registrato ritardi pesanti e distorsioni che vanno recuperate. 5) Occorre mettere in campo più efficaci politiche di tutela dell’ambiente, massimizzando l’uso di risorse europee, evitandone la polverizzazione. Occorre rivedere politiche sociali e di sostegno al reddito, superando ogni elemento di demagogia. Occorre più solidarietà per le fasce deboli vere, che in questi anni non sempre hanno ricevuto l’attenzione necessaria. Tutto questo è indispensabile per rilanciare lo sviluppo e consolidare i livelli di civiltà e di socialità. È necessario concretizzare un grande piano per il lavoro, decisivo in una regione come la Campania. Bisogna saper offrire alle giovani generazioni speranze di nuove possibilità di vita e di futuro, in tempi realistici. Negli anni duemila non si può accettare come inevitabile per migliaia di ragazze e ragazzi il destino dell’emigrazione. È così che possiamo dare respiro alla costruzione del partito democratico, facendone il perno dello sviluppo e della crescita delle nostre comunità. Per questo occorre sostenere una candidatura a segretario regionale coerente con questa piattaforma e con le esigenze di innovazione e di discontinuità che essa esprime. Fare il Partito Democratico in Campania significa guidare la modernizzazione e la coesione sociale, rafforzare la partecipazione e la vita democratica, rinnovare l’azione di governo.
CARMINE NARDONE Presidente Provincia di Benevento SANDRO DE FRANCISCIS Presidente della Provincia di Caserta ANGELO VILLANI Presidente della Provincia di Salerno FRANCESCO MASELLI già Presidente della Provincia di Avellino ANDREA ANNUNZIATA Sottosegretario ai Trasporti DONATO RENATO MOSELLA Deputato ANDREA LOSCO Parlamentare europeo GIUSEPPE SCALERA Senatore della Repubblica ROBERTO CONTE Consigliere Regionale della Campania GIUSEPPE RUSSO Consigliere Regionale della Campania STEFANO GRAZIANO Coordinatore regionale di Italia di Mezzo NICODEMO PETTERUTI Sindaco della Città di Caserta VINCENZO DE LUCA Deputato – Sindaco della Città di Salerno GIOVANNI PALLADINO Capo Gruppo D.L. al Comune di Napoli (7 settembre 2007)

 
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