AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

CONCLUSIONI TECNICHE SU LO UTTARO

Posted by ambienti su Maggio 23, 2007

È solo la “scimmiottatura” di una discarica, hanno detto gli esperti
Sono queste le soluzioni del supercommissario per i rifiuti Bertolaso?
Allora qui in Campania con la spazzatura siamo veramente rovinati

Visto il verbale della prima visita ispettiva sulla discarica “Mastropietro- Lo Uttaro” di Caserta che è parte integrante della seguente relazione, si fa presente che permangono e, se possibile, si rafforzano le perplessità e convinzioni sulla assoluta inadeguatezza e erroneità, per i profili igienico-sanitari e ambientali afferenti la scelta del sito di conferimento dei RSU della Provincia di Caserta nella cava, abusiva e illegale, denominata “ Mastropietro” in località “Lo Uttaro” fg. 59 – particella ex 147 (in parte – atteso che sul fondo circa la metà della superficie era, prima dell’attuale attivazione del 24.04 u.s., già impegnata da rifiuti – di che natura, da chi autorizzati e controllati, il percolato prodotto dove è finito, l’Ente provincia dov’era?); le disfunzioni più plateali ed evidenti vengono di seguito riassunte:

  1. manca l’indispensabile e propedeutico piano di caratterizzazione e monitoraggio ambientale (pur decantato, richiesto e agli atti di verbali commissariali, pur in presenza di un sito-cava Mastropietro- dichiarato dalla R.C. e dal Ministero dell’Ambiente – vedi piano regionale di bonifica del 9.9.2005 pubblicato in pari data sul BURC – sito di interesse nazionale ai sensi della L.471/99, da sottoporre conseguentemente a immediati e sostanziali interventi di bonifica, preceduti di interventi di messa in sicurezza d’emergenza, a carico della ditta proprietaria/gestore;

  2. la rampa di accesso alla discarica è stata realizzata sui rifiuti della vecchia discarica denominata “Ecologica Meridionale”;

  3. non è stato trivellato nessun idoneo e nuovo pozzo “spia” per il monitoraggio delle acque sotterranee, prendendo (nonostante le acclarate falsità dei relativi elaborati progettuali, non rispondenti allo stato dei luoghi né prima né tantomeno dopo – si ricorda al riguardo la profondità effettiva degli scavi oltre i 30-trenta metri rispetto ai 15-quindici dichiarati e validati dai funzionari provinciali addetti al controllo e collaudazione delle opere, le pareti subverticali anziché a 45° gradi, la mancata captazione e smaltimento del percolato, ecc,) come valido lo studio geologico ed idrogeologico effettuato negli anni ’87 – 89 per l’adeguamento della discarica “Rossi Giuseppina” poi “Ecologica Meridionale” ai dettami tecnici del DPR 915/82, al DCI del luglio 1984, in funzione di quanto disposto dalla L.441/87. Peraltro anche questi studi dettavano alcune prescrizioni anch’esse completamente disattese.

  4. al riguardo giova osservare che, tra l’altro, è vietato avviare discariche in quelle aree interessate da punti di prelievo di acque destinate ad uso potabile e domestico (pozzi EDS- mattatoio Comunale, campagne e opifici circostanti); mancano -o non sono stati oggetto di prelievo- i pozzi “spia” a valle; infatti per quello utilizzato per il primo prelievo delle acque sotterranee, ubicato nella ditta _________ situata a valle della discarica, non vi sono notizie sulle caratteristiche di realizzazione (profondità intubazione – finestrature) e quindi se soddisfa i requisiti tecnici per considerarlo “pozzo spia;

  5. anche in questo caso non si comprende perché i pozzi spia imposti e fatti realizzare nel 1994 dal prefetto delegato alla ditta Mastropietro non risultano in esercizio ed utilizzati; al riguardo la provincia dovrebbe esibire le periodiche e obbligatorie analisi delle acque superficiali e profonde, oltre le analisi del percolato, matrici ambientale, ecc, sempre a carico e spese della ditta Mastropietro;

  6. l’impermeabilizzazione del secondo manto, eseguito dalla struttura commissariale, appare oltremodo carente e approssimativa; i fogli delle geomembrane in alcuni punti – vedi parte nord dell’invaso – presentano discontinuità nelle saldature di sovrapposizione, non si ha quindi alcuna garanzia sulla perfetta tenuta e di conseguenza sulla protezione della falda acquifera sottostante che dovrebbe essere salvaguardata da ulteriori inquinamenti (oltre quelli pregressi);

nella fattispecie l’impermeabilizzazione a doppio strato, oltre al sistema di drenaggio del percolato, avrebbe dovuto prevedere una rete di drenaggio “spia” interposta tra le due impermeabilizzazioni per accertare eventuali perdite. Nella discarica “Mastropietro – Lo Uttaro” non è stato realizzato;

  1. al momento della visita c’era sversamento in atto; alcuni camion trasportavano sostanza organica non stabilizzata leggermente secca, altri camion trasportavano a dire dell’Ing. Limatola “sovvallo”, è opinione degli scriventi invece che fossero rifiuti “tal quali” oppure sottoposti a sommaria vagliatura in quanto erano presenti tra l’altro: stracci, bottiglie di plastica e scarpe;

  2. occorre acquisire per iscritto l’impostazione progettuale in merito alla tipologia di impermeabilizzazione delle pareti della discarica ad “albero di natale” in riferimento alla nota n. prot. 1494 del 9 marzo 2007 del Dipartimento Provinciale Arpac a firma del Responsabile del servizio territoriale e del direttore provinciale.

Infatti tale tecnica appare grossolanamente scimmiottata, non risultando la prima berma visivamente ricoperta da HDPE, da saldare allo strato verticale e a quello orizzontale sottostante.

Caserta, 22 maggio 2007

Dott. Nicola Santagata

Dott. Giuseppe Lembo

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