AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

LA VITA IN POLVERE E IN FUMO

Posted by ambienti su luglio 25, 2008

A Caserta molti si chiedono da dove arrivi la persistente puzza di bruciato in alcune zone della città. Ecco una risposta.

La gente di San Clemente e di tutta Caserta è convinta che qui l’attività di cave e cementifici si sia ridotta e stia per concludersi, al massimo in tre anni. Ma non è così, basta guardare a come si sta lavorando nella cava Moccia. La montagna su cui ha messo le mani la società Moccia è stata rosicchiata di molti altri metri. Grazie a una “proroga” del Genio Civile si è ripreso a sparare mine. Questo mentre l’assessore regionale Walter Ganapini si incontra con il presidente della Cementi Moccia per valutare quando e come bruciare la monnezza nel vecchio cementificio. La ditta Moccia non prevede di delocalizzarsi da San Clemente, anzi ha assunto nuovo organico che al momento opportuno farà da scudo per impedirne la chiusura.
Tutta la storia nella beffa di una sentenza tradita e di provvedimenti burocratici contro la legge che è abbastanza complicata ma che infine significa chiaramente una cosa: una fregatura per i cittadini che nel 2010 avrebbero finalmente potuto respirare aria e non fumo e polvere.

vai al documento diffuso da Giovanna Maietta
presidente del Comitato Parco Cerasola-Centurano
impegnato per ridare aria pulita a Caserta ^

 

vedi anche LE DELIZIE DI CASERTA, CAVE E CEMENTIFICI ^

19 Risposte to “LA VITA IN POLVERE E IN FUMO”

  1. Liliana da caserta said

    Da casa mia (quartiere Acquaviva lato Saint Gobain) ho fatto foto che mostrano il cielo di Caserta invaso da nuvole grige di fumo proveniente dal cementificio di San Clemente. Lo si vede prima salire alto e poi allargarsi in tutte le direzioni. Quando il vento soffia da est (molto spesso) arriva fino a casa. Ormai credo sia chiaro che il fumo che ci ammorba la sera, la notte e di prima mattina viene proprio da lì.

  2. Emmaemme said

    Ho letto sul giornale che il ministero dell’ambiente interverrà (lunedì ci sarà un incontro con il comune) nel progetto per il parco del Macrico. Speriamo che non vogliano così darci una “compensazione” per buttarci ancora fumo negli occhi e nei polmoni insieme a puzze e veleni, regalandoci ancora cave, cementifici e discariche.

  3. Giuseppe G said

    Questa mattina una sorpresa, così è la vita qui: la puzza schifosa, penetrante e tagliarespiro è tornata a ricordarci quello che è stato, quello che è e quello che potrebbe essere ancora vivere a Caserta con la discarica, i suoi annessi e il capannone di stoccaggio ex Ucar.

  4. maurizio said

    Una domanda agli amministratori del sito e/o all’autrice dell’intervento, Giovanna Maietta relativa ad un dubbio a cui non riesco proprio a dare risposta: Ganapini non era una persona sensibile ai temi dell’ambiente e addirittura pronto a denunciare le magagne? Come è possibile quello che di lui si dice nell’ambito dell’intervento di G. Maietta. Non ci capisco più nulla!

  5. ambienti said

    X Maurizio
    La faccenda è un po’ complicata. Questo dipende molto dal fatto che non abbiamo amministratori locali, casertani, preoccupati della tutela ambientale del territorio.
    Ambienti la vede così: l’assessore regionale all’Ambiente Walter Ganapini sta cercando di risolvere il problema dei rifiuti campani minimizzando i danni, a Caserta c’è un cementificio che comunque già brucia ed inquina, Ganapini sta valutando la possibilità – non ha deciso ancora – di far bruciare nei cementifici campani combustibile da rifiuti (vero, non le ecoballe) in modo da evitare uno o più inceneritori e rendere complessivamente meno gravoso il danno ambientale.
    Non è Ganapini che ha sollecitato la proroga di attività per il cementificio e probabilmente lui non sa com’è la situazione perché nessuno ha finora avuto interesse a spiegargliela. Non sa che il cementificio si trova dentro l’abitato e addosso alle case di tanta gente.
    I comitati per l’ambiente – come risulta dall’intervento di Giovanna Maietta – si stanno battendo per contestare la proroga a cementifici e cave e per far emergere l’assurdità della situazione, informandone precisamente l’opinione pubblica e anche Ganapini. Tutto questo si riuscirebbe a farlo molto meglio, anzi potrebbe essere già fatto, se avessimo rappresentanti istituzionali, al Comune e alla Provincia, capaci e preoccupati di difendere il territorio illustrandone i gravi problemi. E invece i nostri amministratori sono quello che sono (nel 2006 hanno sottoscritto il famoso Protocollo che permise la riapertura de Lo Uttaro) e preferiscono evidentemente occuparsi di altri affari.
    Il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti si è addirittura rifiutato di partecipare – lui o un delegato – al Forum promosso dall’assessorato regionale all’Ambiente per conoscere le realtà locali e progettare soluzioni con la partecipazione delle comunità. Al Forum regionale da Caserta stanno partecipando i comitati e l’assessorato per l’Ambiente della Provincia. Petteruti – che avrebbe dovuto essere in prima fila a spiegare tra quali disastri si trova la città – ha fatto sapere che lui non partecipa dove ci sono anche rappresentanti dei comitati che lo hanno contestato. La verità è che evita i confronti pubblici perché è disinteressato o non è proprio all’altezza, come si sta vedendo chiaramente da tutta la vicenda dell’appalto e del mancato avvio della raccolta differenziata.

  6. Marco said

    Ciao, scrivo da Via Niccolini, una traversa di via Ruta nei pressi dell’area del mercato.
    La puzza di cui parlate si sente spesso anche qui da noi, tanto da costringerci a chiuderci in casa.
    Ieri sera per esempio era impossibile restare sul balcone.
    Una curiosità: Vivo ormai da quattro anni a Caserta ma solo negli ultimi due il problema è diventato così insistente.
    Qualcuno ha notizie che con l’emergenza rifiuti nei camini del cementificio, prima ancora del benestare di Ganapini, si brucino balle poco eco …. ?

  7. Giovanna Maietta said

    x Maurizio
    Bella domanda quella alla quale sono lieta di rispondere …
    Caro Maurizio, la moralità dell’assessore Ganapini è indubbia come lo è la sua dimostrata sensibilità ai problemi ambientali, ma anche le persone cosi attente al bene del territorio putroppo si distraggono, a volte costrette da un sistema incancrenito e consolidato con i poteri forti. L’industria del cemento – e parliamo di Moccia-Buzzi, Cementir-Caltagirone – è uno dei poteri forti della nostra regione. Ganapini ha la responsabilità politica di essersi fatto portavoce della proposta di usare i cementifici come inceneritori di immondizia trattata, piuttosto che preoccuparsi di verificare lo stato degli stabilimenti Moccia e Cementir.
    Che l’area casertana interessata da cave e cementifici è dichiarata altamente critica è un fatto notorio, che tale condizione impone la dismissione di tutti gli impianti è altrettanto noto. Non poteva certamente sfuggire ai tecnici regionali dell’assessorato all’ambiente, gli stessi che hanno redatto il piano cave, che l’unica proposta che potesse riguardare i cementifici e le cave casertane era la delocalizzazione.
    Ho apprezzato che l’assessore Ganapini personalmente ha visitato gli impianti per il trattamento dei rifiuti, mai utilizzati. Ma non posso dire che si sia preoccupato di visitare i nostri colli derubati e le nostre frazioni soffocate dal cemento.
    Mi sono sempre opposta all’indicazione dei cementifici casertani come inceneritori non perchè io sia contro questa ipotesi ma semplicemente perchè si fa riferimento a impianti obsoleti ed inidonei. Stiamo parlando di stabilimenti vecchi di 50 anni che insistono nei centri abitati. Dargli carburante e materia prima significa infierire su un territorio e una popolazione che subisce abusi da mezzo secolo.
    A differenza del problema rifiuti, con il problema cave combattiamo contro privati a cui non sfugge nulla, una lobby che riesce a fare una azione a trecentosessanta gradi inserendosi in tutti gli ambienti e difendendosi da qualsiasi intoppo che possa minimamente scalfire il loro business. E noi siamo deboli e spesso stanchi di trovarci sempre a combattere contro tutti.
    Dopo trenta anni di abusi la Magistratura nel 2004 intervenne col sequestro di tutte le cave e dei due cementifici, ma tale azione si è affievolita negli anni successivi, ed oggi i dirigenti regionali si inventano atti per garantire la prosecuzione di un’attività che continua ad arrecare danni. Devo pensare che Walter Ganapini non sia responsabile delle decisioni regionali? Certo che non lo è, ma il suo ruolo lo rende responsabile più di coloro che hanno deciso e siccome il dirigente si nasconde dietro il politico o viceversa, il mio riferimento a Ganapini era un modo per invitarlo a non perdersi nel labirinto degli intrecci affaristici che spingono a certe decisioni praeter legem.

  8. maurizio said

    grazie mille.
    maurizio

  9. maurizio said

    Un’altra domanda per Giovanna Maietta (a mio modesto parere, ma credo lo deduca chiunque legga il Suo scritto, Lei sta cercando di fare un ottimo lavoro per il nostro territorio e tutti noi). Quando scrive: “… il mio riferimento a Ganapini era un modo per invitarlo a non perdersi nel labirinto degli intrecci affaristici che spingono a certe decisioni praeter legem” intende dire che andrà parlargli, che gli farà pervenire la Sua denuncia, vero? Spero vivamente di sì!
    Ci tenga aggiornati, per favore.

  10. Tammaro said

    A proposito di polveri e puzze. Alcune persone sostengono che una puzza mefitica si leva ogni tanto in piena notte dalla Ricicla Molisana, un’altra delle magnifiche presenze della zona di Lo Uttaro. E’ un’azienda che si è stabilita lì da poco, favorita dai finanziamenti regionali, proprio accanto all’autoparco Sace. Lavora ferri vecchi. Si dice che si alzino nuvole di vapori o di polveri e che fuoriesca un liquido puzzolente che poi qualcuno si affretta a lavar via. Di che si tratterà, perché non ci sono controlli da parte della polizia municipale o di quella provinciale o, ancor meglio, dei Noe?

  11. Furio said

    Il PD esulta, Iannuzzi in testa naturalmente, perché nel decreto milleproroghe è stato approvato il contributo Cip 6 per tutti i “termovalorizzatori” campani indispensabili tutti e quattro – a detta loro – per la soluzione dell’emergenza in Campania e quindi anche da foraggiare con soldi pubblici benché gestiti da privati. Non è una novità la posizione del PD su questo tema, ma questa perseveranza nell’errore è veramente diabolica e questa ottusità nel pensiero è veramente spaventosa. Chi vogliono rappresentare questi? Non c’è bisogno di repliche già c’è Uno che la pensa così e agisce di conseguenza e gli fa pure abbondantemente le scarpe.

  12. Marco said

    Un’altra notte di odori mefitici.
    Stavolta però sono riuscito a capire da dove veniva:
    Dalla scuola di equitazione vicino al cimitero e infatti stamattina o potuto verificare l’esistenza di un bel monticello di terra fumante.
    Qualcuno saprebbe suggerirmi che strada intraprendere per denunciare il proprietario?

  13. Giovanna Maietta said

    Caro Maurizio sono lieta del tuo interessamento per i problemi del nostro territorio. Incontrare l’assessore Ganapini per sottoporgli in maniera reale e veritiera il problema cave e cementifici che interessano la citta di Caserta è un iniziativa che il Comitato ha programmato per i prossimi giorni. Appena riusciremo ad incontrarlo ti darò riscontro. Intanto di dico che abbiamo impugnato al Tar Campania tutti gli atti che prorogano le attività di cava e stiamo preparando anche una denuncia alla Procura della Repubblica. L’avvocato penalista, che ci difende nel primo stralcio del processo penale contro i cavaioli e che si è concluso, ha chiesto 5 milioni di euro per i cittadini come risarcimento danni per gli abusi subiti. Se Il Comitato dovesse ottenere risarcimento verrà utilizzato per scopi pubblici, a settembre ci sarà la sentenza. Intanto ci stiamo preparando per Settembre con una serie di iniziative che si allargheranno ai cittadini. Considera che in via Giulia si segnala un costante transito di Tir che salgono verso la cava Fran.ca e l’impianto di D’Agostino-Caturano. I residenti dovranno tornare a munirsi di macchina fotografica e videocamera per filmare tutti i soprusi. La Magistratura ha fatto tanto ma la battaglia continua. Ci sono ancora tre cave attive e poi bisogna difendersi dalle speculazion e non tollerare più attività che devono dismettersi a Caserta. Pensa che lo stabilimento di Moccia al Nord l’avrebbero chiuso solo per il rumore assordante che fa, qui invece si fa finta di niente. Ora basta!
    Cordiali saluti

  14. Giovanna Maietta said

    X Marco
    Caro Marco ti consiglio di fotografare il corpo del reato e recarti nell’ufficio del NOE che ha sede nel palazzo della provincia all’ex Saint Gobain. Puoi fare una denuncia verbale o meglio scritta. Vedrai che il nucleo ecologico dei carabinieri interverrà. In alternativa puoi rivolgerti al settore ambiente comunale. Saluti

  15. Marco said

    X Giovanna
    Grazie per i suggerimenti.
    Avevo già cercato di contattare il settore ambientale del comune ma ovviamente nessuno si è degnato di rispondere al telefono.

  16. maurizio said

    X Giovanna. Grazie ancora e speriamo bene, speriamo nella Giustizia! M.

  17. Marco said

    Finalmente i vigili del fuoco sono intervenuti a spegnere il cumulo di rifiuti nel maneggio.
    Li ho seguiti ed ho potuto verificare che quello che bruciava, erano solo trucioli di legno e sterco di cavallo (almeno così mi ha detto il pompiere ….).
    Gli ho chiesto come facevano un pò di truciolato e un pò di sterco di cavallo a bruciare per una settimana di fila e a puzzare in quella maniera immonda (abbiamo la casa che dopo due giorni ancora porta i segni maleodoranti del falò), ha alzato le spalle ….
    Quando sono tornato a casa ho controllato le reazioni dei proprietari del maneggio, subito sono saliti su un trattore ed hanno dato una bella rimescolata al terreno dove per giorni avevano bruciato “solo sterco e truciolato”. Immediatamente una nube di denso fumo nero si è sollevata dal suolo.
    I vigili del fuoco non hanno fatto alcun rilievo sul terreno, sorridendo alle mie richieste.
    Sono veramente sfiduciato.

  18. ambienti said

    Lo sterco bruciato può puzzare moltissimo. Quel che non si capisce è che bisogno c’era di bruciarlo o, supponendo che si sia trattato di un incendio accidentale, perché non è stato spento in fretta.

  19. silvana said

    salve, vorrei sapere se il fumo dello sterco bruciato oltre che estremamente puzzolente è anche tossico. Il mio vicino ne brucia regolarmente e io, oltre che a non riuscire a respirare, sono preoccupata in quanto ho un bimbo piccolo. Grazie

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