AMBIENTI

Blog di Resistenza Ambientale

GENTE PACIFICA E INFURIATA

Posted by ambienti su gennaio 11, 2008

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Le foto sono di Giulio Finotti ^. Cliccando su ciascuna di esse la si può vedere più grande.

La sala parrocchiale non è bastata. A Caserta per l’imprevista folla giunta ieri sera davanti a Nostra Signora di Lourdes, in via Kennedy, è stato infine necessario aprire le porte della chiesa. Il Comitato Emergenza Rifiuti si aspettava al massimo 100 persone, ne sono arrivate intorno alle 18 oltre 300, poi molte altre, alcune in transito veloce, solo per firmare, già informate a sufficienza sulle questioni grazie a questo blog. Tutte per protestare contro la catastrofe dei rifiuti a Caserta e per chiedere con azioni legali almeno un risarcimento di quanto pagato con la Tarsu . Che qui bizzarramente è la più cara d’Italia ^ , quasi un “pizzo” imposto con la prepotenza a fronte di un servizio sgangherato o inesistente.
Molti sono arrivati in parrocchia anche per sottoscrivere la petizione contro il nuovo sito di stoccaggio per rifiuti ex Ucar ^, un capannone a pochi passi da abitazioni e uffici, proprio là dove sono stati peggiori i nauseabondi effetti della discarica criminale a Lo Uttaro ^ con conseguenze nel tempo non attualmente prevedibili per i singoli individui, ma nella media sicuramente micidiali ^.
Le persone in chiesa erano di svariate condizioni ed età. Studenti, mamme col bambino piccolo in braccio, insegnanti, impiegati, negozianti, anziani. Gente pacifica, ma ora piena di una rabbia che vorrebbe esprimere in modo civile e vedere seriamente compresa. È chiedere troppo? Perchè il sindaco Nicodemo Petteruti e il presidente della Provincia Sandro De Franciscis non cominciano a partecipare a qualcuna di queste assemblee che si stanno moltiplicando in città invece di continuare a lanciare proclami a vanvera e anatemi che da un pezzo nessuno prende più sul serio?
Questa è una città piuttosto apatica, c’è chi dice distratta o sonnolenta. Per farla infuriare bisognava proprio combinarla grossa: provare per esempio a rubare a tanti l’aria e la salute. I nostri amministratori ci sono riusciti. Ora i cittadini non ce la fanno più a sopportare questo schifo. Ce l’hanno innanzitutto con Petteruti e De Franciscis, che da oltre un anno sul problema dei rifiuti si sono esibiti via via in promesse bugiarde, dissennati trionfalismi, veri e propri attentati alla salute spacciati come soluzioni brillanti, Quando i due poi sono stati messi alle strette hanno solo saputo praticare un gioco a scaricabarile che ormai la gente riconosce subito con disgusto. E pensare che i cittadini di questa provincia sonnolenta si erano persino decisi alle ultime elezioni a dare la vittoria a loro, di un altro fronte, il centrosinistra, rispetto alle precedenti amministrazioni, sperando che qualcosa cambiasse in meglio. Molti avevano confidato nelle promesse di un ambiente migliore fatte da loro in campagna elettorale ^.

Ma i cittadini ce l’hanno anche con chi dall’esterno non si accorge, o finge di non accorgersi, di quel che succede qui. I media guardano sbadatamente in direzione di Caserta. Per i giornalisti e per i politici sembra che qui sia una periferia dove venire a fare servizi-vetrina solo quando si inaugura un megacentro commerciale o qualche improbabile polo di eccellenza. A parte i soldi dei finanziamenti che qualcuno intasca, che eccellenza volete che ci sia in un territorio da cui molte persone stanno cercando di fuggire definitivamente per condizioni ambientali in assoluto tra le più disastrose del mondo? E dove gli amministratori di vari schieramenti hanno dimostrato a rotazione di essere del tutto incapaci di rimediare, sia pure parzialmente, al disastro?
Dopo aver approvato, oltre un anno fa, la discarica criminale a Lo Uttaro (ora sotto sequestro e comunque satura) il sindaco Petteruti ha inventato la discarica diffusa: enormi cassoni “scarrabili” imbottiti di rifiuti che ormai marciscono da settimane nelle vie, concentrati soprattuto in alcuni quartieri anche a gruppi di quattro e di cinque, sotto le finestre di abitazioni in cui non si potrebbe più abitare e davanti a bar e pizzerie in cui si continuano a servire bevande e pizze. Mentre il sindaco blatera ancora di risolvere “provvisoriamente” con un capannone (ex Ucar) a due passi dalle case, una “scatoletta” già corredata di una riserva di pericolosi rifiuti industriali. La città lo ascolta incredula e circola un’allarmante domanda: “Ma allora dobbiamo fare come quelli di Pianura per far valere il nostro diritto a una vita normale?”.
È drammatica emergenza regionale, certo. Ma Petteruti e De Franciscis provino a spiegare cosa hanno fatto per evitare di arrivare a questo nell’ultimo anno e mezzo, cioè da quando il rischio è apparso chiaro. A parte il far riaprire una discarica illegale che ci ha reso impossibile la vita e che per giunta si è riempita molto più in fretta del previsto per i rifiuti in arrivo, contrariamente ai patti “sacri” con Bertolaso, anche da Napoli e provincia. Mentre qui a volte, anche a discarica funzionante, le strade si riempivano di montagne di rifiuti.

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