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Blog di Resistenza Ambientale

POLITICA DEI RIFIUTI IN PROVINCIA

Posted by ambienti su gennaio 31, 2008

provincia2.jpgCASERTA – Al consiglio provinciale di ieri a Caserta non si è sentita nessuna delle decisive comunicazioni che erano state annunciate. Allo stoccaggio “provvisorio” di Ferrandelle arriveranno rifiuti soprattutto da Napoli, i siti di Carinola per le ecoballe e di Pignataro (la cava o altro) restano in sospeso, essendo stata respinta la richiesta dell’opposizione di azzerare il piano Pansa escludendoli. Eventuali scelte differenti del commissario potranno dipendere da considerazioni di ordine sanitario – alle quali Gianni De Gennaro sostiene di tenere molto – o da nuove esigenze. Alla faccia della “provincializzazione” su cui bizzarramente si è continuato a insistere. La provincia di Caserta è ancora la pattumiera di Napoli, ma a dirlo troppo si rischia di guastare l’omertà che per anni c’è stata intorno a scelte strutturalmente sbagliate e confuse che tali continuano ad essere. Approvato un Atto di indirizzo sull’emergenza rifiuti ^ con i voti della maggioranza, Udeur a parte schierata con la richiesta di emendamento dell’opposizione di centrodestra.
Il consiglio è stato una maratona politichese – dalle 10.45 alle 18 circa – guidata dalle solite autocelebrazioni del presidente De Franciscis che si è presentato con oltre un’ora di ritardo e che ha innanzitutto ribadito la sua piena fiducia nel commissario De Gennaro. Col quale però non è stato possibile negoziare e non sarà possibile trattare il piano dell’emergenza. Si tratta di una fiducia – a parte l’ovvio sostegno per la missione di togliere al più presto i rifiuti dalle strade – per molti versi simile a quella concessa a Guido Bertolaso, il quale se l’è svignata lasciandoci una discarica a Lo Uttaro riempita soprattutto con i rifiuti di Napoli e della quale infine la magistratura ha accertato il carattere dannoso e criminale. Al solito il programma prospettato include un’assicurazione con la Compagnia Scaricabarile per qualunque cosa accadrà prossimamente.
Il piano provinciale dei rifiuti non c’è, ha sostenuto De Franciscis, perchè nel quadro legislativo ancora incompleto della postcomunicato.pngregione non era approntabile. Tutte le scuse sono buone per provare a giustificare a proposito del problema rifiuti, e connessi avvelenamenti, l’inerzia o peggio fin qui praticata. Discutibili sottigliezze giurisdizionali a parte, se la Provincia si fosse data una mossa – per esempio sollecitando prima dell’attuale disastro un sostanzioso avvio della raccolta differenziata – la situazione oggi non sarebbe così critica.

L’opposizione ha contestato con argomenti già variamente noti. Gli alleati di giunta hanno in linea generale deluso – anche in riferimento a recenti fermenti che sembravano movimentare il locale arcobaleno – chi si aspettava una precisa dissociazione, o almeno più precise garanzie, rispetto alle scelte della monocrazia di De Franciscis. Nessuno è sembrato particolarmente scosso per una piccola manifestazione contro la cattiva gestione dei rifiuti inscenata sotto le finestre del palazzo della Provincia in tarda mattinata.
L’assessore all’ambiente Caiola, che è dei verdi, ha esposto alcune linee guida di provvedimenti in vista della provincializzazione e del rientro nei poteri ordinari della gestione dei rifiuti. Il tutto è stato riversato in un “embrione di piano” (termine usato da De Franciscis) denominato Atto di indirizzo sul’emergenza rifiuti ^ , poi approvato dalla maggioranza, che in qualche punto coincide con le indicazioni del documento presentato da comitati e associazioni per l’ambiente ^. Quest’ultimo per –  allegato dall’opposizione alla richiesta di emendamento respinta – è stato nel suo impianto complessivo ignorato. L’Atto di indirizzo sarebbe una sorta di pre-piano che dovremmo applaudire come una scelta coraggiosa – in quanto attualmente non previsto dalle norme – e che è in realtà solo una tardiva formulazione di propositi quasi tutti buoni, compresi gli annunci di una task force e di un Ufficio Piano. Mentre resta pericolosamente aperta la definizione di nuovi possibili impianti locali di supporto alla raccolta differenziata, cioè non appare escluso il cucciolo di termodistruttore ^ alla cui idea si è affezionato il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti soprannominato anche Petteluttaro ^ o, più di recente, Pettelucaro ^.
Nel corso della discussione sono intervenuti due assistenti tecnici del nuovo staff di De Gennaro, il dirigente del ministero dell’ambiente ingegner Marco Giangrasso, esperto di bonifiche, e il dottor Donato Greco, dirigente del ministero della salute, che ha fatto un discorso a dir poco strabiliante. Secondo lui le preoccupazioni suscitate dalla ricerca OMS-CNR sul rapporto tra discariche e malattie ^, alla quale più volte qui ci siamo riferiti, sarebbero esagerate e la relazione della ricerca sarebbe stata compilata – se non abbiamo capito male – in maniera incauta, in modo da “inchiodare nelle menti rischi ipotetici”.
Dopo che da vari fronti governativi e amministrativi si è cercato di minimizzare il significato della relazione OMS-CNR, ora che molti l’hanno letta e hanno capito benissimo quello che significa l’incidenza “statisticamente significativa” di malattie gravi in prossimità di discariche fuori controllo (come in realtà in Campania sono spesso anche quelle che dovrebbero essere conformi a legge, vedi Lo Uttaro), Greco tenta di screditare quella ricerca. Non è un comportamento serio. Se Greco è convinto di quello che dice convochi una conferenza scientifica e faccia chiarire la faccenda da esperti internazionalmente qualificati al pari di quelli che hanno condotto l’indagine. Oppure, visto che si è dichiarato lui stesso un ricercatore, pubblichi su una rivista scientifica qualificata un’articolo che contesti con argomenti persuasivi per la comunità scientifica quanto enunciato in base a quell’indagine. Se lo farà saremo tutti più tranquilli. Nessuno si diverte a stare sotto la minaccia di essere colpito da un tumore o a temere di vedersi nascere un figlio deforme, eventi che nell’area vicina a una discarica ci appaiono più probabili statisticamente e non solo ipoteticamente (si tratta di due concetti molto diversi, che cos’è in questo caso la probabilità statistica abbiamo cercato di spiegarlo nel post La lotteria della morte ^). Se il dottor Greco non fa né l’una né l’altra cosa, che non venga a prenderci in giro.
In consiglio si è parlato anche, su richiesta dell’opposizione, di “questione morale”, in riferimento ad alcune note vicende giudiziarie che hanno interessato la Provincia (l’arresto nel giugno scorso di Anthony Acconcia, direttore generale nominato dal presidente e suo amico), e anche a un’indagine che ha recentemente coinvolto De Franciscis (in che modo lo ha chiarito lui stesso) con quisquilie connesse ^ e a una recente lettera aperta di Sergio Tanzarella ^. De Franciscis ha detto che lui è tenuto a rispondere solo alla propria coscienza, alla propria coalizione politica e alla legge. In definitiva non ha torto. Però ricordatevelo quando tornerà a chiedervi il voto: ditegli che si faccia votare dalla sua coscienza, dalla sua coalizione politica e dalla legge.

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Una Risposta to “POLITICA DEI RIFIUTI IN PROVINCIA”

  1. Perla said

    Per l’ennesima volta un personaggio dotato di mente e di posizione eccelse è venuto a raccontarci dei meravigliosi termovalorizzatori che si trovano a Brescia, a Vienna, a Copenaghen … Questa volta però molti presenti in sala gli hanno risposto per le rime: “Giusto, è vero, allora costruitene uno a Napoli, in città” gli hanno suggerito anche il luogo, “a Città della scienza” (potremmo aggiungere in alternativa l’area orientale, quella che verrà acquistata dalla Cherokee international). Bene, non ci sono state repliche, ma siamo stati informati che ora il nuovo commissariato ha aggiunto ai suoi compiti quello di un’accurata ripulitura delle menti dei cittadini, inquinate -a detta dei “nuovi” esperti – da false informazioni sui danni alla salute provocati dai rifiuti in tutte le salse. Ben vengano oneste informazioni sul tema, ma ci si ricordi che il popolo non è tutto bue, che appare necessaria la massima serietà sulle notizie e sull’approccio a questi problemi lontani dalle “risate a crepapelle” fatte su questioni estranee alla categoria del divertimento. Perciò teniamo occhi e menti aperte. Bisogna assolutamente, e prima che immediatamente, risolvere la catastrofe rifiuti, ma i nostri cervelli ce li teniamo puliti da soli. Non c’è bisogno dei commissari straordinari e dei loro assistenti per lavarli.

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