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Blog di Resistenza Ambientale

PANSA LASCIA, L’EMERGENZA RESTA

Posted by ambienti su dicembre 29, 2007

Ieri, venerdì 28, a Roma si è deciso per la situazione rifiuti in Campania. Alessandro Pansa lascia la carica di Commissario straordinario per l’emergenza e torna a fare solo il prefetto di Napoli, compito che comunque prevede qualche responsabilità per la raccolta dei rifiuti in città e in provincia. Il Commissariato però – com’era prevedibile – resta: è stabilito che duri altri 11 mesi, fino al 30 novembre 2008. Il nuovo “commissario gestore” sarà Umberto Cimmino, già viceprefetto vicario a Napoli e assistente di Pansa per i rifiuti. Inoltre fino al dicembre 2008 sono stati bloccati gli aumenti della TARSU in Campania.
In pratica il governo ha deciso di prolungare l’emergenza per quasi un altr’anno. Il che potrebbe essere meno grave se fossero state indicate svolte decisive, tecnologiche e di metodo, per lo smaltimento. Mancando indicazioni in proposito, è invece probabile che tutto continui sulla scia di Pansa e del suo contestato piano. Ovvero con siti per ecoballe e discariche (in questo momento purtroppo inevitabili) scelti a caso dal punto di vista ambientale (come nella catastrofe de Lo Uttaro, come a Carinola, dove c’è l’acqua a 50 cm sottoterra). Sembrano sempre poche le preoccupazioni per il consenso della popolazione sulle scelte e per le devastazioni, nell’immediato e a lungo temine, dei territori interessati.
L’annuncio del decreto con la proroga lo ha dato in una conferenza stampa il ministro dell’interno Giuliano Amato. Il ministro ha anche detto che il commissario gestore ”affiancherà gli enti locali e avrà poteri in parte autorizzativi in parte sostitutivi nei loro confronti”. Questa collaborazione è volta a un ritorno alla “normalità” senza scosse, sempre in vista del piano industriale che per lo smaltimento dei rifiuti regionali prevede l’impiego del megainceneritore in costruzione ad Acerra.
Al commissario gestore verrà affiancato un “commissario liquidatore”, una figura con il compito di gestire la partita finanziaria per la liquidazione di tutte le farraginose e costosissime attività create negli anni dell’emergenza. La cifra spesa ha superato il miliardo e 800 milioni di euro e solo per un call center di “informazione ambientale”, deciso da Antonio Bassolino all’epoca in cui era commissario, sarebbero stati spesi ben 4 miliardi di euro. Come è stato contestato a Bassolino dalla magistratura che – con sentenza ora appellata – lo ha chiamato a risarcire 3 milioni e 200 mila euro. Il nome del commissario liquidatore ieri sera non si sapeva ancora. Verrà indicato dal ministero dell’economia e, secondo indiscrezioni, potrebbe essere quello di un magistrato della Corte dei conti.
Sulla proroga del Commissariato non mancano già le polemiche tra esponenti dell’area di governo.

Il ministro dell’ambiente Afonso Pecoraro Scanio, leader dei verdi, si è dichiarato relativamente ottimista: ”Finalmente si esce dal generico commissariamento del passato. Io avevo chiesto che la proroga dello stato di emergenza fosse fino a luglio, ma spero che comunque non servano tutti questi mesi’’.
Il senatore Tommaso Sodano, che sostiene la necessità di scelte strategiche veloci, ha dichiarato: “Il decreto è un impegno che appare di segno nuovo e diverso, orientato nella direzione di chiudere una volta e per sempre la gestione commissariale, pur prorogandola ancora di diversi mesi. Era evidente che di fronte alla crisi, probabilmente la più grave che la Campania abbia mai attraversato in 14 anni, non si poteva immaginare un immediato passaggio alla gestione ordinaria. Sia chiaro, nessuno è contento di prorogare il commissariato, ma ora occorre seriamente porre tutte le condizioni per una gestione normale dei rifiuti”.
Sodano ha detto che “bisogna individuare i siti alternativi anche a costo di scelte dolorose, cave in particolare, per conferire le ecoballe e procedere al revamping dei cdr, utilizzando i poteri commissariali. Non si può aspettare oltre. Sono ore decisive se vogliamo togliere la spazzatura dalle strade, porre le condizioni per una gestione ordinaria e anche per non aggravare la situazione di Giugliano”. E ha criticato alcune esternazioni del presidente della commissione d’inchiesta Roberto Barbieri. Sodano ha contestato: “Invita i parlamentari campani a dimettersi. Cominciamo da quelli che negli ultimi sette anni sono stati zitti sulle molte ombre della gestione commissariale, scoprendo solo ora che c’è l’emergenza”.
Drastico il giudizio sulla proroga del Commissariato espresso da Marco Di Lello, della segretaria nazionale Sdi/Ps e assessore al turismo e beni culturali della Regione Campania: “La montagna ha partorito il topolino: il provvedimento adottato oggi da palazzo Chigi, in merito all’emergenza rifiuti, in Campania evidenzia l’ennesima sottovalutazione della gravità del problema”. Di Lello ha aggiunto: “A distanza di 4 anni, in cui il governo ha assunto la titolarità del Commissariato, anziché assumere ai massimi livelli il potere commissariale e responsabilizzare nel contempo gli enti locali, mantiene in vita una struttura commissariale che da 14 anni si è dimostrata incapace di affrontare il problema e nomina una nuova pletora di subcommissari e.– quel che è più grave – non indica una via d’uscita concreta, mentre le condivisibili proposte della Commissione bicamerale rifiuti attendono ancora risposte. Prodi ed il suo governo non possono continuare a sottovalutare un problema così grave che riguarda la seconda regione d’Italia e sei milioni di cittadini”.

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