AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

PER I RIFIUTI DATEVI UNA MOSSA

Pubblicato da ambienti su Maggio 9, 2008

Il Comitato Emergenza Rifiuti e Cittadinicasertani avviano la raccolta di firme

PER IL COMMISSARIAMENTO DEL COMUNE DI CASERTA

APPUNTAMENTO DOMENICA 11 MAGGIO ALLE 10 IN PIAZZA DANTE

il testo completo della denuncia ^

La politica ambientale a Caserta è un fallimento. Viviamo tuttora per periodi prolungati in mezzo a montagne di rifiuti, c’è sempre il rischio che il sistema si blocchi e che arriviamo a una nuova catastrofe. Questo dipende solo in parte dalla situazione regionale. Le amministrazioni locali potevano e dovevano, per legge, prendere provvedimenti allo scopo di ridurre drasticamente il problema e i rischi. Dovevano preparare un vero piano per i rifiuti, dovevano avviare una vera raccolta differenziata. Molti cittadini glielo stanno ripetendo da oltre un anno. Perciò ora invitiamo la popolazione a sottoscrivere una denuncia: perché venga tolta di mano a degli irresponsabili un problema così grave, così importante per la nostra vita quotidiana e per la nostra salute.

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IL RESTO DI NIENTE

Pubblicato da ambienti su Maggio 9, 2008

L’amministrazione comunale casertana continua a rivoltolarsi nelle proprie bugie e attraverso dichiarazioni di suoi rappresentanti, l’assessore all’ambiente Luigi Del Rosso in prima fila, cerca di far capire alla cittadinanza che la situazione rifiuti è sotto controllo. Fortunatamente l’effetto anestetico che dovrebbero avere queste strampalate dichiarazioni lo subiscono solo alcuni pretesi comunicatori illusi e/o collusi. I cittadini invece, per la maggior parte, si guardano intorno e vedono ora per ora come si sta provvedendo: sul fronte comunale si registra il resto di niente, cioè la premessa di un disastro. A parte un servizio di raccolta sempre più sgangherato, con l’aggravio di un bizzarro sistema di “differenziata semplificata” che ha raggiunto l’unico obiettivo di rendere la vita più complicata a tutti facendo spostare momentaneamente cumuli di immondizia indifferenziata in un certo numero di luoghi in cui lasciarli a marcire. E non sta risultando di alcuna utilità, ma solo un danno e una spesa supplementare, lo stoccaggio al capannone ex Ucar, una specie di supermegacassone ancora a due passi dalle case ^. Forse riuscirà economicamente utile al proprietario dell’area – che già era da bonificare – ora che a giugno scadrà il termine del comodato d’uso a titolo gratuito con cui il capannone era stato “generosamente” concesso al Comune.
In tutto questo scorgiamo anche il rischio che l’amministrazione comunale tenti di spacciare come propria impresa per la differenziata la raccolta per il riciclo in tre parrocchie ^, l’unica iniziativa che finora ha funzionato e che è basata sul lavoro volontario degli organizzatori e dei cittadini. Si tratta di un’esperienza importantissima, perché dimostra che la differenziata a Caserta è possibile e che molti cittadini la vogliono. Ma certo, con i suoi limiti territoriali, non potrà risolvere la sostanza del problema se il Comune non si affretterà a metterne a frutto su larga scala tutto il valore dimostrativo e “didattico”.
Nessuna delle questioni cruciali per risolvere la crisi dei rifiuti viene seriamene affrontata dall’amministrazione. Il bando per l’affidamento della raccolta differenziata vera – il cui avvio che ci era stato promessa per l’1 maggio – continua ad essere allo sbando ^. Intanto sulla città incombe la minaccia di una richiesta di dissequestro della discarica disastrosamente velenosa a Lo Uttaro, richiesta dietro la quale si scorgono oscuri intrighi di “corpi separati” dello stato e dell’amministrazione che fingono di non aver letto ciò che a proposito di questa discarica è scritto nella Relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti ^.
Le foto che seguono sono state scattate nel primo pomeriggio di giovedì 8 maggio all’ex Ucar e in zona Lo Uttaro, nei paraggi della discarica, al sito di stoccaggio e al vicino sito di trasferenza.
Al contrario di quel che ha asserito l’assessore Del Rosso, l’ex Ucar è pieno di rifiuti fino alla cima. In zona Lo Uttaro il vecchio stoccaggio soprannominato “panettone” ^ è sempre più scoperto e nessuno se ne preoccupa. Al sito di trasferenza si nota (collinetta più piccola di destra) che sono stati abbancati rifiuti indifferenziati non vagliati. Questo potrebbe configurare un reato penale visto che il sito è sotto sequestro. Infine i cassoni della “differenziata semplificata” all’inizio dell’area Saint Gobain.
Il sopralluogo e le foto sono di The Boss

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A VOLTE RITORNANO

Pubblicato da ambienti su Maggio 6, 2008

Che vorrà dire che torna in corsa l’ACSA CE3, il consorzio campionissimo nell’accumulare debiti e avvisi di garanzia? Ma non lo dovevano sciogliere per passarne le competenze alla Provincia? Non ci sarà più che uno zampino dell’ACSA nella richiesta di dissequestro della discarica a Lo Uttaro?
Il Mattino di oggi offre esaurienti cronache, ma la matassa appare sempre più ingarbugliata e aggiunge un colpo di scena per il bando allo sbando^. Addrittura qui si parla di un affidamento provvisorio della raccolta differenziata all’ACSA, come se fare la differenziata fosse vendere noccioline a una fiera di paese. Oggi tu e alla prossima festa un’altra bancarella. Come stanno realmente le cose? Perché nessun amministratore si prende la briga di spiegarcelo? O sono, come al solito, solo “affari loro”?

Cliccare sull’immagine della pagina per andare all’indice dei relativi articoli su Il Mattino on line ^

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AHI AHI BRUXELLES

Pubblicato da ambienti su Maggio 6, 2008

Spazzatura, l’Italia deferita dall’Ue
da Il Giornale

Bruxelles - Doppio schiaffo della Commissione Europea all’Italia per la gestione dei rifiuti: con una mossa attesa da giorni, l’organismo presieduto da Barroso questa mattina ha infatti deferito il nostro Paese alla Corte Europea di Giustizia per la crisi dei rifiuti a Napoli e nella regione Campania, in particolare a causa delle misure ancora insufficienti per rispondere al problema in modo duraturo. L’Italia, comunque, in questa fase non rischia l’imposizione di multe, che potrebbero invece scattare se vi fosse, eventualmente, una condanna della Corte e relativo inadempimento.

leggi tutto l’articolo su il Giornale ^

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UN CONVEGNO AFFOLLATO E UN DOCUMENTO

Pubblicato da ambienti su Maggio 6, 2008

A Caserta folla traboccante dalla sala del Teatro Izzo per il convegno sui rifiuti “Dal disastro al piano” promosso dalla Caritas ^. Il vescovo monsignor Nogaro e gli altri intervenuti hanno parlato a una platea di oltre 600 persone, evidentemente molto partecipe. Tra i relatori in programma mancava solo padre Zanotelli che ha dovuto subire d’urgenza un intervento per peritonite, ma ha fatto comunque arrivare i saluti. Degli amministratori politici non c’era traccia, anche se erano stati invitati come tutti i cittadini. Presenti invece molti rappresentanti delle associazioni impegnate per la difesa dell’ambiente.
Il convegno ha avuto un’intenzione propositiva: sbrighiamoci con la differenziata vera per evitare ulteriori disastri. Si è parlato anche di bonifiche e della vigilanza e dell’impegno necessari da parte di tutti per uscire dalla crisi.

Si ha la sensazione che l’assenza di disponibilità dei possibili interlocutori delle amministrazioni casertane abbia segnato un’altra frattura difficilmente sanabile. È un segnale molto preoccupante mentre nelle strade ricominciano ad accumularsi rifiuti. Questi amministratori, in Comune e in Provincia, non possono seriamente pensare di risolvere un problema tanto grave asserragliandosi nei loro palazzi e nelle riunioni di loro gregari, senza un vero confronto con le richieste, le esigenze e i suggerimenti concordi della comunità. Al Teatro Izzo hanno perso un’occasione. Ma probabilmente ormai – come sta dimostrando lo sviluppo degli eventi – hanno perso tutte le occasioni. Ci dobbiamo rassegnare a restare ostaggi della loro inettitudine?

Resta aperta la sottoscrizione del documento proposto dal convegno. Chi non era al Teatro Izzo e vuole firmare può farlo oggi all’incontro del comitato Città Viva che si terrà alle 19 di oggi, martedì 6 maggio, nella Biblioteca della parrocchia Nostra Signora di Lourdes in via Kennedy.

il documento da firmare:

QUEL CHE CI STA A CUORE

Questo documento nasce dall’amore e dalla passione che la Caritas diocesana, le realtà parrocchiali di N.S. di Lourdes, di SS. Maria del Carmine e S. Giovanni Bosco e SS. Nome di Maria, le associazioni ambientaliste ed educative di Caserta hanno profuso in questo periodo di grave emergenza che attanaglia la provincia di Caserta e l’intera regione, martoriata e mortificata dalle emergenze, che è oramai sotto i riflettori di tutta l’opinione nazionale, europea e mondiale e per la quale il processo di “ripristino” integrale, diventa sempre più complesso e complicato.
Con il convegno e con il documento vogliamo ribadire con forza che il nostro “Impegno politico e civile” non solo è un nostro diritto e mantiene tuttora la sua validità, ma rimane profetico richiamando l’utilità di:
- esprimersi prioritariamente su problemi che ci interpellano da vicino coinvolgendo la nostra coscienza di cristiani, di ambientalisti, di cittadini attivi ed educatori per evidenziarne con preferenza la portata educativa o diseducativa;
- orientarsi comunque sulla presentazione di contributi originali senza fermarci alla semplice accettazione o firma di documenti redatti da altri;
- verificare se la “presa di posizione” può innescare un dialogo fecondo con l’ambiente circostante, tale quindi da favorire e non da ostacolare l’azione diretta alla soluzione del problema;
Tutto ciò mentre il contesto sociale e politico di oggi ci sembra spesso non contribuisca alla costruzione di tale modello di partecipazione.

il documento si può leggere e scaricare integralmente cliccando qui ^

<<I casertani vogliono subito la differenziata>>
la cronaca di Silvestro Montanaro sul Mattino ^

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EXIT SUI RIFIUTI

Pubblicato da ambienti su Maggio 5, 2008

VEDI I FILMATI DEL PROGRAMMA ^

Lunedì 5 maggio la nuova puntata di Exit, il programma di informazione condotto da Ilaria D’Amico alle 21.10 su La7, è interamente dedicata ai problemi che il prossimo presidente del consiglio Silvio Berlusconi si è impegnato a risolvere, al primo posto l’emergenza rifiuti in Campania.
Al problema dello smaltimento dei rifiuti su tutto il territorio nazionale, e alla costruzione dei nuovi termovalorizzatori, è dedicata un’inchiesta filmata. Tra gli ospiti in studio, gli onorevoli Altero Matteoli, membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, Ermete Realacci presidente onorario di Legambiente, Tommaso Sodano, presidente della Commissione Ambiente del Senato, l’assessore all’ambiente regione Campania Walter Ganapini, il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi, e Mario Orfeo, direttore del quotidiano Il Mattino.

aggiornamento 5 maggio
E brava Ilaria D’Amico. È la prima volta che in tv qualcuno fa venire fuori in modo davvero chiaro quali sono i danni e le minacce degli inceneritori. Così l’ex ministro e forse prossimamente ancora ministro Matteoli - uno dei nostri parlamentari piazzisti di inceneritori - ha cominciato ad annnaspare e poi se n’è scappato adducendo impegni politici, una scena che finirà in Blob. Come se spiegare agli italiani se li avveleni o no bruciando i rifiuti non fosse anche una questione politica tra le più serie.
Ancora una volta, anche con qualcun altro degli ospiti, si è verificata la stranezza a cui più volte abbiamo assistito: i piazzisti di inceneritori - che esistono in entrambe le principali formazioni politiche (vedi Bersani) - spesso partono gagliardi trattando i loro interlocutori da ignoranti, poi quando, si accorgono di avere a che fare con persone ben informate sugli inoppugnabili argomenti “contro” ^, cominciano a fare retromarcia, a dire che inquina si … ma anche le automobili e le pizzerie. Discorsi del cacchio, perché gli inceneritori, che sputano veleni quanto centinaia di migliaia di motori e di forni a legna, immettono per giunta nell’ambiente sostanze con effetti imprevedibili e ci costano tanti quattrini con il contributo Cip 6. In Italia potremmo benissimo fare a meno di costruirne altri, risparmiando in soldi e in salute, se non avessimo tanti amministratori come minimo privi di capacità e di voglia di avviare e far funzionare la raccolta differenziata.

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DAL DISASTRO AL PIANO - Il convegno di oggi a Caserta

Pubblicato da ambienti su Maggio 5, 2008

A CASERTA E’ DI NUOVO CRISI, RICOMINCIA L’ASSEDIO DELLA SPAZZATURA
PER CAPIRE, PER DISCUTERE, PER SOLLECITARE VERE SOLUZIONI
PER DIFENDERE IL NOSTRO AMBIENTE E LE NOSTRE VITE
OGGI ALLE 18.30 AL TEATRO IZZO
UN CONVEGNO SULL’EMERGENZA RIFIUTI PROMOSSO DALLA CARITAS DIOCESANA
AL CENTRO DEL DIBATTITO L’ESPERIENZA DEI “MISSIONARI ECOLOGICI”
CHE IN TRE PARROCCHIE HANNO ORGANIZZATO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

CLICCA PER VEDERE ALTRE FOTOA Caserta e nel suo territorio è ancora emergenza rifiuti. La Caritas Diocesana affronta la questione in un convegno con la partecipazione di monsignor Raffaele Nogaro, vescovo della città, di padre Alex Zanotelli e di esperti di vari aspetti del problema. Il convegno, lunedì 5 maggio al Teatro Izzo in via Kennedy, alle 18.30, si intitola “Dall’attuale disastro ad un piano esemplare per i rifiuti in Campania”. Nel dibattito sarà centrale l’importante esperienza di tre parrocchie casertane che, con impegno di volontari e con la collaborazione dei cittadini, hanno realizzato negli ultimi tre mesi un programma dimostrativo di raccolta differenziata. Si tratta dell’unica esperienza del genere riuscita, per durata e dimensioni, nel panorama della crisi dei rifiuti campani. Le parrocchie sono Nostra Signora di Lourdes, Santissima Maria del Carmine, San Giovanni Bosco.
A gennaio scorso, di fronte alla sofferenza e alla paura della gente per i cumuli di rifiuti davanti alle case, alcuni sacerdoti, con il sostegno della Caritas Diocesana e con una forte partecipazione del comitato Città Viva del quartiere Acquaviva, hanno deciso di trasformarsi in “missionari ecologici” e di “mettere le mani nella monnezza” per vedere quel che si poteva fare con la buona volontà. Hanno piazzato cassoni per la raccolta nei cortili delle parrocchie, hanno preso contatti con aziende per il riciclo dei materiali, sono riusciti a ottenere dalle autorità i permessi necessari, hanno cominciato a spiegare agli abitanti dei loro quartieri come dividere carta, plastica, vetro, metallo. Il risultato è stato sorprendente: 197 tonnellate di rifiuti raccolti e avviati direttamente a riciclo, 138,5 carta e cartone, il resto plastica, alluminio e banda stagnata.
I sacerdoti e i volontari non potranno continuare l’esperimento a tempo indeterminato, né risolvere l’enorme problema dei rifiuti in Campania, però hanno reso per il momento meno invivibili alcuni quartieri e hanno dimostrato che sarebbe possibile, anche in tempi brevi, percorrere vie diverse da quelle delle finte ecoballe e delle discariche di “tal quale”. A conferma è stato invitato a parlare al convegno un rappresentante del comune campano “riciclone” di Mercato San Severino.
Ora il confronto con gli amministratori locali che, passata anche la scadenza dell’1 maggio – dapprima indicata dal Comune di Caserta per una “svolta” risolutiva –, sono in realtà apparsi finora incapaci di avviare nel territorio un piano efficace di vera raccolta differenziata per uscire dalla crisi dei rifiuti.
Promuovono il convegno anche le associazioni ambientaliste ed educative di Caserta ed è prevista la presentazione di un documento da consegnare alle istituzioni con le firme dei cittadini.
Segue il programma del convegno

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COSE VISTE E ANNUSATE 2 - 04/05/2008

Pubblicato da ambienti su Maggio 4, 2008

La raccolta dei rifiuti a Caserta si è fermata perché gli automezzi della Sace sono bloccati da difficoltà tecniche. La faccenda ha provato a spiegarcela un articolo del Mattino (La Sace blocca i mezzi, stop alla raccolta ^) . I rapporti tra il comune e la Sace si sono talmente ingarbugliati che a volte si ha l’impressione che neanche i responsabili del comune ci si raccapezzino.
Intanto la città si riempie di cumuli selvaggi. E i cassoni per la cosiddetta “differenziata semplificata” traboccano di fetenzia indifferenziata e in qualche caso ne vengono sommersi. Anche se il comune sostiene che vengono svuotati regolarmente.
Per parlare della crisi dei rifiuti, e di un possibile piano per venirne fuori, oggi a Caserta c’è il convegno al Teatro Izzo ^,  alle 18.30, promosso dalla Caritas Diocesana, con l’intervento del vescovo monsignor Nogaro e di esperti di vari aspetti della questione. Sarà centrale la domanda: che fine ha fatto a Caserta la differenziata vera, quella porta a porta?
Visto anche il contesto regionale (vedi articoli su la Repubblica qui^ e qui^), una riduzione drastica dei rifiuti attraverso la differenziazione vera sarebbe per Caserta l’unico rimedio efficace. A partire da subito.

 

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COSE VISTE E ANNUSATE

Pubblicato da ambienti su Maggio 3, 2008

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MISSIONE DIFFERENZIATA

Pubblicato da ambienti su Maggio 2, 2008

Da Caserta parlo al telefono con un amico lontano e lo aggiorno sul disastro dei rifiuti in Campania. Gli dico che dove abito, nel quartiere Acquaviva, la parrocchia ha organizzato un centro per la raccolta differenziata, tra le poche cose che riescono a funzionare con continuità e ad alleggerire la situazione anche nei momenti peggiori. “Insomma, siete ridotti come in certi paesi africani – mi fa lui – per i servizi essenziali vi devono aiutare i missionari …”. Già, non è la prima volta che sento l’osservazione. Ripenso che qui l’arretratezza è “di ritorno” in una società pseudo-opulenta che non ha saputo calcolare gli effetti catastrofici di uno sviluppo del consumismo senza progetto e senza cervello.
Rispetto ai nostri nonni o bisnonni viviamo in un relativo “benessere”, nonostante il Sud. Tutti abbiamo i servizi igienici in casa, almeno tutti quelli che riusciamo ad avere una casa, però appena oltre l’uscio privato abbiamo riempito la natura di appestatoi che sembrano insanabili. Abbiamo quasi tutti l’automobile sotto casa, qualcuno ne ha due o tre, magari gigantesche che inquinano come micidiali e assurde fabbrichette ambulanti capaci solo di produrre fragili status symbol. E quanto puzza questo benessere. Dopo averlo malamente usato non sappiamo che farne se non trasformarlo in gigantesche montagne di putride cosiddette ecoballe, o sversarlo in discariche che avvelenano aria, terra e acqua, o sperare di incenerirlo dentro “impianti di termodistruzione” che distruggeranno anche la nostra salute. Mentre è ormai chiaro che molti figli vivranno, per quanto si sforzino, in condizioni materiali peggiori di quelle raggiunte dai padri, che potremo permetterci sempre meno benzina per le nostre automobili, che conquistarci cibo davvero commestibile – cioè non inquinato, non adulterato – diventerà sempre più una fatica, e che molti nostri politici in quanto a ottusità e a ingordigia non hanno niente da invidiare ai piccoli tiranni di staterelli di quart’ordine in zone del mondo fuori dalle grandi vie della civilizzazione.
No, non è strano che abbiamo bisogno di missionari. Che questa volta sono venuti ad annunziarci il miracolo della differenziata: ci hanno detto che potremmo evitare di precipitare sempre più nell’inferno delle finte ecoballe, delle megadiscariche, dei megainceneritori, se solo decidessimo di “riutilizzare” plastica, carta, legno, vetro, metalli, insomma quasi tutto. Organizzandoci per bene sarebbe facile riciclare persino i residui umidi in ottimi concimi per l’agricoltura. E il bello è che questi missionari il miracolo non si sono accontentati di predicarlo, ma si sono rimboccati le maniche accanto ai cassoni della differenziata, hanno messo le mani nella monnezza, per dimostrare che il metodo può funzionare, basta la buona volontà. Molti cittadini si sono convinti e hanno collaborato.
Ora non resterebbe che convertire quelli che governano città e paesi. Ma qui – si sa – è il più difficile. Perchè se tutti si convertissero davvero, che ne sarebbe degli affari da molti di loro sognati e avviati in un sistema che ha trafficato nei modi più rozzi e criminali per trasformare la monnezza in oro? Che ne sarebbe dei riti di corruzione che hanno celebrato per 14 anni intorno agli idoli bugiardi dell’emergenza rifiuti? Come potrebbero giustificare perché non hanno capito e agito prima? Ci vorrebbe umiltà da parte loro per ammettere fino in fondo quanto hanno sbagliato. Ma si sa, dalla storia, che non di rado è stata la superbia ad animare i governanti e poi a travolgerli, purtroppo a volte insieme ai loro popoli.

Qui un articolo sull’esperienza della differenziata nelle parrocchie casertane
Il Mattino on line 29/04/2008 ^

Lunedì 5 maggio si terrà a Caserta il convegno “Dall’attuale disastro ambientale a un piano esemplare per i rifiuti in Campania” promosso dalla Caritas diocesana. Uno dei temi di discussione sarà l’esperienza dimostrativa con la differenziata realizzata dalle parrocchie casertane. Aprirà i lavori un intervento del vescovo Raffaele Nogaro. Vedi il programma qui ^

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IN PISCINA A FERRANDELLE

Pubblicato da ambienti su Aprile 30, 2008

 

Ferrandelle e il disastro ecologico. Il vero motivo della chiusura della discarica …

leggi il reportage su Casertattiva ^

 

leggi l’articolo su Il Mattino-Caserta on line 30/04/2008 ^

Ci sono sviluppi in corso. E’ stato disposto il dissequestro di parte del sito, per evitare che la raccolta dei rifiuti a Napoli e nel casertano si blocchi di nuovo. Per notizie sempre aggiornate sulla situazione rifiuti in Campania consultare LO UTTARO GOOGLE NEWS in alto nella barra qui a destra. 

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DEFICIT DI CIVILTÀ

Pubblicato da ambienti su Aprile 30, 2008

Senza dubbio a Caserta, e in Campania, c’è un forte deficit di capitale sociale, vale a dire di risorse culturali e sociali utili a produrre civiltà e vivibilità. Per restare a Caserta e al tema dei rifiuti, basta vedere come imperterriti cittadini tuttora continuano a lanciare sacchetti di immondizia dalle auto lungo strade in cui si formano di nuovo cumuli selvaggi. Però che gli amministratori politici attribuiscano – come purtroppo accade – all’insieme dei cittadini la responsabilità degli effetti della propria inettitudine e di scelte amministrative inconsulte sembra davvero troppo. Gli amministratori dovrebbero sapere che tra i cittadini e i loro amministratori si innescano circoli virtuosi o viziosi in cui chi avrebbe il compito di garantire il rispetto delle norme per un vivere civile ha fondamentali responsabilità.
Spieghiamoci meglio: Caserta è ormai da tempo una città spesso lurida e puzzolente. Questo dipende innanzitutto da alcune scelte di fondo degli amministratori: la riapertura della discarica a Lo Uttaro che per mesi ha impestato la città provocando disagi gravi e disperazione, la frequente omissione nel contestare le inefficienze a chi gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti, l’assoluta incapacità di organizzare un vero piano di raccolta differenziata ^, incapacità confermata dagli ingarbugliati e contestati esiti di un bando di gara per il nuovo affidamento del servizio di igiene urbana ^, infine l’idea di allestire ex novo uno stoccaggio di rifiuti in un capannone ex Ucar ^. Uno stoccaggio “indifferenziato” creato a due passi dalle case di chi aveva già subito nel modo più atroce la Grande Puzza de Lo Uttaro ^, di chi ora è sottoposto a nuove zaffate di marcio destinate a crescere con l’estate e col possibile riaggravarsi della crisi dei rifiuti.
In tutto questo ci sono cittadini che sembrano essersi assuefatti a considerare il vivere oppressi dalla fetenzia una fatalità di fronte alla quale è possibile solo lamenticchiarsi e provare a scampare privatamente, giorno per giorno, magari andando a gettare l’immondizia in strada appena un po’ più in là dal proprio portone o dal proprio negozio. Non parliamo dei pochi e comprensibili casi estremi come quelli di anziani appiedati e senza volenterosi parenti e vicini; qui dovrebbero provvedere i servizi sociali del comune. Parliamo di chi fa i propri comodi infischiandosene deliberatamente e stupidamente degli effetti per la collettività e per l’ambiente urbano in cui lui stesso vive. Non intendiamo esprimere alcuna indulgenza per questi comportamenti. Ci sembra anzi che le multe finora inflitte siano poche e che sarebbe il caso di prevedere altre e più istruttive sanzioni, per esempio l’obbligo, per chi viene beccato a gettare un sacchetto fuori luogo, di impegnarsi per un certo numero di giorni nel servizio di rimozione dei rifiuti. Ma questi comportamenti antisociali vengono favoriti dal fatto che chi di dovere non sta seriamente dimostrando di puntare a rimedi efficaci.
Chi arriva a un cassone comunale incertamente sorvegliato e accudito, e vede gli accumuli indifferenziati che spesso si formano al fianco o addirittura sopra il contenitore, e sa che per giunta con il sistema adottato sono relative e fragili le garanzie sulla filiera di riciclaggio, può essere tentato di pensare “e allora tanto vale …”. Senza contare che all’idea in sé di usare questi cassoni a tempo indeterminato si oppongono parecchie evidenti controindicazioni. Per concludere senza giri di parole: ci sembra che nel Caserta Monnezza Show i cittadini più ignoranti o strafottenti si stiano dando la mano con amministratori tra i più perversi. Gli uni e gli altri andrebbero rimessi in riga.
Persino nel Trentino – a quanto pare efficientissimo in quanto a gestione dell’igiene urbana – ogni tanto qualcuno si azzarda a scaricare rifiuti lungo una via. Ci è capitato di apprenderlo dalle cronache di qualche quotidiano di quei luoghi. Lì però eventi del genere sono rari e sorprendenti anche perché esistono effettivi controlli, indagini e sanzioni pesanti. Lì, d’altra parte, gli amministratori in genere fanno ben funzionare i servizi con il convinto sostegno delle comunità con le quali dialogano. E questo è un modo per attivare circoli virtuosi, anziché quelli viziosi e fetidi del rimpallo di accuse intorno ai sacchetti di immondizia a danno e a beffa dei molti che vorrebbero un’altra civiltà, altri comportamenti degli amministratori. Ovvero altri amministratori ^, visto che quelli attuali hanno ripetutamente dimostrato di non sapersi comportare meglio e di non voler ascoltare le voci dei cittadini più consapevoli e più preoccupati per il bene comune.

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PER DIFFERENZIARE A CASERTA

Pubblicato da ambienti su Aprile 28, 2008

CONVEGNO SULL’EMERGENZA RIFIUTI A CASERTA
LUNEDÌ 5 MAGGIO ALLE 18.30 AL TEATRO IZZO
PROMOSSO DALLA CARITAS DIOCESANA

 IL MANIFESTO-PROGRAMMA DEL CONVEGNO ^

clicca per la rassegna stampa sul bando per la differenziataSui rifiuti a Caserta continuano a imbrogliarci. La differenziata è diventata occasione di tortuose e inconcludenti manovre del’amministrazione comunale ^ che a tutto hanno mirato fuorché a far partire velocemente il sistema di raccolta e smistamento dei rifiuti utile a dare una svolta risolutiva alla situazione di crisi. Per giunta la maldestra gara d’appalto che doveva servire ad affidare il servizio, per avviarlo ad inizio di maggio, ha avuto un esito contrastato e contestato da almeno una delle ditte partecipanti ^. La crisi, in assenza di rimedi decisivi, con l’estate la vedremo gravemente peggiorare.
I cittadini vengono insultati perché il complicato e inefficiente sistema di finta differenziata escogitato dal Comune non funziona e si formano cumuli di sacchetti nelle vie dove prima c’erano i cassonetti. Certo ci sono cittadini che per ignoranza o inciviltà si comportano male – e qui dovrebbero essere più efficienti i controlli della polizia municipale – ma ci sono persone, in particolare anziani, che hanno oggettive difficoltà nel raggiungere i discutibili punti di raccolta comunali. E la maggioranza di chi ne ha avuto l’occasione ha dimostrato di saper capire e di volere i vantaggi della raccolta differenziata, grazie all’esperienza pilota avviata su basi volontaristiche da tre parrocchie casertane ^.
Ora un convegno organizzato dalla Caritas diocesana e in programma al Teatro Izzo, in via Kennedy, lunedì 5 maggio alle 18.30, invita tutti i cittadini a fare il punto della situazione e a cominciare a costruire un futuro diverso per evitare altri e peggiori disastri.
Città Viva invita anche i cittadini a partecipare alla riunione del comitato di quartiere che si terrà martedì 29 aprile, e tutti i martedì seguenti, nella biblioteca della parrocchia di Lourdes alle 19.

Di seguito il testo del volantino-comunicato per il convegno

Sono passati circa tre mesi da quando il comitato di quartiere Città Viva ha iniziato a Caserta la raccolta differenziata nel cortile della Parrocchia Nostra Signora di Lourdes. Quest’esperienza ci ha permesso di riciclare tonnellate di rifiuti che altrimenti sarebbero finite nelle nostre strade, ma soprattutto ci ha consentito di dimostrare che:
LA RACCOLTA DIFFERENZIATA SI PUÒ FARE ANCHE A CASERTA.
Non esistono ragioni che costringono la nostra città a tentare strade diverse e più nocive.
Intanto ancora una volta le istituzioni si sono dimostrate inadempienti: i container posizionati in vari punti della città sono l’ennesimo rimedio insufficiente. Per un po’ hanno tamponato l’emergenza, ma la situazione sta per esplodere nuovamente con violenza: è inutile raccogliere i rifiuti in maniera “differenziata” se poi finiscono nelle discariche.
Questo convegno rappresenta il primo passo di un percorso di lotta che necessita di un’adesione maggiore di cittadini.
La raccolta differenziata che si sta tenendo nelle Parrocchie non può essere eterna.
È necessaria una forte spinta della cittadinanza che deve esigere la raccolta differenziata VERA, cioè quella PORTA A PORTA, insieme ad un integrato ciclo dei rifiuti. Incontriamoci per costruire insieme questo percorso.
Comitato di quartiere Città Viva, Caserta - Per contatti: 3351557163

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S.O.S. IN PRIMA PAGINA

Pubblicato da ambienti su Aprile 28, 2008

LA REPUBBLICA DI LUNEDÌ 28 APRILE 2008
Dal 5 luglio non ci sarà più posto per i rifiuti se non partiranno nuovi impianti
L’unica speranza per evitare la catastrofe è costruire nuove strutture
La pattumiera di Napoli
69 giorni prima della catastrofe
di Giuseppe D’Avanzo
NAPOLI - Il commissario Gianni De Gennaro ha fatto due conti e ha concluso che “dal 5 luglio le potenzialità di smaltimento delle 7.200 tonnellate prodotte giornalmente in Campania saranno inadeguate rispetto al fabbisogno”. Da oggi al 5 luglio mancano 69 giorni. Soltanto 69 giorni per evitare una nuova crisi urbana che potrebbe non risparmiare a Napoli e alla Campania patologie infettive degne di altri secoli. 69 giorni sono un tempo troppo ridotto per eliminare un sistema che, dall’emergenza, ricava profitti, finanziamenti, occupazione, utili politici. E intorno a questi interessi che presto il neo-presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si scontrerà con il presidente delle Regione Antonio Bassolino.

IL MATTINO - CASERTA DI LUNEDÌ 28 APRILE 2008
Scarsi controlli, via Gemito trasformata in sversatoio. Porta a porta: si decide in settimana
Rifiuti, raccolta ferma al palo
Il Comune: i cittadini non collaborano. Differenziata: vuote le stazioni ecologiche
di Antonio Pisani
Il flop della cosiddetta «differenziata semplificata» è ben visibile nelle strade del capoluogo. Cartoni, bottiglie di vetro e plastica giacciono ovunque, gettate dai commercianti e da normali cittadini. Via Gemito, via Unità d’Italia, sono l’emblema del fallimento; così come la stazione ecologica di via Talamonti, sempre meno frequentata. Sulla raccolta porta a porta il Comune decide tra oggi e domani.

Tutto l’articolo su Il Mattino on line 28/04/2008 ^

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UN BUON POSTO TRA I RIFIUTI

Pubblicato da ambienti su Aprile 23, 2008

ACSA CE3: 18 INDAGATI TRA AMMINISTRATORI, DIRETTORI E REVISORI
Sono ritenuti responsabili di aver cagionato un danno all’erario per un importo superiore a 700 mila euro

da interno18 laboratorio di informazione^  23/04/2008

Importante risultato di servizio è stato conseguito dal Comando Provinciale di Caserta della Guardia di Finanza nell’ambito di una specifica attività a tutela della spesa pubblica condotta in stretto coordinamento con la Procura Regionale della Corte dei Conti. I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria, al termine di una lunga e complessa indagine, hanno segnalato alla magistratura contabile nr. 18 soggetti (tra amministratori, direttore generale e revisori) dell’ACSA CE 3 S.p.A., ritenuti responsabili di aver cagionato un danno all’erario per un importo superiore a 700 mila euro, a seguito dell’inefficiente e inefficace gestione dei rapporti di lavoro a tempo determinato, instaurati a partire dal 2003, sino all’agosto 2006. Tale incisivo contrasto allo sperpero di risorse pubbliche è stato posto in essere dalle Fiamme Gialle di Caserta, mediante mirati accertamenti sulla documentazione amministrativo/contabile della ACSA CE 3 S.p.A., nel corso dei quali gli investigatori hanno appurato l’irregolare assunzione a tempo determinato di 38 dipendenti. La censurabile condotta degli organi sociali pro tempore della suddetta società ha comportato la soccombenza totale dell’Ente nei diversi contenziosi promossi dinanzi al Giudice del Lavoro dai dipendenti interessati, con la conseguente esposizione finanziaria generata dalle spese legali e di giudizio, nonché la conversione di tale tipologia contrattuale in rapporti di lavoro a tempo indeterminato. In alcuni casi la conversione è avvenuta addirittura tramite una procedura di accordo transattivo tra le parti. L’anomalia del contesto viene amplificata dalla circostanza che alcune assunzioni sono scaturite a seguito di contratti privi di sottoscrizione da parte dei lavoratori, ovvero del tutto inesistenti, proprio durante una fase gestionale del consorzio curata da amministratori, noti legali del settore “lavoro”. Maggiore è il rilievo assunto dal risultato di servizio conseguito a contrasto dello spreco delle risorse pubbliche se si considera il delicato momento che sta vivendo l’intera Provincia, quotidianamente vessata dal dilagante problema della raccolta dei rifiuti solidi urbani, spesso aggravato dalla mala gestio dei finanzamenti allo scopo stanziati, da parte di soggetti giuridici, partecipati anche da enti pubblici.

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REPLAY

Pubblicato da ambienti su Aprile 23, 2008

TARSU - LA TARIFFA CHE ARRAFFA    SERIE NOIR    DIFFERENZIATA NELLE PARROCCHIE    UNA MISTERIOSA PUZZA DI BRUCIATO    CARTE FALSE PER UNA DISCARICA    NON VOTATE IL PROSSIMO BOSS

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